Un gradito ritorno con un gran bello champagne

Champagne Nicolas Feuillatte 2008

In Italia abbiamo una pessima opinione delle cooperative vitivinicole, ma in Francia le cose stanno diversamente, come dimostrano in maniera particolare numerose realtà del genere nella Champagne. La maggior parte di queste fornisce uve e mosti (a volte perfino bottiglie sur lattes…) a molti produttori di champagne, anche di primissimo piano, altre, fermo restando questa attività, producono pure champagne a proprio marchio. La più grande di tutte è il CVC (Centre Vinicole Champagne), un colosso fondato nel 1972 che rappresenta l’unione di 82 piccole cooperative di vigneron che, tradotto in numeri, significa, più di 2.250 ettari che fanno capo a oltre 5.000 vigneron, distribuiti in 259 dei 320 Cru della Champagne! Insomma, ben il 7% dell’intera superficie vitata della AOC, mentre la moderna sede si trova alle porte di Epernay (tecnicamente a Chouilly), in una struttura che copre ben 12 ettari, con una cuverie da 33 milioni di litri e un stock di ben 65 milioni di bottiglie. Questa autentica corazzata, o meglio portaerei, è anche produttore (CM – Coopérative de Manipulation) con il marchio Nicolas Feuillatte, che, con circa 11 milioni di bottiglie vendute attualmente, rappresenta il terzo produttore in assoluto sul mercato.

Nicolas Feuillatte
La moderna e importante struttura della Nicolas Feuillatte, su una collinetta di Chouilly giusto alle porte di Epernay.

Non assaggiavo uno champagne Nicolas Feuillatte da qualche anno e, a dirla con la massima franchezza, questi ultimi assaggi non ricordo mi avessero mai colpito più di tanto. Forse perché rimpiangevo (e rimpiango?) una linea di champagne ancora precedente, la Grand Cru millesimata, composta da una serie di blanc de blancs e blanc de noirs ciascuno frutto di un singolo villaggio, ovviamente classificato 100%. L’ultima annata prodotta, se non ricordo male, fu la 1997 e quegli champagne erano ben più che convincenti, erano… ottimi! Ecco, ancora oggi non capisco perché la cooperativa smise di produrre quegli champagne e rivederli non sarebbe male, visto anche che oggi la gamma Nicolas Feuillatte è addirittura affollata, con la bellezza di 21 etichette diverse! In questa gamma, però, nella linea Les Gourmands, ce ne sono due che potrebbero alleviare il rimpianto di quei ‘single-cru’ di cui sopra. Parlo del Grand Cru Millésime Blanc de Noirs e del Grand Cru Millésime Blanc de Blancs ed è di quest’ultimo che vorrei raccontare, visto che mi ha fatto recentemente riavvicinare a Nicolas Feuillatte. Per certi versi è l’erede di quegli champagne che rimpiango, ma per altri versi ne rappresenta l’evoluzione, visto che le uve, sempre 100% Grand Cru, provengono da diversi villaggi e non solo dalla Côte des Blancs. Infatti, oltre i classici Le-Mesnil, Cramant Avize e, naturalmente, Chouilly, abbiamo anche Aÿ e Ambonnay. La vinificazione avviene poi interamente in cuve con svolgimento della malolattica, la maturazione sui lieviti supera i sette anni e, al termine, lo champagne è dosato a 6 g/l (extra-brut). Vediamo.

Linea champagne Grand Cru di Nicolas Feuillatte
La storica linea Grand Cru di Nicolas Feuillatte, un solo villaggio (Chouilly, Le-Mesnil, Cramant, Aÿ, Ambonnay e Verzy) e una sola varietà in declinazione millesimata. L’ultima annata prodotta fu la 1997.

