Champagne Mumm: avete ancora dubbi?

(ovvero Mumm e il grande lavoro di Didier Mariotti II PARTE)

Didier Mariotti chef de cave Mumm

Continua il mio discorso sulla rinascita di Mumm, basata sull’eccellente opera dello chef de cave Didier Mariotti. Ricordo ancora una volta che Mumm è una delle Grandes Marques, un nome tra i più noti in assoluto quando si parla di champagne, una maison con una storia d’eccellenza, eppure… Sono bastati alcuni anni di una conduzione miope (forse dovrei dire addirittura scellerata…) da parte della vecchia proprietà per rovinare tutto. Così, oggi, nonostante gli champagne Mumm si collochino tra il molto buono e l’ottimo, molti ancora non percepiscono questa bontà e li scartano a priori: credo che un riassaggio da parte di costoro sia quantomeno doveroso. D’altronde, se ci vogliono anni e anni per farsi una reputazione, poi basta poco per perderla e risalire la china è veramente difficile. Servono impegno e tempo. Tanti. Inoltre, se nel vino le tempistiche sono lunghe, una decina d’anni, nello champagne sono almeno doppie!

Bene, nella scorsa puntata abbiamo visto come il succo del lavoro di Didier Mariotti sia ancora in piena fase di sviluppo e abbiamo scoperto il ritorno al legno, i prossimi step della rivoluzione del Cordon Rouge, gli esperimenti… Ecco, in questa seconda e conclusiva puntata riprendiamo proprio dagli esperimenti per terminare con le anteprime della cuvée de prestige, quella R.Lalou che ha raccolto l’eredità della mitica René Lalou e simboleggia più che mai la rinascita della maison. Ma vediamo meglio.

bottiglie champagne mumm

Ancora legno…

Riprendiamo il discorso sul bois. Molto giustamente, un lettore ha sottolineato la grande attenzione che lo chef de cave deve riporre nella gestione di botti e barrique, nella scelta della tonnellerie, del tipo di legno, della tostatura… Beh, Didier sta affrontando questo ritorno al legno con professionalità, competenza, curiosità, per questo sono sicuro che saprà sorprenderci in tal senso. Resto, però, con il dubbio se ci sarà mai un Mumm sous bois. Come detto la scorsa volta, è una domanda che ho fatto a Didier, ma, sornione, una risposta netta non me l’ha data. Però mi ha fatto assaggiare qualcosa a tema, degli champagne frutto delle sole uve di Cramant (Chardonnay) e Bouzy (Pinot Noir) fermentate in barrique e ivi elevate per 7 mesi con bâtonnage. Didier mi ha sottoposto tre tiraggi diversi, basati rispettivamente sulle vendemmie 2012, 2009 e 2008, tutti degorgiati il 27 maggio 2014 e dosati a 6 g/l. Beh, il primo, nella sua ovvia giovinezza, appare ancora piuttosto ‘legnoso’, ma, sapendo leggere oltre, promette certamente bene, molto bene. Il secondo, invece, lo trovo decisamente interlocutorio, per non dire banale, ma ecco venirmi in soccorso Didier che si dice d’accordo con me, spiegandomi che per lui la 2009 non è un’annata da legno; ma una prova andava pur sempre fatta… Infine, ecco il 2008: un eccellente champagne, denso ma vivace, minerale, teso, con una bellissima chiusura sapida. Di più: un vino complesso e piacevole allo stesso tempo, finanche raffinato. Lo trovo ‘brillante’. Inoltre, il legno fa esprimere il vino senza prendere mai il sopravvento. Proprio come vuole Didier. Lo vedremo mai sul mercato? Ancora non è dato saperlo, ma lo spero vivamente!

Alla fine, per chiudere il capitolo legno, Didier mi fa assaggiare pure i vins de réserve per il Cordon Rouge, quelli messi via con il concetto di assemblage che abbiamo visto la scorsa volta. Si tratta degli stessi del 2013, in botte e no: i primi sono più ricchi, con un tocco affumicato e maggior volume in bocca. Hanno un’altra dimensione. Insomma, il lavoro sul Cordon Rouge si sta muovendo in una dimensione d’eccellenza. Abbiate fiducia.

mumm Cuvée R.Lalou degustazione champagne mumm

Cuvée R.Lalou

Questa mattinata di degustazioni tecniche con lo chef da cave si chiude con la punta di diamante della gamma Mumm. Niente assaggi di vecchie René Lalou, visto anche che ho già avuto la fortuna di fare di verticale, ma uno sguardo al futuro: la Cuvée R.Lalou 2002, che è in uscita a brevissimo, e le successive 2006 e 2008, che vedremo solo tra qualche anno. Tutti e tre gli champagne sono stati assaggiati sia non dosati, sia con la liqueur d’éxpedition, ricevuta il 26 agosto 2014. Non parlerò, però, dell’eccellente 2002, che sarà protagonista della prossima edizione della guida Grandi Champagne, le cui degustazioni inizieranno la prossima settimana.

