Cristal: crescita travolgente con Jean-Baptiste Lécaillon

Momento della degustazione Cristal, tappi e gabbiette

Il 23 giugno scorso, il giorno dopo un grande evento nella sede della maison, mi trovavo alla Roederer per una degustazione insieme allo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon a tema Cristal. Gli avevo detto tempo prima come continuassi a preferire, almeno allo stato attuale delle cose, il 2007 al 2009 e gli avevo chiesto se avesse voglia di riassaggiarli insieme. Beh…detto fatto e, siccome Jean-Baptiste è un amico, non solo me li fa riassaggiare, ma me li fa riassaggiare pure come Rosé e, tanto per non farsi mancare nulla, ci rimette in mezzo anche il 2008, che uscirà l’anno prossimo, ma troverete come anteprima esclusiva già nella prossima edizione della guida Grandi Champagne. Quindi, non me ne vogliate, ma non ve lo racconterò…

Jean-Baptiste Lécaillon, chef de cave Louis Roederer
Jean-Baptiste Lécaillon, chef de cave di Louis Roederer. Non è azzardato dire che lui la maison ha compiuto non uno ma due passi in avanti! E ogni degustazione con lui è un’esperienza formativa di valore incommensurabile.

Invece, come detto, vi racconterò del Cristal 2007 e del Cristal 2009, in questa puntata nella versione per così dire tradizionale, quindi bianca, rimandando a una successiva i Rosé. Però, prima di passare ai due Cristal, ecco l’ennesima lezione di Jean-Baptiste (ogni volta che lo vedo imparo qualcosa…). Fino alla fine degli anni ‘60, diciamo fino alla vendemmia 1969, la Champagne faceva vini molto territoriali per via del lavoro naturale sui suoli e della decisione di iniziare vendemmia legata unicamente all’assaggio dei grappoli in vigna. Per tutta la decade successiva s’è beneficiato ancora del lavoro fatto dai vecchi champenois in vigna, ma le cose stavano cambiando: arrivano gli erbicidi, arriva la chimica, crescono le rese, si inizia a guardare alle analisi. Quindi negli anni ‘80 è iniziato il ‘periodo buio’… Obietto, però, a Jean-Baptiste, che in quel periodo abbiamo avuto champagne magnifici come 1982, 1985, 1988 e lui mi risponde che è vero, ma 1) all’epoca i millesimati nascevano solo nelle annate veramente eccezionali, 2) se ne producevano poche bottiglie: i millesimati erano veramente vini di selezione e 3) erano per lo più frutto di vecchie vigne, ancora di selezione massale fatta dai vecchi. E mi dice che per lui champagne del 1988 e del 1990 sono sì grandi, ma non sono “vins de profondeur”. Per Jean-Baptiste è il Cristal 2008 il primo vino tornato agli anni ‘60, per modo di gestire la vigna, per espressione territoriale, per modo di decidere la vendemmia, oltre che per andamento climatico, ovviamente. Uno “champagne de sol”, insomma. Ricordando però che il terroir senza l’uomo è nulla e questo in molti sembrano averlo dimenticato. Quindi, il Cristal 2008 è clima, terroir e uomo ai massimi: la perfezione.

Ma, come detto, non è questa la sede per parlare del 2008, avanti, quindi, con Cristal 2007 e 2009!

 

bottiglia degustazione cristal 2007

Cristal 2007

58% Pinot Noir, 42% Chardonnay; 25% legno, no malo, dosage 9 g/l

Per Lécaillon, nonostante l’assemblaggio dica il contrario, questo Cristal è molto legato al carattere dello Chardonnay per via dell’annata e ha molto acido malico, da cui questa sensazione di grandissima freschezza.

Il primo naso quasi mi spiazza, per via di un tocco maturo (tra note grigliate e di miele) che man mano lasciano il posto a una nettissima mineralità di craie e agrumi, con questi ultimi che crescono verso la crema al limone. Un naso in progressione, dunque, che arriva a farsi addirittura goloso. Ma è la bocca a colpire e rivelare definitivamente il valore di questo champagne: tesa, energica, precisa, ancora legata a una trama di craie e agrumi, freschissima. E si distende così, succosa e sapida, ricca e infinita nella sua lunghezza, tanto che ne berresti… “un camion” per parafrasare Marco Dallabona della Stella d’Oro. Eccezionale. L’avevo detto…
Voto: 97/100

 

bottiglia degustazione cristal 2009

Cristal 2009

60% Pinot Noir, 40% Chardonnay; 25% legno, no malo, dosage 8 g/l

Per Lécaillon una grande annata, nella quale “è stato facile fare il Cristal”, un’annata che ha visto esaltarsi il carattere del Pinot Noir.

Naso certamente identificativo dell’etichetta, ma molto fruttato, comprese le sue naturali dolcezze. È rotondo e s’è fatto molto accattivante, per non dire proprio attraente. Ha grassezze di nocciola e tostature. La bocca dà la netta impressione di un vino ancora da completarsi, essendo ancora un po’ contratta, quasi frenata. Sì, ha più nobiltà e ricchezza del 2007, certamente maggiore polpa, ma ha ancora bisogno di tempo; non a caso, per Lécaillon è il Pinot di Verzenay a necessitare di una lunga maturazione. Il tutto fremo restando che l’assaggio tradisce un gran bel Cristal, compatto nella materia, fresco, al punto da non sembrare proprio figlio di un’annata calda…
Voto: 96/100

 

Momento della degustazione Cristal 2007 e 2009
In realtà i Cristal erano tre: 2007, 2008 e 2009, una mini verticale. Ma, come detto, non è questa la sede per andare a scoprire il prossimo Cristal 2008…

Confermati i punteggi di Grandi Champagne 2016-17 e dell’anteprima di questo sito rispettivamente, quindi con il Cristal 2007 ancora avanti al 2009. In questo periodo di tempo, ma alla lunga sono d’accordo con Jean-Baptiste che il 2009 sarà superiore, visto anche che al momento dell’assaggio aveva una maturazione post-dégorgement (fondamentale per il Cristal) inferiore rispetto al 2007 e questo per lo chef de cave non è un aspetto da trascurare Ma non è una mera questione di numeri, perché oggi la fresca tensione, la progressione fine e ‘stretta’, la verticalità minerale del 2007 lo rendono veramente piacevole. E una serata Roederer organizzata a maggio in quello splendido posto che risponde al nome di Le Dune a Porto Cesareo (LE) ha confermato tutto ciò: i partecipanti hanno preferito il Cristal 2007 al 2009.

Quindi, per concludere: godete ora il Cristal 2007 e lasciate ancora in cantina il Cristal 2009!

Gli champagne Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da:
Sagna – tel. 011/8131632 – www.sagna.it

3 commenti su “Cristal: crescita travolgente con Jean-Baptiste Lécaillon”

  1. Ciao Alberto, visto che l’annata 2008 é stata ottima e da quel che ho potuto capire il cristal sarà eccezionale, consiglia anche di prenderne alcune bottiglie come investimento da tenere in cantina per alcuni anni? Grazie e buona serata.

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