Champagne le annate migliori. Ultima parte, dalla 1996 alla 1988

champagne annate migliori, vigna

(III PARTE – Annate 1996-1988) 

L’ultima parte di questo approfondimento legato alle vendemmia in Champagne ci porta al cospetto di autentici pezzi d’opera: si inizia con la “mitica” 1996 (anche se per gli champenois poi non è stata proprio tale…) per passare subito a un’altra grande, quindi via via concludiamo con quella che per me è veramente stata la très grande année en Champagne, la 1988

Ricordo che, per ciascuna annata, riporto la valutazione ufficiale e la mia personale in chiave millesimati (i due gruppi di stelle rispettivamente), l’andamento della stessa annata, i valori medi di maturità (alcol potenziale) e freschezza (acidità), la resa media (novità per questa terza puntata…), il mio commento e quelli che a mio avviso sono gli champagne “migliori”. Champagne le annate migliori, ecco gli anni dal 1996 fino al 1988.

degustazione in champagne per le annate migliori

1996 stars-5-5 (stars-5-5)

Mai, in tre secoli di storia dello champagne, c’era stata un’annata come la 1996, con un simile bilanciamento tra maturità (alcol potenziale) e freschezza (acidità)…

Inverno particolarmente freddo, con le temperature che hanno raggiunto i -15°C! Questo, però, non ha minimamente danneggiato le piante e così si è arrivati alla primavera, talmente asciutta e soleggiata che il germogliamento si è avuto tra il 20 e il 24 aprile. Curioso il successivo mese di maggio, “grigio” e molto freddo, tanto che in alcuni vigneti si sono registrate pericolose gelate, mentre un luglio particolarmente secco ha portato le vigne al limite della sofferenza. Per fortuna, la seconda metà di agosto ha visto le piogge, seguite poi da temperature assolutamente ideali fino alla vendemmia, iniziata il 16 settembre. Questa si è svolta in condizioni eccellenti, con giornate asciutte e soleggiate. La perplessità iniziale data dall’assaggio dei vini (per alcuni a rischio di una rapida e brusca maturazione) ha poi lasciato il posto a vini eccellenti da grande classico. Chardonnay straordinari.

Alcol potenziale 10,11, acidità totale 9,93

Resa: 10.356 Kg/ha

Commento personale: è stata un’annata “estrema”, come dicono in Champagne, più che una grande annata e oggi ci sta regalando champagne meravigliosi, ma solo a firma di chi ha saputo interpretarla. Altrimenti, ci troviamo di fronte a bottiglie già “stanche”… Gli straordinari valori (in molti casi prossimi all’11 in entrambi i casi) hanno messo a dura prova i produttori e gli chef de cave, ma il risultato è, nei casi migliori, vini oggi ancora giovanissimi. Da dimenticare in cantina…

Top cuvée: Dom Pérignon Vintage ed Œnothèque, Krug Vintage e Clos du Mesnil, Pol Roger Sir Winston Chruchill, Taittinger Comtes de Champagne**

**= in quest’annata non sono proprio riuscito a selezionare solo tre cuvée…

philipponnat tra gli champagne migliori

1995 stars-4-5 (stars-5-5)

Come successo nelle tre annate precedenti (cronologicamente parlando), anche questa è iniziata con un inverno mite e piuttosto piovoso. Il germogliamento è così iniziato il 6 aprile, quindi una settimana prima della media degli ultimi 5 anni. Sulla fine del mese, però, ci sono state alcune gelate pericolose che hanno colpito diversi vigneti sia nella Marne sia nell’Aube. A seguire, fortunatamente, è arrivato il caldo, che ha portato con sé una fioritura eccellente, ma poi luglio è stato caratterizzato da una curiosa alternanza di caldo torrido e temporali, tanto che gli champenois dicevano che “il rischio di muffe non è stato così alto dal 1958!”. Pertanto, le uve sono state controllate con costanza e attenzione in previsione della vendemmia. Quest’ultima è iniziata il 21 settembre con lo Chardonnay (una settimana più tardi i Pinot) e, grazie a una precedente maturazione molto rapida per via del caldo e un’accurata cernita in fase di raccolta, ha visto arrivare in cantina grappoli eccellenti che facevano prevedere un’annata eccellente. Notevoli i vini da Chardonnay.

