Il Ruinart che non conoscete

Champagne “R” de Ruinart 2009

Lo dico subito: lo champagne che vado a presentare non è importato in Italia e non lo è mai stato. Non so perché, ma è così da sempre per una precisa scelta della stessa maison. Però, poiché mi sembra giusto raccontare, anche solo a livello di curiosità, le varie sfaccettature del panorama champenoise, eccolo qua. Anche perché non lo troverete, per ovvi motivi, nella prossima edizione della guida Grandi Champagne, dove invece sarà recensita la gamma attualmente sul mercato e… pure una sorpresa in anteprima. Prossima edizione che, lo ricordo, è in promozione come Limited Edition fino al 5 agosto…

Frédéric Panaïotis
Lo champenois Frédéric Panaïotis chef de cave di Ruinart. Ritenuto tra i più talentuosi della sua categoria, vanta una lunga esperienza da Veuve Clicquot.

Tornando a questo champagne targato Ruinart, si tratta della versione Millésime del “R” de Ruinart, quindi va a proporsi come il classico millesimato dell’antichissima (è la più antica di tutte: 1 settembre 1729) maison di Reims. Non si tratta della versione millesimata del sans année, bensì di un assemblaggio ben diverso, che non contempla affatto il Meunier e vede le uve selezionate in villaggi classificati Grand e Premier Cru delle sole Montagne de Reims e Côte des Blancs. Per quanto riguarda l’annata 2009, è stata una gran bell’annata (accomunabile, ma per qualcuno addirittura superiore alla ‘simile’ 1989…), con un’estate particolarmente torrida (la più calda della decade) e una piovosità ridotta (-8% rispetto alla media). Uve molto sane e ricche, vendemmiate dal 10 settembre. Alcol potenziale pari a 10,3° e più che buona acidità a 7,5 g/l.

Come da tradizione Ruinart, le uve sono vinificate in acciaio con svolgimento della malolattica, mentre, dopo il tiraggio, lo champagne ha maturato 6 anni sui lieviti prima di essere dosato basso, a 5,5 g/l (extra-brut).

“R” de Ruinart 2009

Ruinart 2009, bottiglia51%Pinot Noir, 49% Chardonnay
Bellissimo naso, accattivante, fresco, vivace, brillante, pulitissimo, raffinato, animato da una nettissima mineralità quasi da polvere pirica, quindi floreale, fruttato (pera), oltre a qualche spunto fumé e un fondo di frutta secca che dona un certo grasso spessore. Appare solido, ma senza dubbio elegante. Bocca succosa e insolitamente (per l’annata) fresca, densa ma affusolata, scorrevolissima, disegnata ora da un frutto che s’è fatto scuro e spezie, completata da un finale pulitissimo e delicatamente agrumato. Champagne di grandissimo equilibrio, addirittura cesellato, assolutamente piacevole e, cosa non facile, lo è tanto per gli appassionati quanto per il grande pubblico.
Voto: 92/100

 

Tappo Ruinart

Uno champagne veramente bello, ottimo ‘rappresentate’ dello stile Ruinart, soprattutto di una piacevolezza e una bevibilità encomiabili. Per non parlare del fatto che è una gran bella interpretazione di quella che si rivela sempre più come una grande annata…

Gli champagne Ruinart sono distribuiti in esclusiva da:
Moët-Hennessy Italia – tel. 02/6714111 – www.moethennessy.it

5 commenti su “Il Ruinart che non conoscete”

  1. Illustre Alberto salve, io a dire il vero circa sei anni fa ho trovato dalle mie parti due bottiglie di Ruinart R 1993….eccellenti! Aspettando con ansia la guida….a presto.

  2. Vorrei segnalarvi l’ottimo sito Enviedechamp.com , dove potete trovare questa bottiglia a meno di 60€. Inoltre il sito ha un ottimo assortimento di altre produzioni a prezzi davvero concorrenziali.
    un saluto

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