Bollinger Vieilles Vignes Françaises: ancora tu…

…ma non dovevamo non vederci più? Così Lucio Battisti in una celeberrima canzone che, per fortuna, non vorrei proprio si applicasse al sottoscritto! Infatti, eccomi incrociare fortunatamente ancora una volta questo champagne d’eccezione, giustamente mitico e mitizzato. Anticipo che la nuova annata 2006 del Vieilles Vignes Françaises sarà nella nuova edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, mentre nel corso della mia ultimissima visita da Bollinger è stata la volta del 2000. Inaspettatamente.

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Bevibilità premiante con gli champagne di Trousset-Guillemart

Posso dire che scoprire nuovi produttori di champagne degni di nota è oggi piuttosto complicato. Quelli di valore, infatti, sono tutti già importati in Italia, o quasi, mentre eventuali sorprese positive hanno una produzione talmente piccola da essere, di fatto, inesistenti, oppure hanno ancora bisogno di mettersi a punto del tutto. A quest’ultima categoria faceva evidentemente parte Trousset-Guillemart, piccolo produttore (è un RM da circa 70.000 bottiglie annue) quel di Les Mesneux, nella cosiddetta Petite Montagne.

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A tu per tu con la novità di Veuve Clicquot: ecco l’EBEO!

Prima di lasciare la parola a Vania, giusto due righe da parte mia su questo champagne. Era la fine di gennaio quando mi fermavo da Veuve Clicquot per un saluto a Dominique Demarville. Tra una chiacchiera e l’altra, a un certo punto tira fuori una bottiglia anonima, la stappa e mi chiede di assaggiarla.

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Dom Pérignon e le cinque annate di Rosé

Nel 1971, lo Scià di Persia festeggiava i 2.500 anni dell’Impero Persiano con uno champagne esclusivo (bontà sua…), un Dom Pérignon assolutamente esclusivo. Si trattava di uno champagne mai prodotto prima sotto l’egida della cuvée de prestige di Moët, un rosato, millesimato 1959 e tirato in sole 306 bottiglie. Da quel momento in poi, Dom Pérignon sarà declinato non più come solo Vintage, ma anche come Rosé. Facciamo un salto di oltre 45 anni e veniamo ai giorni nostri, quando Dom Pérignon presenta, diversi mesi dopo il Vintage 2006, il Rosé 2005.

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Mémoire de Vignes: quando il Pinot Noir stupisce

C’è un piccolo produttore di Verzenay che a mio avviso è ingiustamente poco conosciuto (e considerato…). È Michel Arnould, RM nato nel 1929 a seguito della grande crisi e oggi condotto ancora a livello familiare. Ebbene, riflettendoci un attimo, viene fuori che in tutte le edizioni della guida Grandi Champagne questo produttore ha dimostrato sempre un elevato valore, con champagne molto ben fatti, certamente territoriali e, cosa più importante, molto, ma veramente molto buoni. Con picchi di assoluta eccellenza.

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Piper Rare 1985: al vertice dell’art champenoise!

A dicembre dello scorso anno, insieme a Vania Valentini abbiamo organizzato una degustazione che portava alla ribalta le 8 migliori vendemmie in Champagne degli ultimi 35 anni (escludendo, ovviamente, la 2008 in quanto non solo ancora troppo giovane, ma, soprattutto, ancora non sul mercato da parte dei più importanti produttori…), quindi dalla 2002 alla 1982. Un produttore per ciascuna annata, scelto in modo da far coincidere la migliore espressività della cuvée in rapporto all’annata.

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Mosnel: quando ‘bio’ e ‘pas dosé’ significano piacere!

La scorsa settimana ho nuovamente incontrato, con immutato piacere Giulio e Lucia Barzanò, ovvero Mosnel. Ci siamo visti alla mitica Stella d’Oro di Soragna per assaggiare le ultime novità e fare due chiacchiere sul mondo delle bollicine a 360°.

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Attacco al vertice: il sofisticato Brut Réserve di Charles Heidsieck

Mentre scrivo questo pezzo, la Champagne (e gran parte delle zone vinicole d’Europa) è stata duramente colpita dalle temibili gelate primaverili, con una perdita media della vendemmia potenziale intorno al 20-25%. Speriamo solo che, come accadde nel 2012, poi l’annata sarà di qualità eccelsa… Veniamo a noi.

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Vilmart e l’annata 2001: miracolo o bravura?

Su queste pagine, così come nelle varie edizioni della guida Grandi Champagne, il nome Vilmart è sempre stato ricorrente e lo è stato in maniera lusinghiera. D’altronde, ho detto e ridetto più volte che lo ritengo non solo tra i migliori récoltant-manipulant, ma tra i migliori produttori di champagne in assoluto.

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L’eccellenza di Veuve Clicquot, tra novità e una strepitosa La Grande Dame 1989

A breve Veuve Clicquot lancerà uno champagne inedito, l’Extra Brut/Extra Old. Non si tratta della risposta della maison di Reims al ‘desiderio’ di bassi dosaggi, ma di un sofisticato assemblaggio di annate, dalla 2010 alla 1988, che fanno parte del tesoro di vins de réserve di VCP. Poi, il basso dosaggio (3 g/l) è una conseguenza, non l’obiettivo, che sia chiaro.

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