Anteprima: arriva il Dom Pérignon P2 2000!

Dom Périgon P2
Il Vintage 2000, primo Dom Périgon del nuovo millennio, ritorna dopo 10 anni come Plénitude Deuxième.

Il 2017 è un anno a dir poco… spumeggiante per Dom Pérignon. Infatti, dopo il debutto ufficiale del Rosé 2005 è la volta delle altre etichette: in autunno vedremo il Vintage 2009 (anche se è arrivato in sordina in magnum, ma per le bottiglie bisogna aspettare. Com’è? Eccezionale, ma lo troverete nella prossima edizione, della guida Grandi Champagne), mentre ora arriva l’atteso P2 2000. Atteso perché il suo predecessore, P2 1998, che ha anche segnato il passaggio di nome da Œnothèque a Plénitude Deuxième, è rimasto sul mercato per tre anni. Non che la cosa ci sia dispiaciuta, per carità, perché la 1998 è un’annata che, come la 1995, si rivela sempre più alla lunga, però in molti erano curiosi di vedere cosa avrebbe tirato fuori dal cilindro Richard Geoffroy. E ha tirato fuori questo 2000, il primo Don Pérignon del nuovo millennio.

Richard Geoffroy e i Fori Imperiali a Roma
Richard Geoffroy mentre introduce la sua nuova creatura durante la presentazione ufficiale italiana, avvenuta nell’impareggiabile cornice dei Fori Imperiali di Roma.

Il lancio del P2 2000 ha visto Richard spiegare ancora una volta Dom Pérignon: “il tempo è nell’equazione Dom Pérignon, che è esso stesso un’avventura nel tempo. E il tempo è una spirale, con il passato a nutrire il futuro. Soprattutto, il tempo è attivo, è energia” e in quest’ottica si collocano le varie Plénitude di DP, la prima dopo 7-10 anni, la seconda dopo 12-15, la terza dopo almeno 25, ma solitamente dopo 30-40 anni. Quindi il passare degli anni diventa una sorta di linfa vitale per ogni assemblaggio di Dom Pérignon, che cresce, migliora, si fa più profondo e articolato. E… più fresco!

Ebbene, ora tocca al 2000, che dopo essersi mostrato come Vintage ritorna come P2

Ve lo ricordate il Vintage 2000? Fu lanciato nel 2007 (con dégorgement 2006), quindi con una minore maturazione sui lieviti rispetto al solito; era dosato a 7 g/l. Si presentava piuttosto accattivante, legato a un gran bello Chardonnay, burroso di stampo borgognone, oltre a note tostate, dolci di crema pasticcera, di lievito, di erbe aromatiche e floreali di violetta in un insieme fragrante e invitante. Al palato era pieno e molto equilibrato, cremoso, simmetrico nel riproporre le note olfattive, ma sul finale esplodeva la grande mineralità, firma della maison.

Questo all’epoca, mente oggi il Vintage 2000 appare ben più maturo al naso, anche suadente, ma pervaso da note di torrefazione, agrumi canditi, noce, ai quali, però si contrappone un palato fresco e vibrante, di intreccio fruttato e agrumato, con una gran finale minerale. Un DP in tutto e per tutto, insomma, ma interlocutorio. Forse, la maison fu costretta un po’ forzare la mano e millesimare quest’annata simbolica dopo l’eccellente Vintage 1999

Il dubbio m’è venuto, ma, alla presentazione, ecco Richard sorprendere di nuovo e confermare in parte queste ipotesi: “il 2000 era un DP un po’ sfuggente. D’altronde fu figlio di un’annata strana, con un agosto sotto tono, come accade spesso in Champagne, ma poi un tempo eccezionale a ridosso della vendemmia. Lo champagne si rivelò una sorta di Giano bifronte…”.

