Il terzo 2009 di Roederer quest’anno è… il Brut Nature! Eccolo svelato in anteprima…

Champagne Louis Roederer Brut Nature 2009

È metà giugno, il sottoscritto e la mia compagna d’avventure champenoise, Vania Valentini, accompagniamo un piccolissimo gruppo di appassionati alla Louis Roederer. Dopo la visita alle cantine, ci accoglie lo chef de cave, l’ottimo Jean-Baptiste Lécaillon, per la degustazione. Ovviamente si spazia tutta la gamma, tra cui l’anteprima del Brut Vintage 2009, ma, a un certo punto, ecco saltare fuori una bottiglia anonima… Jean-Baptiste la stappa, nasconde subito il tappo con la capsule, la versa e ci guarda, curioso e divertito. Io dò subito un’annusata, mando giù un sorso e faccio a Vania: “ma è il nuovo Brut Nature, il 2009!”. Vania mi dice che potrebbe essere, Jean-Baptiste sghignazza sotto i baffi… allora sì, è ‘lui’, il nuovo non-dosato di Roederer.

Ci viene chiesto di non parlarne fino alla presentazione ufficiale, ciò nonostante con Vania riusciamo a prendere qualche appunto di degustazione e a scattare più o meno di nascosto una foto alla capsule. Ma rispettiamo la consegna di segretezza. Fino a oggi, quando nel Regno Unito si inizia a parlare di questo champagne: chiamo Jean-Baptiste e chiedo se posso finalmente rompere il silenzio: posso. Eccomi, allora, con l’anteprima!

Vigneti Louis Roederer
Il blocco di vigneti a Cumières dai quali nasce il Brut Nature sono rigorosamente allevati in biodinamica.

Del Brut Nature di Roederer s’è detto e scritto tantissimo, anche a sproposito, anche con errori grossolani. Da parte mia, avevo svelato in anteprima il Brut Nature 2006 già a giugno del 2014, salvo poi tornare sull’argomento più tardi, in occasione della presentazione ufficiale in Italia. Non mi piace allungare il brodo con le ripetizioni, pertanto rimando ai due articoli summenzionati per chi volesse approfondire l’argomento con dati certi e di prima mano.

In questa occasione, invece, voglio porre l’accento sul fatto che il Brut Nature è uno champagne frutto di un lunghissimo progetto nato proprio perché lo champagne, alla fine, fosse tale, quindi senza dosaggio. Il che ha richiesto l’individuazione di uno specifico blocco di vigneti (a Cumières) a conduzione biodinamica (che in Roederer significa maggiore ricchezza dei vini e non slogan per riempire la bocca), fermentazione in parte in legno (25%, contro il 50% del 2006), niente malolattica come nella tradizione Roederer, tiraggio a pressione minore (circa 5 atm.) al fine di favorire la cremosità e, quindi, compensare la grande tensione data dall’assenza di dosaggio, poi circa sei anni di maturazione sui lieviti e ulteriore riposo di almeno altri sei mesi dopo il dégorgement. Questo, però, non accade sempre, ma solo in annate di eccezionale maturità… Come la 2006 del debutto, questa 2009 della seconda uscita, poi 2012 e 2015, che rappresenteranno terza e quarta annata di questo champagne; in seguito chissà.

Fréderic Rouzaud, Presidente Louis Roederer, il designer Philippe Starck e Jean-Baptiste Lécaillon, chef de cave e Directeur Général Adjoint della maison.
Il trio delle meraviglie alla presentazione del precedente (il primo) Brut Nature: Fréderic Rouzaud, Presidente Louis Roederer, il designer Philippe Starck e Jean-Baptiste Lécaillon, chef de cave e Directeur Général Adjoint della maison.

Poi c’è Starck, il celeberrimo designer d’Oltralpe che ha legato il nome a questo champagne. Qualcuno ha fatto passare il messaggio che Starck fosse il creatore di questo champagne… Falso! Il designer ha dichiarato di aver semplicemente assaggiato lo champagne e poi ideato l’habillage sulle base delle sue sensazioni, volendo esaltare la purezza di questo champagne. Punto. E lo ha fatto per il piacere di farlo in nome della sua amicizia con Frédéric Rouzaud, discendente del fondatore e attuale vertice della maison di Reims. Chiaro?

A proposito di Habillage, si pensava fosse sempre uguale, come le altre etichette Roederer… invece, no! Ogni annata è diversa dalle altre e così saranno anche le etichette del Brut Nature; pertanto, per questo 2009 Starck ha avuto una visione diversa. La mia opinione? La nuova etichetta è veramente bella, accattivante, stacca di gran lunga quella del 2006. Forse perché… anche lo stesso champagne è migliore!

Louis Roederer Brut Nature 2009

Brut Nature 2009

55% Pinot Noir, 20% Chardonnay, 25% Meunier
Naso elegantissimo e di eccezionale pulizia, ma anche articolato, profondo, ricco. È innanzitutto minerale, molto, con un bel sostegno agrumato e spunti floreali (gelsomino), quindi note di thè e pure di mandorla fresca, con un tocco fumé e un’intrigante piccantezza di pepe a completare l’espressione. Insomma, ha complessità e sembra pure più immediato e ‘concreto’ del 2006. La bocca? Nettissima più che tagliente, per questo più equilibrata del 2006 (ancora!), ovvero meno affilata, tesa, asciutta, quindi ancora più godibile, anche grazie alla coinvolgente espressione fruttata a centro bocca, mentre il finale è un trionfo di craie e ritorni piccanti. Concludo con la definizione di Vania, a mio avviso perfettamente calzante: “è energico, vibrante, prorompente nella sua mineralità e pulizia, addirittura esplosivo, brillante. Nonché croccante. E assolutamente puro”.
Voto: 94/100

