Moët e la sorpresa del 1996

Non sono un fan sfegatato dell’annata 1996 in Champagne e, come oramai saprete, gli stessi champenois non la trovano un’annata eccezionale, bensì “estrema”. Ne ho parlato più volte, ma questo estremismo significa oggi che la maggior parte degli champagne di quest’annata sono finiti. Sì, proprio così: il vino è chiaramente ossidato e, paradossalmente, accompagnato da una netta acidità che corre per conto suo.

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Ca’ del Bosco: un altro pianeta!

Sono reduce con Vania da una recente full immersion da Ca’ del Bosco, ospiti di Maurizio Zanella e del suo ottimo staff. Lascio alle parole di Vania il racconto di questa giornata, da parte mia posso solo aggiungere che questa visita mi ha definitivamente convinto di quello che pensavo da tempo: la Franciacorta è ancora oggi un territorio con dei limiti per quanto riguarda la migliore vocazione spumantistica.

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Il ‘misterioso’ Dom Pérignon P2 1999…

Lo avevo promesso ed eccomi finalmente a parlare di un Dom Pérignon molto particolare, il P2 1999. Particolare perché è arrivato sul mercato in maniera bizzarra: solo 99 bottiglie per l’Italia, vendute direttamente attraverso un canale specifico di MHI. Punto e basta. Per questo, la maggior parte degli appassionati ha pensato che dal P2 1998 si sia passati direttamente al P2 2000 ed effettivamente all’inizio rimasi pure io sorpreso di questo salto. Infatti, mi sembrava strano che la linea P2 mancasse un’annata particolarmente riuscita per Dom Pérignon.

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Grande anteprima: il nuovo champagne di Vilmart!

Nel corso del mio ultimo viaggio, ottimamente accompagnato da Vania Valentini e dalla sommelier Alessia Occhipinti (che presto vedremo debuttare ad AIS Milano come relatrice in una serata dedicata ad alcuni piccoli récoltant), non poteva certo mancare un nome a me caro come Vilmart.

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Il perché della grandezza di Fabrice Gass, meglio noto come Champagne Alexandre Filaine

Novembre 2017, mi arriva un sms da Fabrice Gass: “Ciao Alberto, sto preparando un piccolo viaggio negli anni ’90, in magnum. Non ho ancora finito il remuage, ma pensa a trovare il tempo per la degustazione”. E mi allega la foto della piccola pupitre che vedete sotto con le magnum in fase di remuage… Trovare il tempo? Accidenti! Gli rispondo che mi sta facendo un regalo e che la cosa, vista la sua eccezionalità, richiede adeguata organizzazione.

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Il grande Erick De Sousa e il futuro della Cuvée des Caudalies

Da De Sousa c’ho messo le tende! Scherzi a parte, ma ultimamente sto effettivamente vistando molto frequentemente questo vigneron di Avize, che, amicizia personale a parte, considero uno dei produttori in assoluto ‘migliori’ della Champagne tutta. Però, a differenza di tutte le visite passate, questa è stata veramente speciale perché siamo stati accolti (il sottoscritto era accompagnato da Vania Valentini e dalla sommelier Alessia Occhipinti) da tutta la famiglia De Sousa al gran completo, quindi Erick, sua moglie Michelle e i tre figli Charlotte, Julie e Valentin.

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Piper-Heidsieck: un’inedita verticale ne svela il vero valore

Amicizia a parte, ritengo Régis Camus uno dei più valenti chef de cave della storia dello champagne e della Champagne tutta. Allievo di Daniel Thibault, ne ha prima ricevuto di fatto il testimone alla guida di Piper-Heidsieck nel 1995 e successivamente, a seguito della prematura scomparsa di questi, è anche diventato chef de cave di Charles Heidsieck.

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Mercato champagne 2017: i primissimi dati

Ecco un’anteprima del report sull’andamento del mercato dello champagne per quanto riguarda l’anno passato, quindi il 2017. Non si tratta ancora dei dati ufficiali del CIVC e non sono completi in quanto manca ancora l’importantissimo mese di dicembre 2017, però possiamo già parlare di una… ‘gran bella annata’. Infatti, dopo la lieve flessione del 2016, i numeri sembrerebbero ritornare ai livelli del 2015 (312,5 milioni di bottiglie), con una previsione superiore ai 311,2 milioni di bottiglie.

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Femme 1995: un grande champagne di una grande annata in… doppia declinazione!

Nel 1991, poco prima di morire, Jean-Charles Duval-Leroy convocò tutti i dipendenti della maison e disse loro di essere condannato da un male incurabile e di avere intenzione passare il timone della maison alla moglie Carol. E aggiunse: “se non credete in lei, potete andare via immediatamente”. Poi, in privato, fece promettere alla stessa moglie che avrebbe sviluppato la maison per passarla, un giorno, ai tre figli. Una grande donna, un eccezionale personaggio della Champagne: Carol Duval-Leroy, PDG della maison omonima.

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