Dom Périgon P2 e Vintage 2000
L’annata 2000 secondo Dom Pérignon, prima (Vintage) e dopo (P2), un po’ sfuggente la prima, nonostante la sua innegabile piacevolezza, intensa e straordinariamente equilibrata la seconda. Al punto da sorprendere. E un giorno si riproporrà pure come P3…

Ma il Vintage 2000 è passato, consegnato alla storia, ha fato il suo tempo, però, nel frattempo, una parte delle bottiglie è rimasta a maturare in cantina sui lieviti, con queste chiuse con il tappo di sughero (bouchon liège), Otto anni in più, per un totale di 13 (dégorgement 2014), e, dopo essere state degorgiate a mano e verificate una ad una da un enologo dello staff di Richard, sono state dosate a 4,5 g/l. Ecco, allora, P2 2000!

Bottiglia degustazione Dom Périgon P2

P2 2000

49% Pinot Noir, 51% Chardonnay
Mi perdonerete, ma per i dettagli di questo champagne vi rimando alla prossima edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne. Non prima di avervi detto, però, che ha un’eleganza pazzesca e un’intensità magnifica nel rivelare i tipici canoni stilistici di Dom Pérignon. In uno scambio di opinioni con Lorenzo Ruggeri del Gambero Rosso abbiamo convenuto che non si può dire se sia meglio o peggio del P2 1998, è… diverso (vivaddio!). Il P2 1998 è più netto, complesso, profondo, questo P2 2000 leggiadro, raffinato, spiazzante nella freschezza. Dal 1998 ti aspetti una prestazione simile, maiuscola, dal 2000 no ed è proprio questa la sua forza: aver travalicato l’annata. Quindi, alla fin fine, sono sullo stesso piano, qualitativamente parlando.

Richard a proposito del P2 2000: “è intensità, esaltazione dello stile DP, soprattutto è equilibrio. O meglio, è ‘insolenza dell’armonia’… Già, perché ti getta in faccia questa armonia: prima sembra danzare sulle punte, poi ti avvolge”. Appunto…
Voto: 97/100

Richard Geoffroy e i Fori Imperiali a Roma
Richard Geoffroy e la sua creatura. Che rappresenta il secondo, nuovo DP lanciato quest’anno. E non è ancora finita. Insomma, un vero superlavoro per il mitico chef de cave…

Ah, volete sapere che fine ha fatto l’eventuale P2 1999? Ve lo svelerò presto!

Gli champagne Dom Pérignon sono distribuiti in esclusiva da:
Moët-Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

9 commenti su “Anteprima: arriva il Dom Pérignon P2 2000!”

    1. Esatto! Come avvenuto con altri top champagne, sarà presentato prima il 2009 e successivamente (probabilmente fine del prossimo anno) il 2008.
      Saluti

  1. Buonasera Sig. Lupetti,
    le chiedo se può darmi informazioni riguardo una produzione molto limitata (solo 99 esemplari per l’Italia) di Dom Perignon 1999 P2.
    Grazie

    1. Esatto, solo 99 bottiglie per l’Italia, arrivate in ordine e… già sold-out!
      Spero di fare presto un articolo sul P2 1999, ancora un po’ di pazienza…

  2. Buongiorno signor Lupetti.dopo una lunghissima ricerca sono riuscito a trovare il vostro libro.veramente ben fatto,e intuitivo.anche per uno alle prime armi come me
    Saluti

  3. Salve ,

    ho messo le mani su una bottiglia p2 1999 , sa dirmi qualcosa a riguardo ? Online non c’è molto e so di veramente poche persone che sono riuscite ad assaggiarla.

    Grazie per il suo tempo.

    1. È una rarità, arrivata in Italia a quantità a dir poco irrisoria. Di fatto non esiste, per questo non ne ho ancora parlato…
      Beh, DP non solo riesce molto bene nelle annata calde, ma già ‘l’originale’ del 1999 era un bellissimo champagne. Il P2, con la sua prolungata maturazione sui lieviti, ha non solo una maggiore freschezza, impensabile per uno champagne del 1999 oggi, ma ha anche permesso al vino di equilibrare la sua trama esaltandone l’espressività. Sono sfumature, ma mi sembra anche in leggero vantaggio rispetto all’attuale P2 2000…
      Bel colpo!

      1. La ringrazio moltissimo ! Pensavo d’essere infatti di fronte ad una rarità e ho pensato bene di approfittarne.

        Comunque leggo sempre i suoi articoli con vivo interesse. Spero ne faccia uno anche su questa bottiglia presto!

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