La mia esperienza a Modena Champagne Experience 2017

 

modena champagne experience 2017

È vero. È stato un delirio. È stata una manifestazione che ha riunito in uno spazio limitato, seppur ordinato e luminoso come il Forum Monzani a Modena, una miriade di appassionati e professionisti. Nonostante i biglietti fossero esauriti da tempo. È stata difficoltosa l’apertura, la gestione delle persone in entrata (un solo ingresso per tutti, espositori compresi…), la suddivisione per ruoli, la distribuzione dei calici. Ed è stato, ovviamente, faticoso degustare le etichette più blasonate: la ressa era inevitabile.

Tuttavia, lasciatemelo dire: quanto è stata bella, Modena Champagne Experience! Quanto è stato emozionante avere, sotto lo stesso tetto, centinaia di champagne e poterli assaggiare tutti, in successione, per area di produzione.

Entusiasmante incontrare Réol Beaufort, figlio del grande Jacques, instancabile mentre serve i presenti; allo stesso modo, ma al piano di sopra, il timido Erick de Sousa che, sempre sorridente, abbraccia gli appassionati in attesa di una foto; infine, un sorprendente Jean-Hervé Chiquet, mentre ‘si difende’, divertito, dall’assedio degli estimatori. Forse, son proprio i francesi quelli che si son lamentati di meno e forse, anche in questo, avremmo da imparare.

Il vino più famoso al mondo, servito e raccontato da loro, assume tutto un altro significato e chi è spesso in terra di Champagne questo lo sa bene. Tuttavia, laddove non era presente il produttore in persona, i Sommelier AIS sono riusciti in modo professionale ed esaustivo a trasmettere l’anima dello stesso, con entusiasmo, trasparenza ma soprattutto grande rispetto. Le temperature quasi sempre perfette, il vino che non mancava mai, la cortesia e la disponibilità, nonostante le condizioni, sempre presenti.

Dal punto di vista dell’afflusso, e nonostante i biglietti fossero a pagamento, la manifestazione ha registrato un successo eccezionale. D’altronde, lo champagne attira…

La manifestazione ha dato la possibilità di confrontare, nello stesso giorno e nello stesso spazio, la grande maison e il recoltant manipulant, lo champagne di Reims e quello di Montgueux, per non parlare dell’opportunità di imbattersi nei famosi vigneron, dalle mani dure, segnate dal freddo e dalla vigna, che instancabili e premurosi servivano i loro vini. E poi incontrarsi, salutarsi, conoscersi di persona… tutto ciò che rende ogni manifestazione di questo tipo quel luogo magico in cui tutto finalmente si contestualizza, l’etichetta si fa sorso, il nome diventa volto.

Quando si parla di champagne, si alza la soglia dell’attenzione e il fatto che si parlasse di champagne in terra emiliana, credo abbia assunto un significato ancor più importante. Gli emiliani sono gente umile e semplice, si sa; per loro è stato un onore avere la possibilità di ospitare i ‘cugini’ francesi e coccolarli con quello che meglio sanno fare al mondo: i salumi e la cucina.

È stata una manifestazione genuina, concepita da un’idea eccezionale ma soprattutto nobile, da parte di un Club Excellence (un’associazione che oggi riunisce una dozzina di importatori, tra cui nomi del calibro di Balan, Cuzziol, Meregalli, Pellegrini, Sagna, Sarzi Amadè, per citarne alcuni), che ha avuto il coraggio di guardare oltre e coinvolgere in questo progetto anche altri importatori non presenti nel Club, da alcuni noti e affermati (Philarmonica) ad altri molto piccoli e giovani (Massucco Import). L’unico scopo, infatti, era riunire appassionati e addetti ai lavori intorno a un unico tema, lo Champagne. Esempio concreto del tanto celebrato ‘spirito di gruppo’ e chissà che non serva da stimolo a tanti altri.

Un’idea eccellente, dunque, il cui debutto, però, ha pagato ovviamente il prezzo dell’inesperienza e ha evidenziato delle criticità, anche se non peggiori di altre manifestazioni importanti che, nonostante una storia di anni, queste criticità non le hanno mai risolte. La sensazione, paradossalmente, è che si sia sottovalutata un’iniziativa sì geniale, ma dalla risposta prevedibile. Mancava, infatti, in Italia, in un parterre fin troppo ampio di manifestazioni legate al vino, un evento dedicato solo e interamente alle bollicine d’Oltralpe.

È stato concepito qualcosa di unico e magico in questi luoghi e certamente, facendo tesoro degli errori commessi, si farà meglio la prossima edizione, perché una manifestazione così non deve mancare più in Italia e perché oggi, ci sentiamo tutti un po’ più vicini alla Champagne.

