Piena estate e voglia di blanc de blancs? Ecco cinque consigli!

È scoppiata l’estate, addirittura prima del previsto e con maggiore intensità. Quindi nei weekend si scappa al mare, soprattutto si organizzano aperitivi e cene con gli amici, meglio se all’aperto. Può mancare lo champagne? Certo che no, accidenti! Allora ecco cinque consigli particolarmente validi e pure a buon mercato (entro i 65-70 euro: ricordate che lo Chardonnay è pur sempre l’uva più cara in Champagne!) per altrettante occasioni, tutte a tema blanc de blancs, perché l’eleganza di questo tipo di champagne, la sua freschezza, il suo carattere sposano con particolare felicità la stagione estiva.

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Philipponnat Clos des Goisses 2000: il ritorno…

Degustazione per la prossima edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, è il turno di Philipponnat. Grazie a Charles e a Nicoletta abbiamo assaggiato diverse anteprime esclusive, degorgiate appositamente per noi, ma anche una versione particolare dello champagne di punta della maison: il Clos des Goisses 2000 “L.V.”, dove queste due lettere stanno per ‘Long Vieillissement’. Si tratta, pertanto, di un dégorgement tardif di questo grande champagne.

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Anteprima: arriva il Dom Pérignon P2 2000!

Il Vintage 2000, primo Dom Périgon del nuovo millennio, ritorna dopo 10 anni come Plénitude Deuxième. Il 2017 è un anno a dir poco… spumeggiante per Dom Pérignon. Infatti, dopo il debutto ufficiale del Rosé 2005 è la volta delle altre etichette: in autunno vedremo il Vintage 2009 (anche se è arrivato in sordina in magnum, ma per le bottiglie bisogna aspettare. Com’è? Eccezionale, ma lo troverete nella prossima edizione, della guida Grandi Champagne), mentre ora arriva l’atteso P2 2000.

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Veuve Clicquot EBEO: vogliamo riparlarne?

Non ha neanche fatto in tempo ad arrivare sul mercato, che l’EBEO ha già creato un bel po’ di discussioni. Discussioni, attenzione, non polemiche o dubbi. Ricordo che si tratta del nuovissimo champagne di Veuve Clicquot, il suo primo ‘multimillésime’, il suo primo a basso dosaggio. Non a caso, il nome sta per Extra Brut Extra Old. Qui su LeMieBollicine Vania ce l’ha da poco raccontato, ma, alla luce delle suddette discussioni e della chiara necessità di un assaggio in condizioni ottimali (cosa che molto difficilmente accade durante le presentazioni), abbiamo deciso di riassaggialo.

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Champagne Alexandre Filaine: eccellenza inossidabile

Due anni fa, in occasione delle lavorazioni della precedente edizione della guida, iniziavo a conoscere (e apprezzare…) uno dei produttori di champagne in assoluto più coinvolgenti: Alexandre Filaine. Oggi posso affermarlo con certezza e senza timore di smentita, ma all’inizio i dubbi li avevo. Mi spiego. Da qualche anno, sembra che bere champagne di grandi maison o di nomi conosciuti sia quasi un crimine e pare non esistano altro se non i piccoli. Anzi, sembra che siano degni d’attenzione sono gli champagne di vigneron sconosciuti.

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De Sousa raddoppia la Cuvée Umami

No, non è ancora tempo della nuova annata di questo particolare ed esclusivo champagne, di cui ho avuto modo di raccontare più volte su questo sito, prima come anteprima e poi come riassaggio. Già, perché per la nuova annata c’è ancora da attendere, visto che si tratterà della 2012 che uscirà non prima di un altro anno almeno.

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Bollinger Vieilles Vignes Françaises: ancora tu…

…ma non dovevamo non vederci più? Così Lucio Battisti in una celeberrima canzone che, per fortuna, non vorrei proprio si applicasse al sottoscritto! Infatti, eccomi incrociare fortunatamente ancora una volta questo champagne d’eccezione, giustamente mitico e mitizzato. Anticipo che la nuova annata 2006 del Vieilles Vignes Françaises sarà nella nuova edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, mentre nel corso della mia ultimissima visita da Bollinger è stata la volta del 2000. Inaspettatamente.

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Bevibilità premiante con gli champagne di Trousset-Guillemart

Posso dire che scoprire nuovi produttori di champagne degni di nota è oggi piuttosto complicato. Quelli di valore, infatti, sono tutti già importati in Italia, o quasi, mentre eventuali sorprese positive hanno una produzione talmente piccola da essere, di fatto, inesistenti, oppure hanno ancora bisogno di mettersi a punto del tutto. A quest’ultima categoria faceva evidentemente parte Trousset-Guillemart, piccolo produttore (è un RM da circa 70.000 bottiglie annue) quel di Les Mesneux, nella cosiddetta Petite Montagne.

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A tu per tu con la novità di Veuve Clicquot: ecco l’EBEO!

Prima di lasciare la parola a Vania, giusto due righe da parte mia su questo champagne. Era la fine di gennaio quando mi fermavo da Veuve Clicquot per un saluto a Dominique Demarville. Tra una chiacchiera e l’altra, a un certo punto tira fuori una bottiglia anonima, la stappa e mi chiede di assaggiarla.

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