Duval-Leroy e il grande ritorno del rosé de saignée

Questa settimana termineranno del tutto le lavorazioni di Grandi Champagne 2018-19 e a seguire sarà solo una questione di tipografia. Sapete che le pagine sono parecchie (ben 520, 70 in più rispetto alla scorsa edizione!) e anche la tiratura, quindi il numero di copie stampate, è cresciuto, pertanto speriamo di non dover aspettare troppo. Appuntamento al 10 novembre, più o meno: vi terremo costantemente aggiornati. Quella gran donna di Carol Duval-Leroy con i tre figli Julien (supervisione vigneti), Charles (produzione) e Louis (marketing).

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Krug, la Grande Cuvée (ancora ‘lei’…) e l’annata 2004

Dopodomani inizia la stampa dell’edizione 2018-19 della guida Grandi Champagne. Va bene, sarò di parte, ma questa edizione non rappresenta semplicemente la naturale evoluzione delle precedenti, come fu dalla prima alla seconda e da questa alla terza, ma sarà una sorta di rivoluzione. Ancora un po’ di pazienza e vi rivelerò tutti i dettagli. A proposito di guida, devo confessare che se sto pubblicando un solo pezzo a settimana qui su LeMieBollicine è proprio a causa dell’immensa mole di lavoro della guida: non appena pronta, ritornerò ai consueti due articoli.

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Bollinger e il… rosé ‘diverso’

Nonostante la marcia di avvicinamento all’uscita della nuova edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne prosegua spedita, sono necessarie ancora alcune settimane di pazienza, ma, senza proclami e sparate, siamo sicuri che alla fine questa quarta edizione lascerà il segno. Anche se, ovviamente, poi sarete voi lettori a confermarlo o meno… Ma veniamo allo champagne di oggi, che, però, non viene direttamente dalle degustazioni della guida.

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Alfred Gratien e l’ideale di rosé…

Prosegue spedita la marcia di avvicinamento al debutto della guida Grandi Champagne 2018-19. Proprio questa settimana siamo ritornati in Champagne per gli ultimissimi assaggi, quelle super anteprime che permetteranno di fare in modo che la pubblicazione resti contemporanea durante tutta la sua permanenza sul mercato. Che senso ha, infatti, come fanno altri, uscire con una guida i cui vini recensiti sono per buona parte già in esaurimento? La suggestiva barriquaia della Alfred Gratien: è qui che avvengono tutte e fermentazioni.

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Pascal Agrapart: “le pape du Chardonnay”

Siamo al rush finale delle lavorazioni della guida Grandi Champagne 2018-19 (a questo link trovate ancora la promo per la versione Limited Edition) e a questo punto posso sbilanciarmi e dire che non sarà semplicemente la naturale evoluzione delle precedenti, bensì una vera e propria ‘opera’. Qualche dato? Più di 500 pagine, nuovo formato, grafica rinnovata e, soprattutto, ben 106 produttori recensiti.

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Drappier: l’espressione più pura di un rosé ‘aubesoise’. In nature…

Ripensando agli innumerevoli assaggi degli ultimi mesi, un vero e proprio vortice di degustazioni destinate alla stesura della oramai imminente guida Grandi Champagne 2018-19, ricordo con piacere la traccia che mi hanno lasciato tanti champagne rosé, in tutte le loro possibili espressioni. Mi è sembrato di percepire un’energia nuova, diversa, dentro a quei calici luminosi dai colori salmone, oro rosa antico e ramato.

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Il grande Giacomo Neri ci parla di… champagne!

Come felice consuetudine, ritorna periodicamente la rubrica Il Personaggio, stavolta dedicata a un produttore di vino. Anzi, a un grande produttore di vino, tra quelli che hanno reso celebre e celebrato il vino italiano nel mondo e non solo il Brunello di Montalcino. Già, perché sto parlando di Giacomo Neri, che nel 1991 ha preso definitivamente il timone dell’azienda di famiglia Casanova di Neri e l’ha resa uno dei nomi più noti a livello mondiale quando si parla di vino.

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Cristal: crescita travolgente con Jean-Baptiste Lécaillon

Il 23 giugno scorso, il giorno dopo un grande evento nella sede della maison, mi trovavo alla Roederer per una degustazione insieme allo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon a tema Cristal. Gli avevo detto tempo prima come continuassi a preferire, almeno allo stato attuale delle cose, il 2007 al 2009 e gli avevo chiesto se avesse voglia di riassaggiarli insieme.

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L’annata 1995 è anche da 100/100! Con Dom Pérignon…

(III PARTE) Dopo la pausa di Ferragosto, torniamo a parlare dell’annata 1995, che, si sarà oramai capito, la ritengo straordinaria. Anzi, la migliore del suo decennio. D’altronde, una serie di assaggi me lo hanno confermato definitivamente, ponendosi tutti su livelli assolutamente straordinari.

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