Champagne Lanson: il 1985, il 1989, il ‘bio’ e… la Masterclass a Roma!

Tra le ultimissime degustazioni della guida Grandi Champagne 2018-19, ricordo ci fu Lanson. Era settembre e la tappa era d’obbligo per assaggiare in anteprima il nuovo nato, il Green Label. Ma lo chef de cave Hervé Dantanè particolarmente generoso oppure mi vuole veramente bene (o, forse, entrambe le cose…), perché ci fece riassaggiare tutta la gamma e, al termine, degna conclusione con due magnum di Lanson Vintage Collection, nella fattispecie 1979 e 1985.

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Champagne Salon e… la ‘regola’ del sette!

Lo scorso anno, un po’ a sorpresa, Salon ha rimesso sul mercato alcune bottiglie di 1997 grazie a una splendida idea del suo presidente Didier Depond: solo 2.017 (guarda caso…) bottiglie rimaste sui lieviti ben 19 anni. Salon non aveva mai fatto operazioni di dégorgement tardif, ma personalmente trovo che una maturazione sui lieviti molto più lunga abbia giovato tanto, tantissimo a Salon, perché è stato uno dei più buoni che abbia mai assaggiato.

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Grandi novità in casa Gosset, anche… in chiave Meunier

Era un po’ di tempo (troppo…) che mancavo da Gosset, ma dovevo assolutamente tornarci al più presto soprattutto per conoscere il nuovo chef de cave, Odilon de Vaire, che ha ricevuto il timone di questa antichissima maison a giugno 2016, dopo la scomparsa improvvisa del suo storico predecessore, Jean-Pierre Mareigner (che non dimenticherò mai). Ebbene, Odilon non solo è in Gosset dal 2010, non solo vanta esperienze precedenti in altre importanti maison, ma è anche preparatissimo e conosce la Champagne palmo a palmo, infine, ciliegina sulla torta, è di una simpatia unica.

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Brilla una stella in Champagne, è Laurent Champs (Vilmart)

Qualcuno dice che oggi non ha più senso parlare di ‘champagne de maison’ e ‘champagne de vigneron’. Forse è in parte vero per i primi, visto che alcune Grandes Marqueshanno iniziato a fare vini sempre più legati alla micro-territorialità, ma sui secondi non sono d’accordo. La media degli RM, infatti, ha certamente compiuto un bel passo in avanti sul piano della qualità, ne ha compiuti due, se non addirittura tre, su quello della personalità, ma rimane il tallone d’Achille della costanza di anno in anno.

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Trousset-Guillemart: quando lo champagne significa piacere

Non è la prima volta che si parla di Trousset-Guillemart su questo sito e non è la prima volta che si parla di questa etichetta: lo ha già fatto Alberto tempo fa. Allora? È uno champagne spensierato, primaverile… forse anche per questo, ritorno a scriverne. Un infuso di freschezza, briosità, vitalità e altissimo nitore olfattivo.

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Billecart-Salmon e quel capolavoro della Cuvée Louis (già Blanc de Blancs Millésime)

Quattro anni fa, in occasione di una visita da Billecart-Salmon con annessa sontuosa verticale di Cuvée Nicolas François , confessai piuttosto spudoratamente che avrei preferito trovare il Blanc de Blancs Millésime al posto dello champagne che omaggia il fondatore… Poi, nonostante la mia predilezione per lo Chardonnay, quella degustazione fu a dir poco magnifica, ma sono sempre rimasto con il desiderio di fare un bell’assaggio di quello champagne che adoro sin da quando lo ricordo con l’etichetta gialla.

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Il bel biglietto da visita di Tarlant (oltre ogni moda…)

A dispetto della classificazione non al top (Autre Cru all’84%), il villaggio di Œuilly (rive gauche della Vallée de la Marne, 139,30 ettari, di cui oltre il 50% a Meunier) riesce a esprimere eccellenti champagne grazie alla passione e al savoir-faire della famiglia Tarlant. Oggi rappresentata da Benoît per quanto riguarda la parte tecnica e da sua sorella Mélanie per il commerciale e la comunicazione.

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Bella verticale di Mémoire de Vignes, 2011-2002

Nelle varie edizioni della guida Grandi Champagne c’è un produttore poco conosciuto (ingiustamente…) che s’è sempre fatto valere. Parecchio. Tanto che già nell’edizione 2016-17 ha guadagnato la menzione di ‘Producteur d’Excellence’. È Michel Arnould, RM di Verzenay che produce ogni anno poco più di 100.000 bottiglie di eccellente qualità, tutte, ovviamente legate a doppio filo al Pinot Noir. Quello della parte nord della Montagne de Reims, quindi più teso e minerale.

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Il 16 aprile a Roma, Masterclass André Jacquart

La gamma André Jacquart si compone di tutti blanc de blancs (millesimati e non, extra-brut e nature) più un rosé. Voglia di piccoli produttori (ma bravi…)? Voglia di champagne di assoluto piacere? Bene, ecco l’occasione giusta: da non confondere con Jacquart (la cooperativa), André Jacquart è una piccola realtà di Vertus creata da Marie Doyard, rampolla di una storica famiglia champenoise. Nonostante André Jacquart abbiamo meno di 15 anni, si è rapidamente affermata grazie a un savoir-faire di primissimo piano e a champagne di rara piacevolezza legati a doppio, anzi… triplo filo allo Chardonnay.

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Anteprima Bollinger: arriva l’R.D. 2004!

Qual è il grande champagne di Bollinger, la sua cuvée di punta? La Grande Année. Sorpresi? Beh, d’altronde, oltre alla stessa dichiarazione della maison in proposito, bisogna ricordare che il Vieilles Vignes Françaises è un vino molto (troppo?) particolare, mentre il celebre e celebrato R.D. altro non è che La Grande Année tenuta più a lungo sui lieviti. Quanto? Da un minimo di tre a venti e più anni. Ma il passaggio tra l’uno e l’altro non è così scontato perché “ogni R.D.

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