Massimo Sagna
Massimo Sagna, presidente del Club Excellence, giustamente soddisfatto durante la manifestazione…

E, alla fin fine, ecco i miei dieci assaggi della mia Modena Champagne Experience 2017, quelli che mi hanno colpito maggiormente. Ne riporto le impressioni, senza punteggi, in ordine casuale…

 

Françoise Bedel

Origin’elle

75% Meunier, 15% Pinot Noir, 15% Chardonnay
Liquido di straordinaria freschezza, ricchezza, sapore e indubbia vibrazione, nonché di smisurata eleganza ma soprattutto, reattivo, luminoso e pervaso da una meravigliosa purezza territoriale.

www.sarziamade.it

champagne andre beaufort

André Beaufort

Grand Cru Millesimé 2003

90% Pinot Noir, 10% Chardonnay
Un 2003 che qui esprime tutto il suo carattere caldo, sensuale: tisana, fiori gialli, vaniglia, pepe bianco, metallo. Infine, un olfatto potente e un sorso carnoso, saporito, dalla mineralità pietrosa e inaspettatamente freschissimo.

www.soavino.com

 

Bruno Paillard

Brut Cuvée 72*

45% Pinot Noir, 33% Chardonnay, 22% Meunier
È il terroir della Champagne che parla, che grida tutta la sua forza e nobiltà. Un ingresso al palato risoluto e avvolgente, un centro bocca di grande compostezza espressiva e un finale sapido, lunghissimo e dalle molteplici sfaccettature. Appassionante.

www.cuzziolgrandivini.it

 

 

Agrapart & Fils

Terroirs*

100% Chardonnay
Una materia prima sensazionale, ma soprattutto un’estrema abilità nel gestirla. Un sorso dalla compostezza espressiva magistrale che, insieme all’intensità, allo slancio e alla progressione, regala un piccolo capolavoro da bere adesso.

www.pellegrinispa.net

 

 

trousset

Trousset-Guillemart

Blanc Pour Chardonnay Anna T.*

100% Chardonnay
Un blanc de blancs puro, elegante, leggiadro, con ricordi fruttati e sensazioni di roccia bianca. Poi agrumi e un fresco burro di montagna che ritorna nel sorso, ampio, avvolgente, dal finale salino e lunghissimo. Raffinato e carezzevole.

www.massuccoimport.it

 

 

Pouillon

Les Blanchiens 1er Cru*

50% Chardonnay, 50% Pinot Noir
Spessore, profondità, uno champagne vinoso e di volume, ma che riesce a sfoderare eleganza e freschezza senza indugio, dal finale interminabile sui ritorni burrosi e salini. La struttura del Pinot che incontra l’eleganza e la luminosità dello Chardonnay… cito Veronelli: un matrimonio d’amore.

www.pellegrinispa.net

 

 

Pol Roger

Vintage 2008*

60% Pinot Noir, 50% Chardonnay
Un olfatto costruito con mano virtuosa, dalla grande intensità e profondità, corroborato da una sontuosa mineralità. Sorso splendido nel disegno, denso, slanciato, ti tiene incollato al calice. Diventerà grandissimo.

www.compagniadelvino.com

 

de sousa champagne

De Sousa

Cuvée des Caudalies

100% Chardonnay
Quest’uomo timido e riservato (ma dal grande cuore), riesce ogni volta a stupirci con champagne di incredibile eleganza, eccellente precisione, impeccabile distribuzione al palato, ma, soprattutto, sono champagne che fanno emergere come nessun altro quel ricamo gessoso/minerale che appartiene alla sua terra. Bravo Erick!

www.sarziamade.it

 

louis roederer

Louis Roederer

Brut Nature 2009

55% Pinot Noir, 20% Chardonnay, 25% Meunier
Non poteva mancare. Quintessenziale nello stile e dal talento evolutivo fuori dal comune, qui il Pinot Noir dona densità e progressione mentre lo Chardonnay, esaltato dall’assenza di dosaggio, elargisce quell’eleganza ormai distintiva della maison. Lasciatelo invecchiare un po’…

www.sagna.it

 

 

Jacquesson

Cuvée 736 D.T.

