Il 2017 inizia alla grande: Cristal 1996 in magnum!

champagne Cristal 1996 degustazione

Bentrovati e Buon Anno! Il 2017 si prospetta come un anno più spumeggiante che mai, non foss’altro perché a brevissimo partiranno le degustazioni della nuova edizione della guida, Grandi Champagne 2018-19. Ma non solo. Vedremo…

La prima recensione dell’anno nuovo è dedicata a un grandissimo champagne, assaggiato nel corso di quell’irrinunciabile appuntamento che è ‘Le Dîner de Noël’ e addirittura in magnum. Tra l’altro, targato 1996… Un millesimo mitizzato da alcuni, soprattutto qui in Italia, ma non in Champagne, dove non è stata ritenuta una grande annata, bensì un’annata estrema. D’altronde, in tre secoli di storia dello champagne, non s’erano mai avuti quasi 11 gradi alcolici potenziali e quasi 11 g/l di acidità. Però, in pochi sono stati in grado di gestire perfettamente questa eccezionalità, in fase di vinificazione prima e di assemblaggio poi, e così se negli anni passati gli champagne del 1996 emergevano per l’acidità scalpitante, oggi, invece, per la maggior parte sono quasi ossidati e scissi, nel senso che la materia è fin troppo evoluta (per via degli 11°, veramente fuori dal comune per gli champenois), ha perso di nitidezza e freschezza, tutto ciò al fianco di un’acidità ancora nettissima che, però, sembra correre un po’ per conto proprio. E diversi grandi appassionati iniziano – finalmente e giustamente – a dubitare del valore degli champagne di questa annata e delle loro capacità di invecchiamento. Fermo restando che quei pochi 1996 ben interpretati sono oggi degli champagne d’eccezione, anche se, a detta di chi scrive, certamente inferiori ai pari etichetta di annate come la 1982, la 1985, la 1988 e la 1995, della quale non mi stancherò di lodarne la magnificenza. Soprattutto oggi, a distanza di vent’anni: un attuale confronto tra champagne del 1995 e del 1996 vede impietosamente prevalere i primi.

Louis Roederer champagne Cristal
Il Cristal è l’emblema della Louis Roederer, la concretizzazione della suo straordinario savoir-faire. O, per dirla come Lécaillon, “massima maturità di frutto su terreni calcarei: la leggerezza nella densità”. Appunto.

Ma torniamo alla 1996 e ai suoi ‘migliori’ champagne, tra i quali figura senza dubbio il Cristal. Qualche anno fa eccellente, ma non tra i migliori, mentre oggi sembra giovarsi parecchio del passare del tempo facendosi sempre più elegante ed equilibrato. Al punto da essere un 1996 veramente inusuale, per non dire fuori dagli schemi. In bottiglia, perché, invece, in magnum sembra muoversi su un piano ben diverso, certamente ed evidentemente superiore alla differenza che intercorre normalmente tra lo stesso champagne in bottiglia e magnum. Anzi, il Cristal 1996 in magnum è uno champagne particolarmente ambito sul mercato del vintage e il valore si attesta mediamente intorno ai 1.000 euro.

Del Cristal su questo sito abbiamo detto tutto e di più, quindi non mi resta che ricordare che, all’epoca, lo champagne maturava sui lieviti 5 anni in luogo dei 6 attuali. E il dosaggio era un po’ più alto…

champagne Cristal1996

Cristal 1996

55% Pinot Noir, 45% Chardonnay; dosage 11 g/l
(magnum) Naso di straordinaria freschezza, energico, brillante, al punto da mascherare la tipica cremosità di questa etichetta. È prima di tutto minerale, quindi agrumato, infine delicatamente grasso e tostato sulla nocciola. Più d’ogni altra cosa è elegantissimo. L’attacco in bocca è anch’esso straordinariamente fresco, nonché perfettamente simmetrico on il naso, rappresentandone idealmente la naturale e speculare prosecuzione. Ma l’aspetto che ti spiazza è il perfetto bilanciamento di questo champagne, tra una ricchezza che possiamo definire opulenza e un’acidità perfetta. Ecco, è proprio questo equilibrio a spiazzarti, perché l’acidità non sembra quella di un 1996: non prevale mai, ma si fonde perfettamente a dare uno sviluppo assolutamente lineare. Così l’assaggio è elegante, con un finale pulitissimo tra ritorni agrumati e minerali e una gustosa sapidità. Uno champagne perfetto, forse troppo e, paradossalmente, è questo aspetto a non spingerlo fino alla massima valutazione… Sì, come accadde con la bottiglia (meno ricca e fresca, quindi meno travolgente della magnum), avremmo voluto maggiore dinamismo. Alla cieca difficile dire sia un 1996
Voto: 98/100

