Bevibilità premiante con gli champagne di Trousset-Guillemart

Trousset-Guillemart Crème Brut

Posso dire che scoprire nuovi produttori di champagne degni di nota è oggi piuttosto complicato. Quelli di valore, infatti, sono tutti già importati in Italia, o quasi, mentre eventuali sorprese positive hanno una produzione talmente piccola da essere, di fatto, inesistenti, oppure hanno ancora bisogno di mettersi a punto del tutto. A quest’ultima categoria faceva evidentemente parte Trousset-Guillemart, piccolo produttore (è un RM da circa 70.000 bottiglie annue) quel di Les Mesneux, nella cosiddetta Petite Montagne. Parlo al passato perché dalla prima volta che ho incontrato questa coppia di produttori (Jean-Philippe e sua moglie Karine) a ora, quasi due anni dopo, posso dire con piacere che sono cresciuti fino a diventare finalmente pronti a farsi apprezzare dagli appassionati. Non a caso, sta iniziando l’importazione anche in Italia…

Jean-Philippe Trousset
Jean-Philippe Trousset nella cuverie, pulitissima, moderna, efficiente. È un vigneron di lunghissima tradizione familiare che sta dimostrando di saperci fare. Ci regalerà champagne di sicuro valore negli anni a seguire…

Per maggiori dettagli e la scoperta di tutta la gamma di questo ‘vigneron indépendant’ rimando alla prossima edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, in uscita a novembre di quest’anno, ma non di prima di aver sintetizzato che si tratta di una famiglia di vigneron di Sacy con tradizione plurisecolare. Dopo decenni di conferimento delle uve alla locale cooperativa, nel 2008 Jean-Philippe e Karine danno vita alla propria realtà con un’idea di eccellenza all’insegna della modernità. Da allora, si producono circa 70.000 bottiglie l’anno ripartite su sette champagne, o meglio, cinque di cui due con dosaggio diverso. La fermentazione avviene prevalentemente in acciaio, ma il legno (barrique, tonneaux e botti) si stanno facendo sempre più largo, anche per la conservazione delle riserve, anche in Solera; la malolattica è svolta su quasi tutti i vini, ma dalla prossima vendemmia Jean-Philippe vuole progressivamente ridurla. Dopo il tiraggio, poi, gli champagne maturano sui lieviti dai circa 2 anni fino ai 5. Può sembrare poco e ne è conscio lo stesso Jean-Philippe, così, molto onestamente, confessa che in questo momento ha bisogno che i suoi champagne raggiungano presto il mercato, mentre prossimamente cercherà di passare a un minimo di 3 anni. I dosaggi, infine, sono tutti da extra-brut: tra i 6 g/l e lo 0 g/l.

etichetta
L’etichetta, disegnata da Karine, così come i cartoni, è straordinariamente ricca di informazioni: una manna per gli appassionati!

Andiamo a conoscere il classico brut sans année di Trousset-Guillemart, quindi il biglietto da visita della maison. l’icona del suo stile È basato sui vini della vendemmia 2014 più il 45% di vins de réserve delle due annate precedenti (2013 e 2012); il 10% del totale è vinificato in tonneaux. Lo champagne ha maturato 22 mesi sui lieviti prima di essere dosato a 5,6 g/l.

Crème Brut

Bottiglia Trousset-Guillemart Crème Brut50% Pinot Noir, 19% Chardonnay, 31% Meunier
Il naso dà immediatamente una nettissima sensazione di freschezza e pulizia, che rende addirittura croccante l’importante matrice fruttata, arricchita da note agrumate, erbe aromatiche e mineralità, tutti in secondo piano, ma molto ben integrati, armonici. Si avverte anche una vena dolce, sì, ma delicata, quasi a volere rendere più invitante l’espressione olfattiva. Freschezza e pulizia segnano pure il palato, che porta in evidenza l’agrume fino alla chiusura, sempre rinfrescante. È uno champagne teso, molto ma molto fresco, eccezionalmente pulito, anche equilibrato e lineare nella gustativa, al punto che lascia veramente una bella bocca. Per tutti e per tutte le occasioni, dall’aperitivo alla tavola.
Voto: 89/100

(ha collaborato alla degustazione Vania Valentini)

Gli champagne Trousset-Guillemart sono distribuiti da:
Massucco Import – tel. 0124/518555 – info@massuccoimport.it

1 commento su “Bevibilità premiante con gli champagne di Trousset-Guillemart”

  1. Buongiorno Alberto,
    Durante il mio ultimo viaggio in Champagne, ho avuto modo di provare un paio di bottiglie che ritengo molto interessanti: il blanc de noirs di Waris Hubert (degorgement nel 2016, Avize) ed il blanc de blancs Cremant di Guy Larmandier (in magnum, Vertus). Il primo l’avevo assaggiato gia lo scorso anno e mi ha subito colpito per la sua corposita e freschezza, il secondo invece mi e’ sin da subito piaciuto per la sua “cremosita”. Se ha avuto modo anche lei di provarli, mi piacerebbe avere un suo parere.

    Sante,
    Cosimo

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