Ricordo che la Cuvée R.Lalou è raccoglie l’eredità di monsieur Lalou e mira all’esaltazione dei migliori terroir di proprietà della maison attraverso di vinificazioni volte all’individuazione di eccezionali parcelle nei Cru selezionati a suo tempo dallo stesso Lalou. Il meglio del meglio, insomma. Queste parcelle, selezionate per esposizione ed età dei vigneti, sono dodici, con estensioni da 0,13 a 4,3 ettari, collocate nella parte nord (Mailly, Verzenay e Verzy ) e sud (Ambonnay e Bouzy) della Montagne de Reims, nonché nella Vallé de la Marne (Aÿ) per il Pinot Noir e nella Côte des Blancs (Avize e Cramant) per lo Chardonnay. Dopo il tiraggio, lo champagne matura non meno di 10 anni sui lieviti, per questo motivo per le due R.Lalou che vi so per raccontare ci vuole ancora un po’ di pazienza… 

R.Lalou 2006

(la prima vendemmiata da Didier come chef de cave)

Non dosé: naso molto preciso e teso, finemente tostato, con note di frutta secca e un tocco agrumato che lo porta, almeno in questo momento, nettamente verso lo Chardonnay. Vino ricco e complesso. Bocca tesa e levigata, ancora più evidentemente agrumata e con la frutta secca a supporto. Sembra meno vinosa che in passato, ma più fine, elegante, affascinante. Bel finale fruttato, molto, molto lungo. Eccellente, promette grandi cose.

Dosé: champagne più equilibrato e piacevole, con una bocca più grassa e fruttata, arricchita da fini dolcezze di brioche, piacevolmente morbida ma non certo molle. Bollicina finissima, meglio integrata con la materia rispetto al non dosato. Finale rotondo e fruttato, certamente appagante. Champagne gustosissimo.

Didier ha ragione: gli champagne Mumm ‘vogliono’ il dosaggio. Definitivamente, anche alla luce di quanto visto la scorsa puntata.

R.Lalou 2008

La differenza tra i due, dosato e non, si fa qui abissale: meglio lo champagne con la sua liqueur d’éxpedition, molto meglio. Di più: nonostante sia uno champagne che si sta formando (neanche si può parlare di giovinezza, a questo stadio), siamo di fronte a una R.Lalou eccezionale, elegantissima, di trama finissima e con un gusto irresistibile, che culmina in un finale di rimarchevole lunghezza, con una persistenza fruttata che rimane sempre finissima. Eccellente. Purtroppo non se ne parla prima del 2019-2020, ma conto di fare delle verifiche di tanto in tanto…

degustazione mumm, bottiglie di champagne
La degustazione è finita: grazie di cuore Didier, ci vediamo tra un annetto per un nuovo ‘assaggio’ del tuo lavoro!
Gli champagne Mumm sono distribuiti in esclusiva da:
Pernod-Ricard Italia – tel. 02/205671 – www.pernod-ricard-italia.com

0 commenti su “Champagne Mumm: avete ancora dubbi?”

  1. Buongiorno. Grazie alla vs. grande passione e competenza sto cercando di avvicinarmi al fantastico mondo dello champagne. Sono totalmente inesperto e quindi conto sul vs. aiuto.
    Da dove partire per creare una prima selezione di 10 champagne (almeno un paio di bottiglie “elite” e le restanti di medio livello.
    Inoltre volevo sapere quando sarà nuovamente disponibile la vs. guida.
    Ringraziandovi per il tempo dedicatomi e per la qualità del vs. impegno, porgo i più cordiali saluti.
    Andrea

    1. Buonasera,
      innanzitutto la guida: l’edizione attuale (2014-15) è ancora disponibile in alcune librerie e online su Mondadori e Amazon. Della prossima (2016-17), invece, inizieremo le degustazioni a giorni, quindi ci vorrà ancora un po’ di tempo….
      Per i 10 champagne posso consigliare: un blanc de blancs non millesimato (Bruno Paillard), due ottimi brut sans année (Roederer e Charles Heidsieck), un paio di RM di stile molto diverso (ad esempio Collard-Picard e De Sousa), un rosé di maison (Perrier-Jouet), due millesimati (Veuve-Clicquot o Mumm o Moet come maison e Vilmart come piccolo) e due top (Dom Pérignon e Pol Roger Sir Winston).
      Mi faccia sapere

  2. Buonasera.
    La ringrazio per l’esaustiva risposta. Guida trovata online e immediatamente ordinata.
    Le faccio un ultima domanda e poi non la disturbo più. Per quanto riguarda DP lei che annata consiglia tra 2002,2003 e 2004? (magari da lasciar tranquilla a riposare per un pò).
    Saluti,
    Andrea

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