Champagne: conosciamolo meglio

bollicine di champagnePer gli appassionati questo articoletto potrà risultare meno interessante, però ritengo giusto offrire a quanti si avvicinano, o vogliono sapere di più di questo fantastico mondo uno strumento utile, magari anche ad apprezzare una grande bottiglia o comprendere la grandezza dei millesimati storici. Bene, provo a farlo semplicemente (ma mai con banalità…), attraverso una serie di punti chiave. Non si tratta, pertanto, di un vero e proprio glossario come quello pubblicato nella guida “Grandi Champagne 2012, bensì una spiegazione dei termini e dei concetti chiave. Spero piaccia.

vari vini da combinare tra loro
Lo champagne è un vino, anzi un insieme di vini fermi (vins clairs e vins de réserve) combinati tra loro e poi rifermentati in bottiglia.

Champagne
È il nome dell’omonima regione (Champagne-Ardenne) sita a circa 150 Km a est di Parigi. Ed è anche il nome della denominazione (AOC) del vino qui prodotto. Che poi è l’unico vino francese a poter tralasciare in etichetta la sigla AOC (Appelation d’Origine Contrôllée, la nostra DOC…) vista la sua fama. Potremmo proprio dire: basta la parola!

Vino e bollicine
Già, lo champagne è prima di tutto un vino. Anzi, un’unione (assemblage) di vini: da una a tre varietà (Pinot Noir, Chardonnay e Pinot Meunier) provenienti anche da diversi vigneti siti in differenti zone della Regione (Crus). Ciascun produttore combina questi vini fermi a seconda dell’etichetta e il risultato è imbottigliato insieme a lieviti e zucchero (24 grammi per litro) affinché avvenga la rifermentazione (o seconda fermentazione), quella che poi genererà le bollicine. Questo modo di produrre vini spumanti è detto Méthode Champenoise, da noi Metodo Classico.

Produttori
Nella Champagne ci sono oltre 4.700 imbottigliatori, ma solo 300 o poco più danno vita a vini davvero buoni. Insomma – e qui sfato un mito – la parola champagne non è sempre e automaticamente sinonimo d’eccellenza…

chef de cave Louis Roederer
Jean-Baptiste Lécaillon, chef de cave (e direttore generale) della maison Louis Roederer.

Maison
Casa in francese. Termine che personalmente preferisco usare in luogo di produttore, cantina, casa di champagne…

Chef de cave
Letteralmente capo delle cantine. Enologo di formazione, è l’abile guida che dirige tutte le più importanti operazioni in vigna e in cantina. Soprattutto è “l’artista” che crea abilmente le cuvée.

Colore
Lo champagne è un vino bianco, ma spesso è prodotto con maggioranza di uve nere, lo sapevate? Infatti, due delle tre uve della Champagne sono a bacca nera, ma poi, come detto, il vino è bianco. Come mai? Perché i due Pinot (Noir e Meunier) sono vinificati in bianco: durante la spremitura, viene limitato al massimo il contatto tra mosto e bucce. Il primo è bianco in tutte le varietà d’uva ed eventualmente sono poi le seconde a conferire il colore.

Rosé
L’unico champagne “colorato”, che si può produrre in due modi. Semplicemente aggiungendo del vino rosso alla base di vini bianchi prima della seconda fermentazione (rosé d’assemblage), oppure lasciando il mosto a contatto con le bucce per 1-3 giorni affinché acquisisca il colore desiderato (rosé de saignée).

bottiglie moet chandon
L’elevata acidità e, soprattutto, il gas (Anidride Carbonica) rendono lo champagne il vino più longevo.

Pressione
Una bottiglia di champagne si trova a 6 atmosfere di pressione. Nel 1865 si scoprì che servivano 24 grammi di zucchero per litro per ottenere questo valore. Esistono anche champagne a pressione minore (4,5 atmosfere) detti demi-mousse, ma una volta si chiamavano Crémant. Oggi questa è diventata la denominazione dei vini spumanti francesi al di fuori della Champagne (ad esempio, i Crémant de Bourgogne).

Dégorgement
Sboccatura in italiano. È l’operazione che permette di rimuovere dalla bottiglia i lieviti esauriti al termine della rifermentazione.