Alcol potenziale 9,12, acidità totale 8,95

Resa: 10.986 Kg/ha

Commento personale: bellissima annata, ma solo oggi inizia a rivelare tutto il suo vero valore con champagne a dir poco eccezionali. Forse per questo motivo è stata a lungo sottovalutata, ma a mio avviso è sinonimo di vini di grandissima classe e non meno valore. Qualcuno l’ha paragonata a suo tempo alla 1988: beh, non credo sia così, però, come detto, il valore dell’annata è veramente al top, soprattutto per eleganza.

Top cuvée: Charles Heidsieck Blanc des Millénaires, Louis Roederer Cristal, Veuve Clicquot La Grande Dame Rosé

champagne annate migliori, uva 

1994 valutazione champagne (valutazione champagne)

L’inverno piuttosto regolare aveva portato a buoni germogliamento e fioritura, quindi, a seguire, l’estate calda, molto soleggiata e con poca pioggia, rafforzava i presupposti di un’ottima annata, sulla falsariga della precedente. Purtroppo, a ridosso della vendemmia, è piovuto parecchio per 10 giorni, vanificando gran parte delle aspettative: le vigne, molto asciutte per via dell’estate calda e secca, hanno assorbito un’enorme quantità d’acqua. Il raccolto, comunque, ha dato grappoli decenti a quanti hanno iniziato in ritardo rispetto agli altri, garantendo così un’annata decente che la maggior parte degli champenois ha visto buona per gli assemblaggi dei brut sans année (e i vins de réserve), ma quasi disastrosa per i millesimati, soprattutto a causa di una certa carenza di espressività del frutto. I prezzi delle uve, però, ricominciarono finalmente a salire dopo gli anni della crisi.

Alcol potenziale 9,02, acidità totale 8,43

Resa: 9.577 Kg/ha

Commento personale: altra annata che, guardando i parametri, sembra molto, molto buona, invece… è stata la peggiore della decade. Ancora una volta, però, nei casi migliori si è fatta valere la bontà dei vigneti e la corretta conduzione di questi, come dimostrano i tre millesimati che indico qui sotto (Bollinger e Roederer hanno un eccellente patrimonio viticolo che gli assicura quasi la autosufficienza, mentre il Clos de Goisses fa da sempre storia a sé). Curiosamente, in Veuve Clicquot, invece, giudicarono l’annata tutt’altro che disprezzabile sia per la composizione del Carte Jaune, sia – perfino – per mettere via dei più che decorosi vini di riserva.

Top cuvée: Bollinger La Grande Année, Louis Roederer Cristal, Philipponnat Clos des Goisses (prodotto ma mai commercializzato) 

1993 stars-3-5 (stars-4-5)

Come detto, l’annata è stata molto simile alla 1994: stagioni piuttosto regolari, con inverno mite e privo di gelate, germogliamento intorno al 20 aprile seguito, più tardi, da una vigorosa fioritura, poi maturazione eccellente, da grande annata, anche se piuttosto precoce, per via dell’estate calda e secca, ma con pioggia a ridosso della vendemmia. Fortunatamente, alla fine le cose non sono andate così male come la 1994 e in diversi hanno potuto millesimare ottimi champagne. Annata di quantità ma anche di ottima qualità, con Chardonnay veramente eccellenti, mentre i Pinot sono risultati un po’ carenti di corpo.

Alcol potenziale 9,02, acidità totale 8,15

Resa: 10.379 Kg/ha

Commento personale: a guardare i dati, 1994 e 1993 sono praticamente identiche, ma poi la seconda si è rivelata nettamente migliore sul fronte dei millesimati, per non parlare del fatto che diversi di questi si sono poi rivelati eccellenti.

Top cuvée: Dom Pérignon Œnothèque Rosé, Louis Roederer Cristal, Ruinart Dom Ruinart

1992 stars-3-5 (stars-3-5)

Ancora un’annata decisamente regolare e dall’andamento molto simile alle due che qui l’hanno preceduta (ma che, cronologicamente, la seguiranno…). Anzi, rispetto a queste è mancata la pioggia in vendemmia (anche se ci sono state alcune grandinate in estate), che è stata al limite del precoce (entro settembre era bella e finita), pur avendo dato grappoli in ottima salute. Soprattutto – e ancora – gli Chardonnay, che hanno dimostrato un bel vantaggio qualitativo rispetto ai Pinot. Resa straordinaria, tra le migliori tre del decennio, peraltro limitata dal CIVC a causa della crisi di mercato. Non a caso, con questa vendemmia sono entrate in vigore le nuove regole sul rendimento in uva in vigna e in mosto in cantina al fine di elevare la qualità dei vini.

