Champagne Leclerc Briant: attenti a quei due!

Leclerc Briant

(II PARTE)

Torniamo, come promesso in occasione della degustazione dello champagne affinato in mare, sulle novità di Leclerc Briant. E si tratta solo delle prime novità, perché l’accoppiata Frédéric Zeimett (al timone della maison) ed Hervé Jestin (chef de cave) non solo ha rilanciato questo produttore di valore, non solo gli ha impresso un primo e sensibile ‘boost’ qualitativo con il Brut Réserve, ma ha anche avviato un ambizioso progetto di lavoro appassionato che, ne sono certo, porterà i due a trasformare man mano Leclerc Briant in uno dei nomi in assoluto più interessanti del panorama champenois, potete scommetterci. Già, perché ogni anno i due ne hanno praticamente ‘combinata una’: dal 2012 a seguire, prima è nato il suddetto Brut Réserve, poi un nuovo millesimato, quindi, nel 2013, hanno dato vita a un’altra cuvée inedita. E non è certo finita. Ma questo lo vedremo in futuro!

La novità targata 2013 è un blanc de noirs prodotto con sole uve Meunier poi fermentate in barrique e ivi maturate per 10 mesi. Uve naturalmente biodinamiche e provenienti da un singolo vigneto di un ettaro a Chamery (Premier Cru della Petite Montagne), pertanto è uno champagne ‘single vineyard’ e pure un millesimato non dichiarato. Tirato a luglio 2014, ha maturato una ventina di mesi sui lieviti e non è stato dosato, come evidenziato in etichetta.

Leclerc Briant Blanc de Meuniers

Blanc de Meuniers

100% Meunier
Olfatto intenso, potente, quasi pungente tanto è ricco e vivace, ma senza mancare affatto di eleganza. È certamente fruttato, ma mai arroccato su queste note, anzi si articola via via tra la pietra bagnata, la scorza di agrumi scuri, la crema pasticcera, le spezie, la frutta secca (arachidi), sensazioni fumé, una mineralità che si fa sempre più presente e ora vira al ferroso. L’assaggio colpisce innanzitutto per l’assoluta e perfetta simmetria con il naso, quindi per la bollicina finissima e per questa gran materia che ora si è fatta da un lato levigata e tesa, dall’altro grassa e cremosa, con uno sviluppo salino e fruttato, invariabilmente fresco. Gioca più sull’ampiezza che sulla profondità, ma questa sensazione non va affatto intesa come persistenza limitata, perché, invece, questo champagne è talmente gustoso nella sua espressione fruttata e minerale da risultare quasi compulsivo nella beva. Per non parlare del fatto che è impossibile dire che sia senza dosaggio. Si colloca senza dubbio tra i migliori tre Meunier in purezza in assoluto.
Voto: 92/100

A seguire, come accade solo dai produttori mitici (Romanée-Conti o, per rimanere in Champagne, Louis Roederer) il ‘bianco’ ci viene fatto assaggiare successivamente… Si tratta, pertanto, di uno Chardonnay in purezza, non quel capolavoro che risponde al nome di La Croisette, però, bensì uno inedito che lo affiancherà. Anche in questo caso le uve sono biodinamiche e di un solo villaggio, ma stavolta questo è Grand Cru. Anzi, è uno dei più nobili Grand Cru: Cramant! Anche in questo caso la vinificazione è avvenuta in barrique con 10 mesi di élevage, quindi il tiraggio – purtroppo di sole 3.000 bottiglie! – è avvenuto a luglio 2013 e il dégorgement una trentina di mesi più tardi. Anche in questo caso si tratta di un ‘brut zéro’ e, cosa ancor più straordinaria, di uno champagne senza solfiti aggiunti.

Leclerc Briant Pure Cramant Millésime 2012

Pure Cramant Millésime 2012

100% Chardonnay
Che naso! È la Côte de Blancs, o meglio è Cramant: burroso, cremoso, profondamente segnato dalla craie (non dimenticate che Cramant significa ‘mont de craie’…) che, grazie all’assenza di dosaggio, si esprime più netta e intensa che mai. Ma è anche un naso complesso e di grande energia: frutta secca, florealità, frutta bianca, note di vaniglia fresca e di caramella mou. Anche in questo caso, la bocca è perfettamente simmetrica e si distende in profondità con souplesse, densa, vellutata, addirittura golosa, fino al lungo e intensissimo finale di craie (sembra quasi di… leccare la craie). E solo a questo punto ti rendi conto che lo champagne è uno ‘zéro’, ma non perché duro o spigoloso, no, bensì per questa vera e propria esplosione di craie. Per certi versi è un blanc de blancs atipico, mancando di quella finezza e di quella spinta acida tipica delle migliori espressioni dello Chardonnay in purezza, ma è indubbio che abbia eleganza e stoffa da vendere. E non ha il benché minimo ‘difetto’ che spesso si riscontra nei vini senza solfiti… Chapeau.
Voto: 93/100

Alla fine, Zeimett e Jestin ci fanno riassaggiare anche La Croisette, l’altro blanc de blancs di casa, quello stroico, figlio della piccola parcella (½ ettaro) poco dietro la maison. Questo champagne già ci aveva più che positivamente colpito in guida lo scorso anno con il 2012, ma devo dire che stavolta, nonostante si tratti di un 2013 (quindi di un’annata nettamente inferiore alla precedente), siamo di fronte a un capolavoro. Nonostante sia evidentemente giovane, ha quella nettezza, quel carattere ‘tagliente’ che mancava al Cramant, soprattutto è piacevolissimo: puro, pulito, scalpitante, energico, dall’acidità prorompente, arricchito nel finale da calde tostature di caffè. Frédéric Zeimett lo definisce: “un Puligny Montrachet con le bolle” e ha ragione, ma qui, oltre alla complessità, alla nobiltà, c’è una facilità di beva che travolge, coinvolge. Per me rimane al vertice della gamma Leclerc Briant e penso che possa entrare nella massima categoria (95/100)… Bravi!

(ha collaborato alle schede di degustazione Vania Valentini)

Degustazione Leclerc Briant

www.leclercbriant.fr

 

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