29% Pinot Noir, 53% Chardonnay, 18% Meunier
Jean-Hervé ha dato una piccola lezione di vita a tutti noi. Sorridente, collocato nel punto forse più caldo e angusto della manifestazione, ha continuato, fino alla chiusura, imperterrito a servire il suo vino, armato di un dolce sorriso e grande umiltà. Detto questo, il suo 736 D.T. si conferma ancora una volta tra i migliori della serie 700: pasticceria, fiori, frutta secca e roccia di mare, per un sorso che è un vero capolavoro. Semplicemente, buono da morirci.

www.pellegrinispa.net

*= champagne recensito nel dettaglio in Grandi Champagne 2018-19

Vanta Valentini, Bruno Paillard e Ruben Larentis
L’autrice dell’articolo, stanca ma sorridente, insieme a Bruno Paillard e Ruben Larentis, ‘chef de cave’ di Ferrari.

www.clubexcellence.it

15 commenti su “La mia esperienza a Modena Champagne Experience 2017”

  1. Buongiorno Alberto,
    avrei un paio di domande da porle quando ha un attimo di tempo.
    La prima riguarda l’abbinamento di uno champagne con dei tortellini freschi al brodo di cappone, cosa consiglia?
    Quanto alla seconda, vorrei il suo pensiero in merito al Deutz Rosè 2012, come lo valuta? Se volessimo fare un piccolo e singolare “raffronto” con il V.C. Rosè 2008, con tutti i distinguo del caso, come li posizionerebbe sul podio?
    Grazie e un cordiale saluto

      1. Ha ragione, ma con la chiusura della guida sono stato a dir poco nel caos…
        Dell’abbinamento con i tortellini (o anolini) in voro se ne parlava con il grande Marco Dallabona (Stella d’Oro a Soragna): ebbene, eravamo orientati su blanc de blancs piuttosto secchi.
        Il Rosé 2012 di Deutz? Eccellente, come i suoi predecessori (è un’etichetta particolarmente fortunata), ma per i dettagli… la devo rimandare alla nuova edizione della guida!

  2. Ciao, concordo con te al 100%, bellissima manifestazione, che ha sofferto di qualche piccolo errore di gioventù. Se si rifarà, sarò presente sicuramente. Emozionante farsi servire lo champagne dal produttore stesso.

    1. Grazie Claudio, davvero felice che ti sia piaciuta e che tornerai. Credo proprio si rifarà! O perlomeno, io lo spero vivamente. A presto, Vania

  3. Concordo pienamente! Modena Champagne Experience ha dato l’opportunità a tanti professionisti di accedere ad un parterre incredibile di produttori e cuvée, e questo è un merito indiscutibile che va riconosciuto agli organizzatori che hanno saputo attirare così tante Maison ed RM collaborando col Club Excellence. Quindi meravigliosa, nonostante la ressa (prevedibile) che però non ha privato di valore l’evento.

  4. Per prima cosa vi faccio i complimenti per questo bellissimo sito, ottimo per chi, come me, ha da poco cominciato ad approfondire il mondo champagne. Anch’io ero a Modena e nonostante la più che prevedibile ressa, è stata davvero un’ottima iniziativa, speriamo sia la prima di una lunga serie. Sono rimasto molto colpito da tutta la gamma Bedel, davvero spettacolare comme autrefois 2003, ho apprezzato tantissimo anche Pascal Doquet Diapason, Pierre Gimonnet Oenophile 2008 e Larmandier Bernier Terre de Vertus 2011. Ho avuto modo di “conoscere” Hervé Chiquet che mi ha fatto da parcheggiatore indicandomi un posto libero! Che dire del suo 736 dt, davvero strepitoso.
    Marco

    1. Ciao Marco, grazie per le belle parole. Sono felice la manifestazione sia piaciuta anche a te e concordo su Larmandier Bernier Terre de Vertus! Ha colpito particolarmente anche me. Credo però tu ti riferisca al 2010.
      Vania

    2. E le anticipo che la 737 DT sarà ancora più sorprendente… È una delle super anteprime di Grandi Champagne 2018-19.

      1. Grande Alberto, io ti do già del tu, questo sito mi sta facendo scoprire tantissime bolle francesi, grazie mille a voi tutti.
        A Modena sentivo che parlavano benissimo anche del 741, buonissimo sapere che anche il 737dt è ottimo.In realtà per la poca esperienza che mi sto facendo sulle bolle francesi, credo che Jacquesson non sbagli un colpo neanche se ci si mette d’impegno.
        Marco

  5. Buonasera
    volevo sapere , se era possibile , se ci sono in calendario altre manifestazioni che riguardano lo
    champagne , in Italia , oltre a Modena Champagne Experience 2017.
    Cordiali saluti
    Nicola

    1. Ci sarà il Catwalk Champagne al Merano Wine Festival. Sul sito della manifestazione dovrebbero essere indicati i produttori presenti…

  6. Grande evento nonostante l’assedio a certi produttori: concordo col giudizio sopratutto per Jacquesson e Anna T (produttore testato seguendo gli articoli del blog e veramente valido!).
    DeSousa e Agrapart sempre al top.

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