Alcol potenziale 9,72, acidità totale 7,98

Resa: 11.844 Kg/ha

Commento personale: per molti è stata l’annata di grande qualità tra la 1990 e la 1995, ma, alla fine, è stata superata in numero di millesimati prodotti e, soprattutto, in fama dalla 1993. A mio avviso, però, oggi gli champagne targati 1992, anche se molto, molto interessanti, hanno raggiunto il loro picco qualitativo rispetto a quelli targati 1993.

Top Cuvée: Bollinger La Grande Année, Krug Clos du Mesnil, Moët Vintage Collection

bottiglie in cantina in champagne

1991 valutazione champagne (valutazione champagne)

L’inverno regolare ha, purtroppo, lasciato poi il posto a una primavera perseguitata dalle gelate: ben tre, il 17, il 21 e il 24 aprile! Questo, ovviamente, si è ripercosso sul germogliamento e anche sulla fioritura, che è stata piuttosto tardiva. Molto buoni, invece, i mesi di luglio e agosto, caldi e asciutti, ma l’avvicinarsi della vendemmia (iniziata esattamente il 30 settembre) ha portato con sé diverse piogge che hanno diluito le uve e dato origine pure alle muffe. Alla fine, comunque, si sono avuti vini più che buoni, soprattutto quelli da Chardonnay della Côte des Blancs.

Alcol potenziale 9,22, acidità totale 7,98

Resa: 11.228 Kg/ha

Commento personale: non sarebbe stata una cattiva annata, questa 1991, ma forse gli champenois erano troppo “spossati” dal fantastico terzetto ’88-89-90 per dedicarsi ai millesimati, pertanto li hanno prodotti in pochissimi… Quei pochi che dovreste ancora riuscire a trovare, però, beveteli senza ulteriori attese!

Top Cuvée: Philipponat Clos des Goisses, Taittinger Comtes de Champagne Rosé, Vilmart Cœur de Cuvée 

1990 stars-5-5 (valutazione champagne massima)

La vera “grande annata”, per molti tra le cinque migliori del secolo, nonché l’ultima di un terzetto consecutivo mai visto prima.

L’inverno piuttosto mite ha visto le viti germogliare quasi un mese in anticipo, ma il mese di aprile ha poi portato con sé delle pericolose gelate il 5 e il 19 del mese, mettendo in serio pericolo il futuro raccolto e, comunque, danneggiando più o meno seriamente ben 12.000 ettari. La fioritura è avvenuta nelle prime due settimane di giugno in un contesto insolitamente fresco, ma, finalmente, l’estate è esplosa con l’arrivo di luglio, segnato da temperature e precipitazioni nella media di stagione, ma eccezionalmente soleggiato: con ben 2.100 ore di sole, è stato segnato il record degli ultimi 30 anni. La maturazione è proseguita al meglio, ma, al contempo, si è preservata l’acidità, così la vendemmia, iniziata la seconda settimana di settembre con gli Chardonnay, ha dato uve superbe qualitativamente e pure in ottima quantità. I vini, poi, si sono rivelati ricchi e molto bilanciati.

Alcol potenziale 10,93, acidità totale 8,07

Resa: 11.963 Kg/ha

Commento personale: la 1990 ha dato vita a grandissimi champagne da parte di tantissimi produttori, grandi e piccoli. Champagne spessi, profondi, strutturati, addirittura opulenti, forse oggi finanche un po’ troppo in alcuni casi, ma comunque mai carenti di finezza. Questo grazie a un livello di maturità (alcol potenziale) semplicemente eccezionale, da record, al fianco del quale si è registrata una freschezza comunque piuttosto elevata. Godibilissimi oggi, questi vini fanno prevedere ancora una lunga vita, quindi, qualora vi capitassero, potete anche… provare a resistere e lasciarli ulteriormente in cantina.

Top Cuvée: Bruno Paillard Le Mesnil, Dom Pérignon Œnothèque Rosé, Krug Vintage, Laurent-Perrier Grand Siècle “Lumière du Millénaire”, Pol Roger Cuvée Sir Winston Churchill**

** = anche in questa occasione, solo tre champagne non sono proprio riuscito a indicarli… 

1989 stars-5-5 (valutazione champagne massima)

L’annata di mezzo del terzetto magico, forse un filino sotto altre due, ma comunque eccellente.

