Bollinger e il… rosé ‘diverso’

Bollinger Rosé 2006 degustazione

Nonostante la marcia di avvicinamento all’uscita della nuova edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne prosegua spedita, sono necessarie ancora alcune settimane di pazienza, ma, senza proclami e sparate, siamo sicuri che alla fine questa quarta edizione lascerà il segno. Anche se, ovviamente, poi sarete voi lettori a confermarlo o meno…

Ma veniamo allo champagne di oggi, che, però, non viene direttamente dalle degustazioni della guida. O meglio, l’abbiamo assaggiato in anteprima presso la maison, in occasione di una super anteprima riservata a Grandi Champagne, ma ne parliamo solo ora e qui su LeMieBollicine a seguito del lancio ufficiale che Meregalli ha riservato ai professionisti del settore la scorsa settimana. Avrete intuito che stiamo parlando di Bollinger e di un suo champagne molto particolare, il Rosé 2006, che sarà proposto esclusivamente come Limited Edition. È solo la terza volta che accade una cosa del genere (dopo 2003 by Bollinger e Spectre 2009), ma è la prima volta che accade con un rosé! E la cosa assume ancor maggiore valore quando si ricorda che, finché è stata in vita M.me Bollinger, in maison non si poteva neanche parlare di rosé! A ogni modo, in seno a La Grande Année in molti si aspettavano l’annata 2006 dopo la 2005, invece la maison è passata direttamente all’inusuale (ma vincente…) 2007, che ha già debuttato in bianco e a brevissimo lo farà pure in rosa: inutile dire che entrambi sono in Grandi Champagne 2018-19… In questo in Bollinger sono stati bravi a tenere il segreto ben custodito fino all’ultimo, nonostante le mie insistenze: a marzo 2016, durante una delle periodiche visite, avevo scoperto in cantina bottiglie codificate ‘GAR06’, che sta ovviamente per ‘Grande Année 2006’, e lo stesso codice l’ho ritrovato nella tabella delle lavorazioni in cantina (“il nostro Excel…”, scherza Gilles Descôtes). Beh, ne ho chiesto conto allo stesso chef de cave, ma è stato abilissimo a sviare la domanda…

Gilles Descôtes
Lo chef de cave Gilles Descôtes ci mostra la tabella delle lavorazioni in cantina: anche questa testimonia il valore della tradizione in Bollinger. Ma, guardando bene, poco sotto la metà, si scopre ‘GAR06’, ovvero quello champagne nato come La Grande Année 2006 ma poi diventato Rosé 2006 Limited Edition. All’epoca della foto (marzo 2016) le bottiglie erano appena state messe ‘sur pointe’ dopo il remuage…

Oggi sappiamo che quel 2006 era effettivamente nato come La Grande Année Rosé, ma poi in Bollinger devono aver cambiato idea in corso d’opera… Forse all’assaggio non hanno trovato quell’incisività tipica dell’etichetta, forse non hanno ritenuto opportuno uscire con una LGA Rosé 2006 (invece non esiste alcuna LGA 2006 in bianco, in nessuna forma…) al fianco della 2007 bianca e poi far debuttare pure LGA Rosé 2007 dopo poco, oppure, molto più probabilmente, hanno voluto ‘fotografare’ un’annata molto (troppo?) particolare (prima molto fredda, poi molto calda) attraverso uno champagne anch’esso molto particolare, anche alla luce di una produzione nettamente inferiore alla media. Ecco, dunque, Rosé 2006 Limited Edition, fatto di uve di soli 9 Cru (Grand e Premier, tra cui Aÿ e Verzenay per il Pinot), poi fermentate in legno come tradizione della maison e, infine, aggiunte di vino rosso del celebre vigneto Côte aux Enfants prima del tiraggio e di ben 10 anni sui lieviti. Per questo Rosé 2006, infine, è stato scelto un dosaggio di 6 g/l.

controetichetta del Rosé 2006
A differenza del solito, la controetichetta del Rosé 2006 è più avara di informazioni, limitandosi di fatto al solo assemblaggio.

Bollinger Rosé 2006 degustazione

Rosé 2006

72% Pinot Noir, di cui il 7% in rosso, 28% Chardonnay
dég. apr. 2017 – Il colore veramente affascinante conduce a un naso denso, fitto, ma animato da un’esuberante freschezza, quasi inusuale per l’annata, fatta di note agrumate che virano man mano verso tutte le declinazioni del sottobosco, dal fungo al muschio, fino al tartufo e, successivamente, su una sottile mineralità scura, ferrosa. Sorprende per diversi aspetti, perché è effettivamente un po’ fuori dal tipico solco de La Grande Année Rosé, perché non sembra aver ‘sofferto’ il calore dell’annata, perché è legato a questa freschezza agrumata, ma il risultato è molto gustoso già al solo esame olfattivo. Al palato continua a sorprendere per questa freschezza, ampia e vibrante, che rende il vino di una ‘leggerezza’ spiazzante. Ecco, in questo si ha l’impressione di come se la maison abbia voluto addomesticare l’annata, particolarmente calda, e rendere così il vino leggiadro e assolutamente bevibile. In tal senso, c’è riuscita, eccome se c’è riuscita! Già, perché lo champagne si rivela leggero senza essere semplice, quindi è sfaccettato ma dal ricamo sofisticato, è stratificato ma sempre sottile, minuto. Insomma, uno champagne dall’atteggiamento dolce, suadente, ma dall’insospettabile freschezza e vivacità. Buonissimo già ora da solo, potrebbe rivelarsi perfetto a tavola: con risotto al profumo di arancio con gamberi di Mazara del Vallo.
Voto: 93/100

(ha collaborato alla scheda di degustazione Vania Valentini)

Confezione inedita Bollinger Rosé
L’inedito Rosé 2006 Limited Edition con la sua particolarissima confezione.

Non è finita, perché c’è un’altra ‘prima volta’ per Bollinger, la confezione. Sì, è vero che tutte le edizioni speciali passate hanno avuto un packaging esclusivo, ma mai come quello sviluppato per il Rosé 2006: si ispira al Mashrabiyya (la griglia utilizzata nell’architettura tradizionale dei paesi arabi) per creare giochi di trasparenze e di riflessi rosa che sottolineano la preziosità di questa nuova creazione della maison di Aÿ. Una bella sorpresa finale è il prezzo, che sarà ben inferiore a quello de La Grande Année Rosé.

Gli champagne Bollinger sono distribuiti in esclusiva da:
Meregalli Giuseppe – tel. 039/2301980 – www.meregalli.it

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