Le annate dello Champagne, quali sono le migliori

vigneto per champagne

(II PARTE – Annate 2002-1997)

La conoscenza delle ultime 20 vendemmie della Champagne ci porta, in questa seconda puntata, subito al cospetto di un’annata per molti eccezionale. Quindi, ci sposteremo man mano agli inizi di questo nuovo secolo per entrare, poi, nel XX, la cui ultima decade ha visto una sequela di annate tra il grandissimo e lo straordinario…
Per chi non avesse letto la prima puntata sulle migliori annate in champagne, ribadisco che le prime stellette indicano la valutazione ufficiale, le seconde tra parentesi il mio personale rating; poi, l’analisi dell’andamento della stessa annata, il mio commento personale, nonché l’indicazione di quelli che potremmo definire i migliori champagne della vendemmia, almeno fino a oggi.

taglio uva per lo champagne

2002 stars-4-5 (stars-4-5)

Annata eccezionale, per molti la “grande” della decade.

L’annata è stata mediamente calda e asciutta, ma da agosto fino ai primi di settembre si è registrata una curiosa alternanza di caldo e temporali, salvo poi una stabilizzazione delle condizioni, con bellissime giornate che hanno portato alla vendemmia di fine mese. Il risultato è stato quello di “un grande classico”, con vini eccellenti, ideali per lo champagne in ogni parametro: concentrazione di frutto e speziatura, potenza ed espressività.

Alcol potenziale 10,28, acidità totale 7,0.

Commento personale: per molti, diversi chef de cave compresi, l’annata è da 5 stelle, ma io sono d’accordo con le 4 ufficiali in quanto gli champagne si dimostrano per me un po’ tendenti al maturo e sotto tono quanto ad acidità. Non a caso, Jean-Baptiste Lécaillon ha parlato di “maturità anticipata data anche da suoli particolarmente asciutti”. A ogni modo, gli champagne di quest’annata vanno tenuti in cantina ancora per qualche anno affinché si stabilizzino, solo allora potremmo dare un giudizio più veritiero dell’annata.

Top Cuvée: Jacquesson Corne Bautray, Louis Roederer Cristal Rosé, Salon S

 annata 2001

2001 stars-3-5 (valutazione champagne)

Annata disastrosa in ottica millesimati, che, da questo punto di vista, non rispecchia assolutamente le 3 stelle di valutazione ufficiale.

Dopo un inverno molto umido, il germogliamento è iniziato circa due settimane più tardi della norma, anche se, successivamente, si sono registrate condizioni ideali nei mesi di maggio e giugno, fino a una fioritura ottimale. Purtroppo, il luglio che è seguito è stato eccezionalmente piovoso, portando molti vigneron a optare per il diradamento. Il prosieguo dell’estate è stato buono e le uve hanno avuto una corretta maturazione, ma poi settembre è stato freddo e bagnato, con il risultato che le uve raccolte erano diluite e piuttosto attaccate dalla muffa. Pertanto, si è resa necessaria un’attenta selezione dei grappoli.

Alcol potenziale 8,32, acidità totale 8,37.

Commento personale: la mia valutazione al ribasso è da intendersi in chiave millesimato (neanche una decina di produttori hanno prodotto il proprio millésime), perché, invece, in ottica brut sans année i vini sono tutt’altro che disprezzabili, come hanno dimostrato i diversi vins de réserve che mi è capitato di assaggiare, con una gran bella acidità.

Top Cuvée: Philipponat Clos des Goisses, Vilmart Cœur de Cuvée 

2000 stars-4-5 (stars-3-5)

L’uscita dall’inverno è stata segnata da una primavera splendida, pertanto la ripresa del ciclo vegetativo si è svolta in condizioni ideali fino alla fioritura i primi di giugno. Purtroppo, il mese di luglio è stato un mezzo disastro per via delle abbondanti piogge (quattro volte sopra la media stagionale), a volte con forti grandinate, che hanno danneggiato diversi vigneti. Meno male che la fine di agosto e l’inizio di settembre sono stati buoni, così le previsioni di un’acidità bassa si sono poi rivelate errate e la maturazione ha sfiorato l’ottimale. Vendemmia da metà settembre con tempo soleggiato. Alla fine, i vini dimostravano un’ottima qualità, con buon corpo, una bella lunghezza e un’acidità nient’affatto trascurabile.

Alcol potenziale 9,63, acidità totale 7,44.

Commento personale: a guardare i dati analitici e l’andamento dell’annata, la 2000 sembra veramente molto buona, anzi una delle migliori della decade, ma io continuo a ritenerla più simbolica (la prima del millennio) che di sostanza per quanto riguarda i millesimati. Oggi, infatti, questi champagne si rivelano per la maggior parte molto maturi, pieni, quasi difficili da bere con piacere per via della mancanza di slancio, di vivacità. La ritengo un’annata da “manico”, nel senso che hanno pesato – e molto – la qualità dei vigneti e la mano dello chef de cave.