Longevità
Lo champagne è il vino più longevo al mondo. Praticamente eterno finché rimane sui propri lieviti (quelli della rifermentazione), invece può invecchiare anche più di 100 anni dopo il dégorgement. Questa longevità è data dall’elevata acidità presente naturalmente nel vino, ma soprattutto dalla sovrapressione che impedisce all’ossigeno di entrare, ovvero dalla presenza di Anidride Carbonica che protegge il vino dall’ossidazione.

immagine di bottiglie di champagne allineate
Lo champagne migliore? È certamente quello delle grandi maison, ma poi dire quale tra questi è quasi impossibile.

Tavola
Splendido da solo, in grado di nobilitare l’aperitivo, lo champagne è anche il vino più versatile in assoluto a tavola. Le sue numerose sfaccettature, infatti, lo rendono perfetto al fianco dei salumi come della bistecca. Perfino una stortura come “lo champagne a Natale insieme al panettone” assume senso se si sceglie lo champagne giusto (non il brut ma un doux, quindi dolce).

Prezzo
Lo champagne costa tanto. Ma ne siete proprio sicuri? Facciamo due conti. Nella Champagne l’uva costa tra i 4 e 6,5 euro al Kg e per fare una bottiglia servono da 1,2 a 1,5 Kg di uva, a seconda della qualità. Quindi, già solo di materia prima possiamo arrivare a 10 euro. Poi, perché il vino si trasformi in champagne, servono dai 15 mesi a diversi anni, che significa capitale immobilizzato, e anche questo costa. Infine, c’è da considerare il costo di bottiglia e tappo, le numerose fasi manuali che tuttora fanno parte della catena produttiva, l’ammortamento dei macchinari…. Insomma, siete ancora sicuri che una bottiglia di champagne costi troppo? E non ho menzionato i costi di importazione e le tasse.

bottiglia di champagne con fragole, ottimo accoppiamento
Oltre l’aperitivo, lo champagne è il miglior e più versatile vino per la tavola. Anche un accostamento molto in auge nell’immaginario collettivo come “fragole e champagne” si rivela vincente.

Qual è lo champagne migliore?
La domanda conclusiva, ineludibile… Beh, posso rispondere che è impossibile dirlo. E non perché non voglia, ma perché non esiste. Certamente sono convinto, anzi arcisicuro che le top cuvée delle grandi maison siano sempre superiori agli omologhi o ai millesimati dei récoltant (piccoli produttori), ma poi quali tra questi grandi champagne (Dom Pérignon, Cristal, La Grande Dame, Bollinger RD, Krug, Pol Roger Sir Winston, Lanson Noble Cuvée, Perrier-Jouët Belle Èpoque, Philipponnat Clos des Goisses, Salon, Taittinger Comtes de Champagne, Bruno Paillard NPU, Jacquesson Lieux-Dits…) sia il migliore non è proprio possibile perché entrano in gioco variabili quali l’annata e il gusto del singolo (blanc de blancs oppure assemblaggio a maggioranza di Pinot Noir, legno o meno, ecc).

32 commenti su “Champagne: conosciamolo meglio”

  1. CIAO E GRAZIE DELLE BELLISSIME ED INTERESSANTISSIME COSE CHE FATE!
    POTRESTI ISTRUIRMI MEGLIO SULLE SIGLE CHE INDICANO L’IMPORTANZA E LA TIPOLOGIA DI PRODUZIONE DELLE MAISON?
    E’ CORRETTO SE NELLA SCELTA DI UNO CHAMPAGNE, TENGO IN CONSIDERAZIONE QUESTE SIGLE COME PRIMO CRITERIO?
    GRAZIE DELLE RISPOSTE CHE VORRAI INVIRMI, CIAO PIERLUIGI – BZ

    NM: négociant-manipulant; è il caso di una casa produttrice di champagne che compra le uve e le assembla per elaborare e commercializzare il vino; si tratta in generale degli champagne più pregiati, prodotti dalle case dai nomi più famosi
    RM: récoltant-manipulant; raggruppa l’insieme dei vignaioli che elaborano e commercializzano le proprie uve; si tratta in generale di prodotti molto buoni
    CM: coopérative de manipulation; è il caso di gruppi di produttori che assemblano le uve, le elaborano e le commercializzano; si tratta in genere di prodotti non eccelsi, ma accettabili
    RC: récoltant-coopérateur; i viticultori conferiscono le loro uve ad una cooperativa che ha l’incarico di eseguire la vinificazione; le bottiglie vengono quindi restituite ai singoli produttori per la commercializzazione
    ND “négociant-distributeur; Simile a MA
    MA: marque d’acheteur; è il caso di un commerciante che acquista le bottiglie pronte per il consumo e le commercializza con il proprio marchio