In conclusione, a me (ma pure a Vania…) questo Brut Nature 2009 è piaciuto. Molto. Moltissimo. Più del 2006? Sì, anche se non mi piacciono i paragoni. Sarà l’annata (la 2009 è superiore alla 2006 e certi, pur paragonandola alla 1989, dicono che potrebbe rivelarsi addirittura migliore di questa), sarà la maggiore esperienza in tal senso di Lécaillon, fatto sta che è notevole già al debutto. Mi sembra più ricco e meno non-dosato come sensazione, o, se preferite, più piacevole, per questo ancor più facilmente approcciabile. Così, se il Brut Nature 2006 ha fatto registrare un successo straordinario, soprattutto in Italia (sì!), questo 2009 potrebbe andare sold-out in un lampo. Anche perché le bottiglie prodotte sono circa 90.000…

Bravo Fréderic Rouzaud. Bravo Philippe Starck. Soprattutto, bravo Jean-Baptiste Lécaillon.

Gli champagne Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da:
Sagna – tel. 011/8131632 – www.sagna.it

8 commenti su “Il terzo 2009 di Roederer quest’anno è… il Brut Nature! Eccolo svelato in anteprima…”

  1. Buonasera Alberto,
    Innanzi tutto complimenti per la competenza e per il blog, è un piacere leggere i suoi articoli!
    Mi permetto di disturbatla perchè ho intenzione di acquistare qualche bottiglia di Brut Nature Roederer, l’idea è senza dubbio quella di godere di una ottima bevuta ma mi piacerebbe anche tenere qualcosa in cantina che con il tempo acquisti valore sia in termini qualitativi che economici…Le chiedo dunque quale annata risponde meglio a queste caratteristiche? La 2006 o la 2009? O meglio orientarsi su altra tipologia di champagne?
    La ringrazio anticipatamente.

    Un caro Saluto

    ADM

    1. Grazie!
      Bella domanda… Mah, una bottiglia di 2006 la prenderei perché è stata la prima annata di questo champagne, ma credo che il BN 2009 sia superiore al suo precedessore.
      Il BN di Roederer è per certi versi unico, quindi non saprei proprio cosa dirle a proposito di altri champagne…
      Il mio consiglio è: prenda quello che le piace di più, o che la incuriosisce. Ma il BN di Roederer va provato, proprio per questa sua unicità.
      Mi faccia sapere

  2. Ciao Alberto, come mai Roederer ha deciso di non vinificare il Nature 2008? vista la grande annata mi sarei aspettato di trovarlo.
    Dipende dal fatto che forse la 2008 avrebbe richiesto un minimo di dosaggio oppure dobbiamo aspettarci delle sorprese in futuro? un saluto Claudio

    1. Perché il Nature “vuole” annate di grande maturità, quindi anche acidità non troppo elevate. E non è il caso dell’annata 2008…

  3. Egregio Lupetti,

    sono un fans di Louis Roederer nonché degli champagne non dosati.
    Ho avuto modo di apprezzare, e conservare, il brut nature 2006; l’ho trovato uno champagne piacevole per un non dosato, e complesso quanto una cuveé de prestige delle migliori maison.
    Di fronte a questo 2009, avevo grandi aspettative, nutrite dall’annata 2009 e dalle sue recensioni.
    Due settimane fa ho finalmente aperto il nuovo brut nature 2009; con leggera amarezza l’ho trovato sì piacevole, forse pure troppo, ma poco complesso. Forse un po’ troppo facile, mi perdoni il termine, quasi nazional popolare . Forse è ancora troppo giovane, il 2006 arrivò in Italia a 2 anni dal dégorgement, e forse, contribuì all’eccellenza di quello champagne.
    Credo che questo 2009 abbia bisogno ancora di tempo, per sfoggiare tutto il suo potenziale.
    Mi è sembrato di bere sua maestà Cristal a pochi mesi dalla commercializzazione e dal dégorgement… beverino quanto una “gazzosa” , ma ancora privo della maturità e della grandiosità che solo il Cristal sa dare col passare degli anni ..!
    da riprovare

    1. Oddio, la cosa mi sorprende perché l’ho trovato complessivamente superiore al 2006. Forse più pronto, forse meno cerebrale, ma nel complesso superiore. Anche perché la 2009 di cui è figlio è un’ottima annata, superiore alle 2006.
      Non dubitando delle sue capacità di degustazione, l’unica spiegazione che mi viene in mente è una bottiglia non perfetta. Non dovrebbe succedere, ma è possibile. Anche da Roederer.
      Se ne ha l’occasione, la possibilità, assaggi un’altra bottiglia e mi faccia sapere!
      Sul Cristal, invece, sfonda una porta aperta: oggi inizia a essere appena ‘accettabile’ il 2000…

  4. Buongiorno Alberto,
    volevo “mettere a confronto” il Brut Nature 2009 ed il Brut Vintage 2009, per vedere le diverse espressioni dell’annata in casa Roederer.
    Vorrei chiederle un consiglio su quale bottiglia sarebbe preferibile aprire per prima e, se ha modo, qualche idea di abbinamento gastronomico per entrambe le bottiglie.
    La ringrazio e Le porgo i più sentiti auguri di buone feste.
    Antonio

    1. Beh, certamente prima il Nature. Come aperitivo ‘di lusso’, se mi passa il termine (inteso come ricchezza del vino e non come mero costo, beninteso…), mentre piatto principale per il Vintage.
      Mi faccia sapere…
      Buon Natale!

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