Roederer e l’annata 2009: dopo il Cristal, è la volta del Brut Vintage

Lo champagne più noto di Louis Roederer è senza dubbio il Cristal, di cui abbiamo già scoperto in anteprima il nuovo 2009. Ma, storicamente, quindi prima della nascita del suddetto Cristal, lo champagne che stava più a cuore allo stesso Louis Roederer I era un altro, il Vintage. Non a caso, il fondatore acquistò nel 1845 ben 15 ettari di vigneti, proprio a cavallo dei villaggi di Verzenay e Verzy, per produrre questo ‘nuovo’ champagne. Nuovo perché il millesimato era nato solo 35 anni prima con l’intuizione di M.me Clicquot.

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Il racconto di una giornata a dir poco memorabile da Bollinger: 1969-1830!

Ci son cose che capitano, forse, una volta nella vita. E capitano a pochissimi fortunati. Ecco, nel mio (fortunato) caso mi riferisco all’evento che Bollinger ha organizzato la settimana scorsa e che, se permettete, ve lo racconto, sperando di non suscitare cattivi pensieri nei miei confronti… Facciamo un passo indietro nel 2010, quando in Bollinger, a seguito della scoperta di una cantina di cui si era persa memoria, anche perché allagata, si rendono conto di avere un patrimonio di bottiglie che sarebbe a dir poco un peccato perdere.

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André Jacquart fa il bis anche con il 2008!

Chi segue questo sito conosce la mia predilezione per questa piccola realtà di Vertus, creata solo nel 2004 da Marie Doyard, rampolla di una storica famiglia champenoise. Oddio, Vertus, sì, ma più come sede che come vigneti, perché il pezzo forte delle proprietà di Marie si trova nel villaggio Grand Cru di Le-Mesnil, con ben 16 ettari su 24 totali.

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Grandi Champagne: è in arrivo l’app!

Viviamo nell’era digitale, pertanto, anche se la guida cartacea è irrinunciabile e rimarrà sempre il nostro punto di forza, non possiamo esimerci dalla versione elettronica… Quindi “Grandi Champagne 2016-17” debutterà a brevissimo anche come “app”, tanto per iOS quanto per Android. Attenzione, si tratterà di una “app” e non di un mero PDF sfogliabile, il che significa piena interattività con funzione di ricerca e filtraggio di categorie, maison, piena operatività off-line, ecc. Rispetto alla versione cartacea avrà qualche scheda in più e sarà periodicamente aggiornata con le nuove annate.

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L’eccellenza di Jacquesson: di bene in… meglio!

(II PARTE) Come promesso, eccomi a raccontare le altre novità di Jacquesson che ho avuto la fortuna (e l’onore…) di assaggiare insieme a Jean-Hervé Chiquet. Oltre alla Cuvée 739 e alla Cuvée 735 DT viste la scorsa volta, andremo subito a scoprire gli altri champagne che fanno del ‘Programme 2016’ e che, pertanto, usciranno via via nel corso della seconda parte di quest’anno.

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Una giornata (indimenticabile) alla Louis Roederer: il ‘dietro le quinte’

(II PARTE) Come promesso, ecco la seconda puntata del racconto della mia esperienza alla Louis Roederer. Stavolta entriamo in una dimensione un po’ più tecnica, andando a scoprire i ‘segreti’ della maison di Reims, o meglio la genesi dei suoi champagne. Quindi, prima dell’assaggio dei vins clairs, facciamo una breve visita alle cantine… Lo chef de cave della Louis Roederer, il grande Jean-Baptiste Lécaillon, insieme a Massimo Sagna durante la visita.

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Può l’eccellenza crescere? A vedere la Jacquesson di oggi… sì!

(I PARTE) Tra i grandi nomi dello champagne, Jacquesson è senza dubbio uno dei più noti e apprezzati. Anzi, è uno dei pochi che è assurto al mito. E, nonostante questa piccola maison di Dizy vanti una storia d’eccezione (ai Jacquesson di devono diverse ‘invenzioni’ nel mondo dello champagne), questo ingresso nel mito si deve all’ultima proprietà, la famiglia Chiquet.

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Il Lambrusco secondo Christian

Anni fa, ero alla Stella d’Oro di Soragna e il patròn, l’amico Marco Dallabona, mi fece provare una nuova ‘bollicina’ in rosa. Non mi disse subito di cosa si trattava, ma rimasi a dir poco stupito dalla bontà di quel rosé. Ebbene, dopo mi rivelò che si trattava di un Lambrusco particolare, rosato e rifermentato in bottiglia, creato da quello che per Marco era (ed è) un grande, Christian Bellei.

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