Una grande annata secondo Pascal Agrapart

Etichetta Champagne Agrapart millesimo 1990

Ci sono nomi in champagne che hanno acquisito una tale fama, persino un’aurea mitica, che non hanno certo bisogno di presentazioni. Uno di questi è senza dubbio Pascal Agrapart, “le pape du Chardonnay” per il suo amico Fabrice Gass, un produttore d’eccezione per chi scrive, ma anche uno del ‘terzetto magico’ di Avize, insieme ad Anselme Selosse ed Erick De Sousa. Ecco, i tre hanno stili profondamente diversi nell’interpretare lo Chardonnay, ma sono tutti e tre dei veri geni.

Pascal Agrapart
Il grande Pascal Agrapart nella sua cantina. Oggi i suoi champagne sono vini di culto e dalla sua Avize è emerso prepotente diventando un riferimento per tutta la Champagne.

Comunque, tornando a Pascal Agrapart, la sua fama è tale che oramai riuscire a ottenere le sue bottiglie è quasi un’impresa, soprattutto in Italia: lo stesso importatore Pietro Pellegrini si lamentava del fatto che oramai sia costretto a distribuire le bottiglie ‘in assegnazione’, mentre lo stesso Marco Dallabona mi raccontava giusto due giorni fa di come avesse dovuto fare letteralmente i salti mortali per avere tre – e dico tre! – bottiglie di Minéral! A proposito di Minéral, si tratta forse dello champagne più rappresentativo per Agrapart e per la sua visione dello Chardonnay nella Côte des Blancs, visto che è frutto delle vigne più vecchie di Avize e Cramant, nello specifico i lieux-dits ‘Le Champ Bouton’ ‘Bionnes’, siti su suoli particolarmente calcarei, “poveri e drenanti” per Pascal. Dopo la pressatura nella classica Coquard, le uve sono poi fermentate per la metà in cuve e per la metà in tonneaux, con successivo svolgimento della malolattica. Dopo l’élevage, lo champagne viene tirato nel mese di maggio e poi matura sui lieviti per 5 anni. Il dosaggio è sempre stato basso, da extra-brut, ma è passato dai 5 g/l di qualche anno fa agli attuali 3 g/l.

Parlo del Minéral perché recentemente siamo stati da Agrapart per assaggiare in anteprima le nuove annate per la prossima edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, ebbene, al termine, Pascal ci ha fatto assaggiare una vecchia annata della sua vinothèque, una vecchia annata proprio di Minéral

Pascal Agrapart, Fabrice Gass e Alberto Lupetti
Un momento della degustazione: Pascal Agrapart, il suo amico Fabrice Gass (Alexandre Filaine) e, al centro, il sottoscritto.

Minéral 1990

Bottiglie in degustazione Agrapart & Fils100% Chardonnay
dég. sett. 2002 – Ma che fascino ha il grande Chardonnay quando invecchia! Già, perché siamo di fronte a un naso d’eccezione, ricchissimo e non meno affascinante, fatto di tanta torrefazione, poi note di zabaione, grassezze di burro, pure il caramello, il sottobosco e poi una mineralità pietrosa molto profonda. Il tutto a fronte di un’espressione di grande complessità che è compatta ma non concentrata, assolutamente integra, e, incredibilmente, ancora in piena evoluzione. Bocca elegante, levigata, freschissima, con una leggerezza impensabile per l’annata. Ha tensione e gusto (tra note fungine e mineralità ora di craie), è perfino golosa e va a chiudere con tanta sapidità. Un 1990 per certi versi insolito, ma un 1990 senza dubbio bellissimo…
Voto: 96/100

(ha collaborato alla degustazione Vania Valentini)

Momento della degustazione Agrapart

Gli champagne Agrapart sono distribuiti in esclusiva da:
Pellegrini – tel. 035/781010 – www.pellegrinispa.net

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