    1. Grazie delle belle parole!
      Colgo l’occasione di questa domande per dire che approfondirò giusto sul prossimo post di lunedi questo aspetto delle sigle dei vari “attori” della Champagne.
      Aggiungo, però, che in linea di massima non possiamo assumere come primo criterio di scelta la tipologia di produttore (a eccezione della sigla MA, che non corrisponde quasi mai a champagne di valore…), perché tanto tra le grandi maison, quanto tra i piccoli récoltant, quanto, infine, tra le cooperative possomo esserci champagne eccellenti così come altri discutibili. Alla fine è la marca, quindi lo stesso produttore, a fare la differenza, pertanto è dalla reputazione del marchio (o dagli assaggi personali, ovviamente) che si deve partire.

  2. gent.mo dott.lupetti, necessito mettermi in contato con lei per un consiglio su clos d’ambonnay e clos du mesnil.

    cordiali saluti.

    sabina princigalli

    1. Buonasera,
      accidenti, non lo conoscevo! Gli ho dato un’occhiata molto veloce e sembra davvero fatto molto bene. Devo guardarlo con calma.
      Consigliato a quanti capiscono il francese.
      Grazie della segnalazione!

  3. Salve,
    un’informazione per favore, mia madre ho una bottiglia di champagne Dom Perignon del 1982 ben conservata.
    Sapreste dirmi prezzo e se è ancora buona da bere? 30 anni non sono troppi ?
    Grazie !

    1. Buongiorno,
      se effettivamente ben conservata, non è buona, è… fantastica! A patto di avere un palato di saper apprezzare gli champagne con una certa maturità, ovviamente.
      Il DP 1982 è uno dei grandi, figlio di una grande annata in Champagne, particolarmente ben riuscita con DP, sia in bianco, sia in rosa.
      Come detto in altri commenti, il Vintage vale molto meno del corrisponde OEnothèque, pertanto il valore si colloca tre i 280 e i 330 euro.

    2. Ciao,tienitela stretta perché vale un sacco di soldi! E se conservata alla giusta temperatura è mai alla luce,non solo è buono,ma ancor più buono!

  4. Buongiorno, avrei bisogno di un’informazione.
    Sa dirmi il valore di un Dom Perignòn (conservato bene) del 1987?
    Nel caso lo volessi vendere sa consigliarmi dei siti a cui rivolgermi?
    La ringrazio.

        1. Ha ragione, mi scusi, nella fretta avevo confuso la 1987 con la 1997, che effettivamente non esiste.
          Invece, la 1987, ancorché inusuale e molto rara, è stata fatta da DP…
          Dunque, dando per scontata l’ottimale conservazione, il valore si colloca tra i 220 e i 260 euro.

          1. Non si preoccupi, può succedere a tutti di sbagliarsi!
            La ringrazio tanto per avermi aiutata.

  5. La leggo sempre volentieri…..complimenti per la sua competenza. Le faccidue domande se puo aiutarmi……l echelle de crus e ancora valida? e il prezzo annuale delle uve è calcolato in base ad una percentuale del valore medio bottiglie in stoccaggio? grazie gentilissimoooooo

    1. Grazie!
      La Echelle des Crus? Certo, dal 1911 è ancora invariata e validissima.
      No, il prezzo delle uve segue altre logiche. Diciamo quelle della domanda di alcuni colossi… Nella vendemmia 2014 lo Chardonnay Grand Cru ha superato i 7,50 euro!
      Saluti

