Parosé: l’esempio più evidente della bravura de Il Mosnel

Se seguite questo sito oramai lo sapete: tra le varie bollicine ‘extra champagne’ quelle de Il Mosnel sono tra le poche ad essere recensite e, tra l’altro, pure con una certa regolarità. Merito sicuramente della bravura di Giulio e Lucia Barzanò, che hanno saputo esaltare l’opera cominciata dalla mamma, Emanuela Barboglio Barzanò. Esaltarla perché i loro Franciacorta sanno andare ben oltre la Denominazione, superandone i limiti e proponendosi sempre come ‘una bollicina’ coinvolgente. O, se preferite, estremamente piacevole, anche per l’appassionato esigente.

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Champagne: quando l’eccellenza fa… 90!

In linea di massima, ho avuto la fortuna di assaggiare champagne d’annata (il termine ‘vecchi’ non mi piace…) grazie alle varie maison e nelle loro sedi, quindi in condizioni ideali. Pertanto, è stato non solo con grandissimo piacere, ma anche con un bel po’ di curiosità che ho accettato l’invito di Federico Angelini a partecipare a un’incredibile ‘orizzontale’ di champagne targati 1990.

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Novità in casa Duval-Leroy e… quanto è buono questo champagne!

Tra le sorprese positive dell’edizione 2018-19 della guida Grandi Champagne va annoverata senza dubbio Duval-Leroy. Non che non conoscessimo bene la maison di Vertus o nutrissimo dubbi sul suo savoir-faire, no, per carità, però dobbiamo confessare che negli ultimi anni Duval-Leroy ha dovuto completare quella ‘messa a punto’ necessaria a seguito di un cambiamento importante come quello dello chef de cave (da Hervé Jestin a Sandrine Logette) e dell’ammodernamento della cantina.

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“Rallentare, spogliare non imbrogliare”: Giulio Ferrari in verticale (e in magnum…)

Quella svoltasi la settimana scorsa a Verona, organizzata dalla locale delegazione AIS e con la partecipazione dell’enologo di casa Ferrari, Ruben Larentis, è stata una serata davvero speciale. Non tanto per la presenza delle grandissime bottiglie, anzi magnum di Giulio Ferrari Riserva del Fondatore in verticale (un viaggio nel tempo di circa vent’anni!), quanto, piuttosto, per la degustazione, condotta dallo stesso enologo.

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Grandi Champagne 2018-19: finalmente ci siamo!

Eccola, è arrivata Grandi Champagne 2018-19, la guida interamente dedicata allo champagne più ricca, più aggiornata, più autorevole. E non è mera autocelebrazione… Eccone la spiegazione. Più ricca: dopo lo sforzo non trascurabile delle 450 pagine della scorsa edizione, con questa siamo arrivati addirittura a 520, quindi altre 70 pagine in più! Un lavoro enorme, soprattutto guardando al panorama delle guide italiane, che sembrano diminuire il numero delle pagine… Ebbene, tradotte in pratica, queste 520 pagine significano 106 produttori recensiti e oltre 400 etichette.

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Per caso avete qualche dubbio sulla magnificenza degli champagne Vilmart?

No, perché se ce l’avete ancora (!) questa recensione fugherà ogni eventuale residuo! Un paio di mesi fa, mi chiama Federico Angelini (super appassionato di lungo corso e Vice-Curatore di Grandi Champagne) e mi dice di aver stappato l’ultima magnum che aveva di Grand Cellier d’Or 2008 di Vilmart e di averla trovata stratosferica. Gli rispondo che la cosa non mi sorprende più di tanto: sommando, infatti, l’abilità di Laurent Champs con un’annata eccezionale il risultato non può che essere tale.

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Sorpresa: bollicina in rosa a Montalcino by Il Poggione

In Italia è in atto una vera e propria corsa alla spumantizzazione, soprattutto Metodo Classico. Praticamente all’interno di ogni Denominazione c’è qualche produttore che fa bollicine e la cosa incedibile è che questo avviene non solo con varietà classiche, ma anche con altre molto particolari, soprattutto autoctone. Si tratta senza dubbio di un’iniziativa interessante che esalta la ricchezza delle numerose varietà d’uva del Belpaese, ma, come al solito, alla fine si scade in quella partica tutta italiana di forzare la mano e arrivare così all’esagerazione.

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Bruno Paillard N.P.U. 2003: il tempo gli dà (sempre più) ragione

L’annata 2003 in Champagne non è stata facile: prima la gelata primaverile, poi il caldo torrido. Così, molti hanno preferito non millesimare, ma qualcuno ha visto questa vendemmia come una sfida e non ha soltanto millesimato, ma ha addirittura dato vita alla propria cuvée de prestige. Tra questi Bruno Paillard, che ha stupito un po’ tutti presentando, poco più di due anni fa, l’N.P.U. 2003 quando invece si attendeva il 2002. E le sorprese non sono finite, perché Bruno e Alice rivelarono addirittura di aver prodotto un N.P.U.

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Ferrari cede allo zero, ma…

Un mese fa Ferrari ha presentato una nuova etichetta, che va a sottolineare non solo l’eccezionale vitalità della maison di Trento, ma anche il suo desiderio di esplorare nuove strade. Così, dopo l’eccellente Perlé Bianco dello scorso anno (e in attesa di un’altra clamorosa novità come la versione in rosa del Giulio che oramai non è più un rumor, ma una certezza…) è la volta di un nuovo vino della linea Perlé, ma uno che si preannuncia molto particolare: Perlé Zero.

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La mia esperienza a Modena Champagne Experience 2017

  È vero. È stato un delirio. È stata una manifestazione che ha riunito in uno spazio limitato, seppur ordinato e luminoso come il Forum Monzani a Modena, una miriade di appassionati e professionisti. Nonostante i biglietti fossero esauriti da tempo. È stata difficoltosa l’apertura, la gestione delle persone in entrata (un solo ingresso per tutti, espositori compresi…), la suddivisione per ruoli, la distribuzione dei calici. Ed è stato, ovviamente, faticoso degustare le etichette più blasonate: la ressa era inevitabile.

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