 

Jean-Baptiste Lécaillon
Il grande Jean-Baptiste Lécaillon: chef de cave dal 1999, posso dire che ci regalerà Cristal ancora migliori. Ci sarà da divertirsi…

Jean-Baptiste Lécaillon, l’oramai celeberrimo chef de cave di Roederer, ci ha fatto proprio un gran regalo perché a mio avviso questa magnum di Cristal 1996 è stata la protagonista della serata. Le hanno in parte tenuto testa due champagne targati 1981, un altro Cristal e il Charlie, ma erano in bottiglia, quindi meno ricchi e sfaccettati rispetto alla regale magnum. Ma egualmente eccellenti. E in forma strepitosa. Anche perché la 1981 è stata un’annata dimenticata, pur essendo stata molto, molto interessante, con un’ottima acidità e molto ben integrata. Un’annata fredda e di piccola quantità, ma di qualità. Mentre la 1996 presterà sempre più il fianco a critiche, a parte alcuni pezzi d’opera come questo Cristal, che, però, come abbiamo visto, ha ben poco dei tratti tipici dell’annata. Forse è proprio questo il suo anno nella manica, credo per via del fatto che in Roederer le annate fanno sempre storia a sé…

Gli champagne Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da:
Sagna – tel. 011/8131632 – www.sagna.it

6 commenti su “Il 2017 inizia alla grande: Cristal 1996 in magnum!”

  1. Innanzi tutto buon anno.
    Poi sì, con la 96 spesso anche io ho beccato nasi già belli terziarizzati con bocche indietrissimo dall’acidità impazzita, annata strana.
    Secondo me c’è però chi ha fatto meglio di Roederer, da Krug che ha tirato fuori un carro armato a Salon, per me un capolavoro nel suo genere e pure il Winston l’ho preferito al Cristal.
    Per non parlare del Dom Oenotheque, bevuto recentemente e a mio parere vino semplicemente spaventoso, un mostro di eleganza.
    A proposito, anche con questo vino lei preferisce la 95 alla 96?

    1. Appunto…
      Propri questi giorni pensavo che, dopo qualche anno, devo assolutamente riassaggiare il DP OE/P2 1995… le farò sapere!

  2. Buongiorno, volevo chiederle info sul possibile valore di una Magnum Edouard Brun regalata ai miei genitori nel 98. Vi ho inviato le foto della bottiglia in questione via email.Purtroppo non vedo riportato sulla bottiglia la data. È rimasta coricata e in cantina al fresco finora.

    Grazie in anticipo

    Barbara

    1. Uno dei diversi rami della famiglia Brun ad Ay che ha dato vita a un produttore meno noto di Roger.
      Parlare di valore per le vecchie bottiglie di un piccolo produttore non è facile, però, considerando annata e formato, potrei ipotizzare un centinaio di euro.
      Ricordi, però, che la 1996 è stata anche un’annata insidiosa, quindi non è detto che lo champagne sia ancora valido (acidità sì, ma anche forte rischio di ossidazione…).

  3. Buon giorno
    Come da mail inviata Volevo sapere quanto poteva valere la bottiglia di Champagne Comtes Champagne Rose del 1966
    Grazie per un Vs gentile riscontro
    Cordiali Saluti

    Vito Dambra

    1. Ho visto la foto e la bottiglia sembra perfettamente conservata. Ottimo. Ma la cosa più clamorosa è che si tratta di una rarità in quanto il 1966 è il primo Comtes prodotto in rosa e all’epoca fu un ‘de saignée’ e non un assemblaggio come oggi!
      Il valore è di non meno di 750 euro, ma sto facendo una stima conservativa in quanto ho visto la bottiglia solo in foto…

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