Top cuvée: Billecart-Salmon Cuvée Nicolas François, Krug Clos du Mesnil, Dom Pérignon Rosé

lavorazione uva 

1999 stars-4-5 (stars-4-5)

L’ultima annata del XX secolo avrebbe meritato ben altro interesse da parte degli appassionati…

Potremmo definire quest’annata calda e piovosa, ben più dello standard della Regione. Infatti, dopo un inverno curiosamente contrastato (pioggia e neve, temperature alte e basse, sole e grigiore), la primavera ha visto un germogliamento piuttosto rapido e vivace, culminato con la piena fioritura di giugno. Il caldo di luglio e agosto, definito addirittura “tropicale”, ha poi portato a una piena maturità delle uve e la vendemmia iniziata a metà mese si è svolta sempre con il bel tempo. Ottima maturità delle uve e raccolto eccezionalmente abbondante (fino a 19.000 Kg/ha!). Alla fine, però, è mancata un po’ di acidità proprio per via di questo caldo, ma i vini si sono rivelati molto lineari e puliti, con un carattere perfettamente rispettoso delle tre varietà.

Alcol potenziale 9,71, acidità totale 6,34.

Commento personale: a me quest’annata è sempre piaciuta, soprattutto al debutto, rivelando champagne molto gradevoli e mai troppo morbidi, a dispetto dell’acidità relativamente contenuta. Con il tempo, diverse cuvée si sono dimostrate piuttosto mature, ma le grandi etichette possono invecchiare ancora per diversi anni e daranno bellissime soddisfazioni. Soprattutto i blanc de blancs.

Top Cuvée: Bollinger R.D*., Bruno Paillard N.P.U., Pol Roger Cuvée Sir Winston Churchill

1998 stars-4-5 (stars-5-5)

Annata piuttosto lineare nell’andamento climatico. Ma solo fino a luglio, quando è piovuto e le temperature si sono abbassate. Però, il temuto rischio di muffe non si è concretizzato. L’alternanza del tempo è proseguita, perché agosto è arrivato con un’ondata di caldo che ha letteralmente spinto la formazione dei grappoli, mentre gli inizi di settembre ha riportato piogge torrenziali che hanno fatto temere una diluizione delle uve e una caduta dell’acidità. Per fortuna, il bel tempo è tornato a partire dal 15 del mese e, con esso, la maturazione dei grappoli e l’annata si è indirizzata verso l’elevata qualità. Poi puntualmente trovata in vendemmia, grazie anche a un raccolto molto diversificato tra Cru e vigneti, il che ha permesso pure di selezionare volta per volta i grappoli migliori, ovvero di vendemmiare per passaggi diversi. Risultato: uve in splendida forma, ben al di là delle aspettative, con ottimi livelli di zuccheri e acidità. Chardonnay eccezionali.

Alcol potenziale 9,57, acidità totale 7,78.

Commento personale: una gran bell’annata, che ci darà soddisfazioni alla lunga. Appena oggi, infatti, gli champagne stanno iniziando a rivelare il loro vero valore. Ricordo che, quando assaggiai in anteprima il DP Rosé, Richard Geoffroy mi disse proprio questo, che sarebbe stata un’annata che si sarebbe rivelata alla lunga, nell’arco di trent’anni…

Top cuvée: Dom Perignon P2, Krug Vintage, Mumm R.Lalou in magnum

1997 stars-4-5 (stars-5-5)

Dopo un inverno e una primavera veramente travagliati (freddo, temporali, grandine), l’estate calda e soleggiata ha portato le uve a perfetta maturazione e pure la quantità è stata molto buona, addirittura superiore alla media. Risultato: vini solidi, di carattere, di grande maturità e spiccata acidità, finanche piacevoli.

Alcol potenziale 10,05, acidità totale 8,27.

Commento personale: purtroppo, è arrivata dopo la 1995 e, soprattutto, 1996, così è stata l’annata della sottovalutazione, anzi dell’errore. Infatti, molti hanno deciso di non millesimare in quanto, all’assaggio, i vins clairs sembravano destinati a una rapida evoluzione, nonostante gli alti livelli di acidità, invece… Invece, quei pochi che hanno capito si trattava di un grande classico della Champagne hanno dato vita a splendide cuvée. Insomma, si è persa un’occasione. Peccato. Oggi, però, se vi capitano a tiro bottiglie di questa vendemmia non ve le lasciate scappare!

Top cuvée: Bollinger La Grande Année/R.D., Louis Roederer Cristal, Salon S

 

Nella prossima puntata andremo ancora indietro, partendo dalla tanto osannata 1996 per arrivare fino alla stratosferica 1988, passando per altri “mostri” come 1995 e 1990…
Nel frattempo faccio i migliori auguri di Buon Ferragosto a tutti quanto seguono questo sito!

