Alfred Gratien e l’ideale di rosé…

Prosegue spedita la marcia di avvicinamento al debutto della guida Grandi Champagne 2018-19. Proprio questa settimana siamo ritornati in Champagne per gli ultimissimi assaggi, quelle super anteprime che permetteranno di fare in modo che la pubblicazione resti contemporanea durante tutta la sua permanenza sul mercato. Che senso ha, infatti, come fanno altri, uscire con una guida i cui vini recensiti sono per buona parte già in esaurimento? La suggestiva barriquaia della Alfred Gratien: è qui che avvengono tutte e fermentazioni.

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Pascal Agrapart: “le pape du Chardonnay”

Siamo al rush finale delle lavorazioni della guida Grandi Champagne 2018-19 (a questo link trovate ancora la promo per la versione Limited Edition) e a questo punto posso sbilanciarmi e dire che non sarà semplicemente la naturale evoluzione delle precedenti, bensì una vera e propria ‘opera’. Qualche dato? Più di 500 pagine, nuovo formato, grafica rinnovata e, soprattutto, ben 106 produttori recensiti.

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Drappier: l’espressione più pura di un rosé ‘aubesoise’. In nature…

Ripensando agli innumerevoli assaggi degli ultimi mesi, un vero e proprio vortice di degustazioni destinate alla stesura della oramai imminente guida Grandi Champagne 2018-19, ricordo con piacere la traccia che mi hanno lasciato tanti champagne rosé, in tutte le loro possibili espressioni. Mi è sembrato di percepire un’energia nuova, diversa, dentro a quei calici luminosi dai colori salmone, oro rosa antico e ramato.

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Il grande Giacomo Neri ci parla di… champagne!

Come felice consuetudine, ritorna periodicamente la rubrica Il Personaggio, stavolta dedicata a un produttore di vino. Anzi, a un grande produttore di vino, tra quelli che hanno reso celebre e celebrato il vino italiano nel mondo e non solo il Brunello di Montalcino. Già, perché sto parlando di Giacomo Neri, che nel 1991 ha preso definitivamente il timone dell’azienda di famiglia Casanova di Neri e l’ha resa uno dei nomi più noti a livello mondiale quando si parla di vino.

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Cristal: crescita travolgente con Jean-Baptiste Lécaillon

Il 23 giugno scorso, il giorno dopo un grande evento nella sede della maison, mi trovavo alla Roederer per una degustazione insieme allo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon a tema Cristal. Gli avevo detto tempo prima come continuassi a preferire, almeno allo stato attuale delle cose, il 2007 al 2009 e gli avevo chiesto se avesse voglia di riassaggiarli insieme.

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L’annata 1995 è anche da 100/100! Con Dom Pérignon…

(III PARTE) Dopo la pausa di Ferragosto, torniamo a parlare dell’annata 1995, che, si sarà oramai capito, la ritengo straordinaria. Anzi, la migliore del suo decennio. D’altronde, una serie di assaggi me lo hanno confermato definitivamente, ponendosi tutti su livelli assolutamente straordinari.

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Champagne: cinque consigli per la settimana di Ferragosto

Come nostra consuetudine, in occasione di periodi particolari dell’anno proponiamo una piccola selezione di champagne che rappresentano un consiglio spassionato per passare, se possibile, questi momenti in maniera ancora più coinvolgente, per non dire più piacevoli. Già, perché – e non lo dimentichiamo mai! – lo champagne è prima di tutto piacere! In questo caso, come nei precedenti, la selezione è frutto di recenti assaggi che mi, anzi ci hanno favorevolmente colpito, ma possono anche essere champagne che durante le degustazioni della guida Grandi Champagne (edizione 2018-19, naturalmente) hanno lasciato il segno.

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Ancora la (grande) annata 1995. Con Bollinger…

(II PARTE) Proseguiamo, come annunciato nella scorsa puntata, la scoperta di alcune perle targate 1995, annata eccezionale che si sta giustamente prendendo la rivincita con la prepotente ascesa sul gradino più alto del podio dell’annata. E, a tal proposito, l’ennesimo indizio sull’eccellenza dell’annata ce lo fornisce stavolta Bollinger, non con uno, ma con ben due champagne.

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La miglior annata dei ’90 in Champagne? La 1995, senza dubbio!

(I PARTE) Con questo articolo inizierà la recensione di tre, anzi quattro (poi vedrete…) champagne consecutivi targati 1995. Già, perché più assaggio questi vintage e più rimango piacevolmente colpito dalla loro eccellenza, convincendomi allo stesso tempo che è questa la grande annata della decade.

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Una grande annata secondo Pascal Agrapart

Ci sono nomi in champagne che hanno acquisito una tale fama, persino un’aurea mitica, che non hanno certo bisogno di presentazioni. Uno di questi è senza dubbio Pascal Agrapart, “le pape du Chardonnay” per il suo amico Fabrice Gass, un produttore d’eccezione per chi scrive, ma anche uno del ‘terzetto magico’ di Avize, insieme ad Anselme Selosse ed Erick De Sousa. Ecco, i tre hanno stili profondamente diversi nell’interpretare lo Chardonnay, ma sono tutti e tre dei veri geni. Il grande Pascal Agrapart nella sua cantina.

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