      1. Grazie molto gentile……le ho fatto queste domande perche’ faccio serate nel mio locale dove spiego i vini ed una mia amica che lavora da Philipponat mi ha detto che il prezzo dell uva da un po’e’ tutto uguale e che la scala dei crus non è più valida ed io sono rimasto sorpreso. Ben sapendo che è la base di tutti i contratti vigneron-maison……Il prezzo come spiegato da Lei benissimo molte volte è deciso dal CIVC…..anni fa nello champagne mi dissero qualcosa riguardo al collegamento prezzo uva e valorer bott probabilmente ho capitomale…….buongiorno……grazie ancora gentilissimo……spero di poter usufruire ancora della sua competenza……sarebbe preziosissimo per me ……grazieeeeee

        1. Beh, diciamo che la “scala” dei prezzi si è molto compressa perché in Champagne c’è “fame” di uva, questo sì, ma non credo proprio che 1 Kg di Chardonnay di Cramant sia pagato come 1 Kg di Pinot Meunier di Etoges…
          Il discorso, comunque, le assicuro che è abbastanza complesso e non da farsi pubblicamente su Internet.
          A disposizione, è un piacere!

  6. Ho trovato il brano in una sua pubblicazione……per la precisione La guida monsieur degli champagne…….cito…..si arriva a legare il prezzo dell uva al valore dellebottiglie(un chilogrammo vale circa il 36 per cento medio del valore delle uve in cantina……scusi l insistenza…….quindi questa affermazione è errata……buongiorno grazie e mi scusi ancora Gabriele

  7. Salve signor Alberto volevo se possibile delle info su una bottiglia di POMMERY BRUT ROYAL REIMS ETICHETTA NERA regalata a mio padre nel 2008 in occasione della sua pensione.
    Premetto che non ho info in merito, di sicuro non è una bottiglia di valore, anche se sarei curioso di sapere il prezzo, ma la mia domanda era se poteva essere ancora buona come gusto.
    E stata tenuta in condizioni ottimali, grazie anticipatamente saluti.

    1. Buongiorno,
      è classico non millesimato di Pommery per il mercato italiano. Si trova sui 35-38 euro. Sette anni per questo champagne siamo un po’ al limite, però non si sa mai!

  8. Buonasera,ho assaggiato parecchi champagne di recente,avendo un amico che vende vini,vorrei però un parere da lei su quale sia,a suo modo di vedere,uno champagne che sa molto di lieviti e o di pane,al palato. È un mio gusto personale,ritengo tra quelli delle top marche assaggiate,il jaquesson 734 quello che più ha soddisfatto questo mio gusto. Lei che mi dice a riguardo? E del perrier Jouet grand brut? Grazie e spero di essermi spiegato seppur profano del settore. Buona serata

    1. Domanda di non facile risposta… Moltissimi champagne hanno sentori di lieviti da forno, ma, man mano che ci si allontana dal dégorgement, questi sentori si dissipano. Pertanto, dovrebbe andare alla ricerca di champagne molto giovani. Infatti, sono piuttosto sorpreso che abbia trovato questi sentori una Cuvée 7xx di sei anni fa, mentre ricordo erano presenti sempre nella 734, ma DT, quindi con una maggiore permanenza sui lieviti e un dégorgement recente.
      Il Grand Brut lo ricordo, invece, più tostato e grasso di nocciola, ma tutti abbiamo sensibilità diverse, quindi se è soddisfatto da questi champagne ben venga!

  9. “Lo champagne lo bevo quando sono contenta e quando sono triste. Talvolta lo bevo quando sono sola. Quando ho compagnia lo considero obbligatorio. Lo sorseggio quando non ho fame e lo bevo quando ne ho. Altrimenti non lo tocco, a meno che non abbia sete” (Lili Bollinger)

  10. Salve come faccio a sapere che anno hanno delle bottiglie da me custodite gelosamente di chempagne moët e clicquot??? Grazie vorrei venderle ma nn riesco a capire l’ anno!! Mentre ho una mousseux del 1954 gran spumante potrei sapere il prezzo ?? Grazie 1000 la pregherei di scrivermi.in posta grazie

    1. Beh, se si tratta di millesimati l’anno è in etichetta. Se non c’è, si tratta di non millesimati, che non hanno valore degno di nota. Neanche se vecchiotte. Purtroppo.
      Per quanto riguarda l’altra domanda, parla di uno spumante italiano? Ma la marca? Però, anche in questo caso, mi spiace deluderla ma il valore credo proprio sia nullo.
      Saluti

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