Annata calda e soleggiata, comparabile alle mitiche ’45, ’59 e ’64. Dopo un germogliamento veramente anticipato per precocità, i vigneti sono stati perseguitati dal freddo. Il culmine è stato il 27 aprile, quando una bruttissima gelata ha colpito i vigneti di una buona parte della Champagne, con la Vallée de la Marne e la parte est della Montagne de Reims significativamente danneggiate, mentre la Côte des Blancs si è salvata. A seguire, è arrivato un clima estiveggiante che ha permesso alle piante di ritornare al normale ciclo vegetativo. Ciò nonostante, in molti sono rimasti dubbiosi sul fatto che potesse essere un’annata da millesimati, ma, dopo altre giornate fresche, è definitivamente arrivato il caldo a metà giugno, mantenendosi ininterrottamente un giorno dietro l’altro. Pertanto, la vendemmia iniziata il 4 settembre ha visto uve perfettamente mature. Il Pinot Noir ha svettato pur avendo dimostrato una colorazione sopra la norma quando vinificato in bianco: forse anche per questo motivo è stata definita “l’annata dei rosé”.

Alcol potenziale 10,39, acidità totale 7,25

Resa: 11.619 Kg/ha

Commento personale: nonostante l’acidità non molto alta, soprattutto rispetto alla maturità, gli champagne di quest’annata si sono rivelati in questi ultimi anni veramente notevoli, carnosi e rotondi, soprattutto talmente piacevoli da risultare seducenti. Non so per quanto tempo potranno rimanere ancora in questa fase, ma al momento stanno rendendo giustizia al valore dell’annata, purtroppo non interpretata dai più in chiave millésime e che, da parte degli appassionati, meriterebbe maggiore considerazione. Curiosamente, alcuni (soprattutto gli inglesi) vi hanno trovato un’anima ossidativa, ma per me quel certo fondo di maturità non fa che incrementarne il fascino…

Top Cuvée: Henriot Cuvée des Enchateleurs, Pommery Cuvée Louise, Veuve Clicquot La Grande Dame 

1988 stars-5-5 (valutazione champagne massima)

Annata i champagne eccezionale, una delle grandissime, ma grandissime veramente. Infatti, ha sia l’opulenza della 1990, sia la fresca vivacità della 1996, per questo ha dato vita a champagne assolutamente eccezionali che personalmente adoro. A mio avviso, è questa l’annata top nel ventennio preso in esame in queste tre puntate.

Ma, per ora, non… dico altro perché per l’analisi dettagliata di questa 1988 rimando alla esclusiva degustazione orizzontale dei migliori champagne dell’annata che vedrete su questo sito verso la fine di settembre.

Le annate dello champagne dal 2008 al 2003. Prima Parte

Le annate dello champagne dal 2002 al 1997. Seconda Parte

33 commenti su “Champagne le annate migliori. Ultima parte, dalla 1996 alla 1988”

  1. Buongiorno,
    sono in possesso di una bottiglia di champagne veuve clicquot presumo del 1988 formato 3 litri.
    le chiederei:
    c’è modo di sapere effettivamente l’annata?
    e se la volessi cedere quanto potrei ricavarne?
    grazie per la pazienza e l’attenzione.
    ps. avrei anche una bottiglia da 75 cl di ferrari anno 1988, stessa domanda.
    grazie
    fabio

    1. Buonasera,
      difficile dirlo se non mi dice di cosa si tratta? Vintage? In tal caso l’annata è scritta. Oppure è il Carte Jaune/Yellow Label? Il celebre non millesimo della maison… Stessa cosa per Ferrari: è il Giulio? Oppure?

  2. Salve, ho trovato tra alcune mie bottiglie di vino, spumanti e champagne, una bottiglia da 0,75 di champagne Grand Siécle Laurent Perrier 1988 millesime vintage…c’è un mio conoscente che l’ha vista e vorrebbe acquistarla. Nell’eventualità, quale potrebbe essere la sua valutazione? Grazie.

    Con l’occasione porgo i migliori Auguri di Buone Festività.