 

Blanc de Blancs 2008

Bottiglia champagne 2008 Nicolas Feuillatte100% Chardonnay
Già la precedente annata 2006 di questa stessa etichetta mi aveva più che positivamente sorpreso nel corso di una rapida degustazione, quindi le aspettative di fronte a questo 2008 sono elevate. E, posso dire, nient’affatto disattese: il naso è freschissimo, addirittura incisivo nella sua vivacità, idealmente espressivo dello Chardonnay della Champagne, innanzitutto minerale, molto, agrumato e in questo mai maturo, anche lievemente erbaceo, sempre su un versante di freschezza, e con un tocco di mela. È molto verticale, ma dà pure la sensazione di avere tanta materia. La bocca apre le danze con una bollicina molto sottile e una texture sorprendentemente vellutata… anzi, tutta la gustativa è giocata su una certa rotondità, quasi una morbidezza materica e in questo è addirittura sorprendente se si pensa all’annata. Lo sviluppo è legato agli agrumi e solo in seconda battuta alla mineralità, mentre il finale è succoso, delicatamente sapido, molto persistente. Uno champagne raffinato e concreto allo stesso tempo. Senza dubbio molto buono.
Voto: 91/100

Insomma, un ottimo blanc de blancs, quasi dicotomico tra olfatto e assaggio, con il primo assolutamente coerente con l’annata e il secondo con un equilibrio e una rotondità che proprio non ti aspetti. Ma che alla fine piace. Va bene, da un millesimato e da un millesimato 2008 ci si aspetta qualcosa di più, ma la bevibilità al limite dell’appagante è senza dubbio da premiare. A questo punto, sono curioso di (ri)scoprire il resto della gamma Nicolas Feuillatte…

 

Gli champagne Nicolas Feuillatte sono distribuiti in esclusiva da:
Valdo Spumanti – tel. 0423/9090 – www.valdo.com

6 commenti su “Un gradito ritorno con un gran bello champagne”

  1. io un’idea c’è l’ho concordando con lei sullo stato qualitativo del marchio fino a questo exploit , tutto quello che è 2008 è ottimo eccellente sublime stratosferico riferimento, ma poi …….saluti

  2. Qualche mese fa, sentendo parlare molto bene da diverse fonti del Grand Cru Millésime Blanc de Noirs 2006, ne ho acquistate un paio di bottiglie, assieme al Cuvee 225 Vintage 2008 e ad una bottiglia del Grand Cru Millésime Blanc de Blancs 2008 che, come per la cuvee 225, mi incuriosiva a fronte dell’ottima annata.
    Queste ultime non le ho assaggiate, sapendo che l’annata 2008 ha ancora bisogno di pazienza; mentre ho provato subito il blanc de noirs.
    Che dire? Mi ha stupito molto in positivo.
    Generalmente non sono un grande amante dei pinot nero in purezza, però devo dire che questo 2006 l’ho trovato di una bevibilità e di una piacevolezza incredibili, tanto da essermi pentito di averne acquistato solo due bottiglie.
    A mio avviso merita un punteggio di 91, alla pari del fratello bianco.
    Tanto più considerando che, con le spese di spedizione, ho pagato circa 33 euro la bottiglia…
    Ciò, anche per dire che non è solo l’annata 2008 a consentire la produzione di ottimi vini da parte di aziende, alle volte, meno considerate.

    1. Sì, come dicevo nell’articolo, BdB e BdN sono i due più interessanti. Personalmente preferisco lo Chardonnay in purezza tra i due, ma è anche (inevitabilmente) un questione di gusti personali. Invece ricordo il 255 molto legnoso, ma sono anni che non lo riassaggio…
      Invece, apprendo da lei che i prezzi sono veramente una bellissima sorpresa!

  3. …In effetti mi sembrava un po’ strano che non avesse mai fatto riferimento ad un produttore cosi’ “grosso” nelle guide e/o nel sito; io qualche anno fa ho bevuto un paio di Palmes D’or 1998 e pur trovandolo abbastanza interessante per essere un “haute de gamme” mi ha lasciato un po’ perplesso…adesso mi hanno regalato un blanc de noir 1996…le sapro’ dire. A presto

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