* = anche il Bollinger segnalato in quest’altra annata avrebbe dovuto lasciare il posto al Vieilles Vignes Françaises, ma, per gli stessi motivi di cui ho detto la volta passata, ho preferito inserire l’R.D.

Le annate dello champagne dal 2008 al 2003. Prima Parte

Le annate dello champagne dal 1996 al 1988. Terza e ultima Parte

16 commenti su “Le annate dello Champagne, quali sono le migliori”

  1. Salve, qualche giorno fa ho trovato un paio di bottiglie di Nicolas Feuillatte “Palmes D’Or” 1998. Mi dia un suo parere… grazie

    1. Mi spiace, ma non è mai riuscita a colpirmi: un po’ troppo semplice per una cuvée de prestige! I migliori champagne di Nicolas Feuillatte erano i Grand Cru, veramente molti buoni, ma mi sembra furono dismessi con l’annata 1997…

  2. Buonasera, mi associo ai complimenti per il piacevolissimo blog. 3 anni fa parlava di Grande Dame 1998 usando questi termini “per quanto oggi la 1998 inizi finalmente a rivelare tutto il suo reale potenziale” , ne cosiglierebbe oggi l’acquisto e secondo lei potrebbe avere un ulteriore potenziale di invecchiamento”
    Grazie, a la santè

    1. Certo che la consiglio. Anche perché la 1998 è un’annata che ha ancora tanto da dire, quindi ha un bellissimo potenziale di invecchiamento! Soprattutto La Grande Dame…

  3. Egr. Alberto Lupetti, mi è stata proposta una bottiglia di uno splendido Champagne, ma ahimè, di un’annata disastrosa, quella del 2001. La bottiglia in questione, tuttavia è il Clos des Goisses, pertanto, visto che è l’ultima disponibile in questa enoteca, sarei comunque tentato di acquistarla, ma rimango un tantino perplesso, anche in virtù di quanto da lei pubblicato sulle pagine di questo blog circa le annate migliori in Champagne. Ha avuto occasione di assaggiare di recente questo altrimenti splendido Philipponat? Secondo lei merita metterlo in cantina?
    Grazie come sempre per la disponibilità e cortesia, oltre che per la perizia con la quale è solito rispondere.

    Cordialità

    Giacomo

    1. Nei ho parlato qui:
      http://www.lemiebollicine.com/594-philipponnat-clos-des-goisses-le-nuove-annate-2001-e-2002-ma-non-solo/
      La 2001 non è stata un’annata da millesimati, non a caso hanno millesimato in pochissimi. Ma il Clos des Gioisses è un vigneto dalle caratteristiche uniche, per questo in Philipponnat non solo lo hanno prodotto, ma anche tirato fuori un ottimo champagne. Certamente figlio della sua annata, ma molto interessante.
      Quindi, farlo figurare nella propria cantina? Sì, ma senza andare troppo in là con l’invecchiamento…
      Mi faccia sapere.

      1. Egr. Alberto Lupetti, alla fine ho rinunciato all’acquisto del Clos des Goisses del 2001, in favore del millesimo 1999, tanto più che il prezzo era praticamente il medesimo, ma l’annata decisamente no. Se ha tempo e voglia e se ha avuto occasione di berlo, gradirei la sua opinione su questo particolare millesimo.
        La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilitá è cortesia e con l’occasione le porgo i miei più cari auguri per le prossime festivitá.
        Cordialmente
        Giacomo

        1. Alla fine ha fatto bene, perché il 1999 è senza dubbio superiore al 2001. A proposito del 1999, l’ultima volta l’ho assaggiato nella maison nel 2010 con dégorgement 2007: molto, molto buono, complesso e sofisticato, ancora con una lunga strada davanti a sé!
          Auguroni

  4. Buonasera Sig.Alberto
    Volevo chiederle un consiglio riguardante il prezzo di vendita di due bottiglie di champagne da cl 75

    1. Don Perignon 1998
    2. Palmes D’or. 1997

    La ringrazio anticipatamente per il suo consiglio
    Saluti Perotti Fabio…..

    1. Buongiorno,
      sempre con la premessa dell’ottimale stato delle bottiglie:
      – DP sui 180 euro
      – Nicolas Feuillatte sui 100 euro

  5. Salve, sono assolutamente nuovo e inersperto di vini
    Mi hanno regalato un Don Perignon -Vintage del 2006.
    Quanto tempo posso tenerlo in cantina ancora ?

    grazie

    Stefano

  6. Buongiorno Alberto.
    Le scrivo per chiederle cortesemente informazioni relative alla qualità delle vendemmie e dei prodotti in Champagne dopo il 2008 ed eventuali riferimenti ai quali poter accedere in futuro.

    Un saluto e grazie per lo splendido lavoro fatto finora.

    Andrea

    1. Vuole sapere la qualità di annate a partire dalla 2008? Quali in particolare?
      Cosa intende, invece, per “riferimenti ai quali poter accedere”?

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