    Donato

    1. Buonasera,
      se vuole approfondire la questione dei Grand Siècle millesimati può vedere qui:
      http://www.lemiebollicine.com/5210-lumiere-du-millenaire-1990-grand-siecle-laurent-perrier/
      Pertanto, si tratta di una bottiglia rara, per me da collezione, ma curiosamente sul mercato non vale molto, a mio avviso semplicemente perché… non la si conosce! Fossi in lei non la darei via per meno di 300 euro (ammesso che sia ben conservata), ma personalmente la terrei.
      Auguri

    1. Buongiorno,
      immagino si riferisca al Vintage e non all’OEnothèque, giusto? Bene, un Vintage 1988 si colloca intorno ai 300 euro come valore di mercato, ma il valore “affettivo” è anche superiore in quanto si tratta di un’annata eccezionale per lo champagne.

    1. Sulle prossime annate di Dom Perignon non posso dire se non che a breve ci sarà il Rosé 2004 e il Rosé P2 1995…

  3. Salve vorrei sapere il valore di mercato di un Monet et Chandon à Epernay Champagne Cuvée Dom Pérignon Vintage 1988 1500Ml. Grazie

    1. Splendida bottiglia, anzi magnum,figlia di quella che ritengo la vera, grandissima annata. Se ben conservata, siamo a non meno di 800 euro…

  4. salve ALBERTO mi saprebbe dire qualcosa in più su questa bottiglia perchè non trovo nulla su quanto potrebbe valere anzi non trovo nemmeno foto di questo Piper Heidsieck 1971

  5. Buongiorno Alberto ho da molti anni alcune bottiglie di champagne,
    adesso non so se bermele o cederle.
    le ho sempre mantenute in cantina ad una temperatura costante.

    cristal 1996

    cristal 2000 (presenta una colorazione più’ scura credo che non abbia retto il passare degli anni)

    don perignon vintage 1995
    don perignon vintage magnum 1988
    se vessi intenzione di venderle dove mi consiglierebbe.
    e sopratutto come faccio a sapere se sono ancora buone senza aprirle, ci sono indizi
    grazie per la disponibilità

    1. Buongiorno,
      si tratta di tutti eccellenti champagne con addirittura un capolavoro: DP ’88 in magnum, wow!
      Beh, se sono state sempre in cantina, tutte le bottiglie dovrebbero essere in ottime condizioni e, in tal caso, saranno non buone ma fantastiche.
      Gli unici indizi possono essere il livello (che non deve essere sceso) e il colore (che non deve essere ambrato). In proposito, del Cristal 2000 dice che ha un colore più scuro: ma cosa intende? Non c’è più la pellicola di protezione della bottiglia?
      Non faccio i conti in tasca a nessuno, quindi fosse per me, le godrei tutte! Qualora volesse venderle, invece, consideri che sono il DP 1988 e il Cristal 1996 ad avere un valore importante: case d’asta specializzate o… passaparola!

  6. Buongiorno Alberto,
    conservo una bottiglia di Brut Imperial con etichetta : Moet&Chandon
    Epernay-France, credo del 1989, non riesco a trovare l’anno, non conservato in cantina, colore
    chiaro e non vedo residui, prima di buttarlo le chiedo se potrebbe aver un certo valore ?
    Se si a chi potrei proporlo ?
    molte grazie

    1. Oddio, buttarlo no: lo stappi! Potrebbe essere una bella sorpresa…

      PS: il Brut Impérial è un non millesimato

          1. Etichetta scura, non è il grand vintage (etichetta nera con annata scritta “a mano” in bianco, per intenderci), è apparentemente come il brut imperial classico, ma millesimato, con indicazione dell’annata su una sovraetichetta ovale.
            Non è indicata la data di dégorgement.
            Cercando su internet non ne ho trovato grandi tracce, mi chiedevo se fosse una edizione limitata.

          2. Sì, il vecchio millesimato, diventato Grand Vintage con il 2000. Tra l’altro, il 1990 è stato riproposto qualche anno fa come Grand Vintage Collection…
            Bene, il valore? Non meno di 200-220 euro.

  7. Buongiorno Sig Lupetti
    recentemente mi è stato proposto l’acquisto di un DP magnum 1995,comprensivo di astuccio originale,sempre tenuta in cantina.
    quale potrebbe essere il suo valore?
    La ringarzio
    Saluti

  8. Buongiorno sig. Alberto, posseggo delle bottiglie di Lanson Noble Cuvèe del 1988, vorrei conoscerne il valore.
    Grazie per la Sua attenzione.

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