I Lunelli e la luce dello Chardonnay

Siamo ancora una volta a parlare di Ferrari, incontestabile nome di vertice della spumantistica italiana, orgoglio nazionale, ambasciatore nel mondo delle nostre bollicine. D’altronde, è difficile resistere dopo il recente assaggio del Riserva Lunelli 2008, ultimo nato della maison di Ponte Ravina. Per i Lunelli, oltre che la stessa Ferrari, ovviamente, lo Chardonnay è una passione da sempre.

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Clos du Moulin Rosé: proprio una bella sorpresa…

Preso spesso in considerazione per la sua veste magnetica che da sempre seduce l’universo femminile, indubbiamente lo champagne rosé intriga per quelle tonalità che riportano alla dolcezza, alla sensualità e all’eleganza. Si dice che il colore rosa nasca dall’incontro tra la carica del rosso, simbolo della forza e della virilità maschile, e la neutralità del bianco, rappresentante la spiritualità e la purezza dell’anima.

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Metti una serata champagne quando ti imbatti in qualche grande Krug del secolo scorso…

Finalmente è finita l’estate. Per noi appassionati è la scusa che si reitera ogni volta per ritrovarsi e scaldarsi il cuore, con grandi bottiglie. Eccoci quindi in un’affascinante serata autunnale, i soliti amici e il consueto appuntamento davanti a un tavolo per discutere (e gioire) di bollicine, millesimi, piccoli vigneron e grandi maison. Un breve scambio di messaggi, idee e la decisione del tema della serata arriva presto. Finalmente tocca a ‘lui’, tocca a Krug! Nessuno champagne riesce ad accendere gli animi come questo, anche stavolta ne ho conferma.

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Moët rompe gli indugi: ecco il Grand Vintage 2008

È nell’elegantissima cornice dell’Hotel Gallia di Milano, insieme allo chef de cave Benoît Gouez, che si è tenuto il debutto ufficiale italiano per i nuovi millesimati di Moët & Chandon: l’attesissimo Grand Vintage 2008, la cui uscita è stata fino all’ultimo tutt’altro che scontata, e la sua versione in rosa, il Grand Vintage 2008 Rosé.

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In anteprima, la nuova ‘perla’ di casa Ferrari

È nella splendida cornice del ristorante Larte, in una Milano già in lotta tra l’Autunno e l’Inverno, che ho avuto il privilegio di assaggiare in anteprima assoluta la dodicesima etichetta nata in casa Ferrari. Si tratta del nuovo Perlé Bianco 2006, tecnicamente Riserva Trento DOC, figlio di quell’intraprendenza visionaria e creativa tutta italiana che da sempre contraddistingue il marchio Ferrari e la famiglia Lunelli. Ricordando, tuttavia, che il merito di questo ennesimo capolavoro va anche all’inesauribile e fondamentale lavoro di tante altre persone ormai diventate parte integrante di questa famiglia.

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Scontro tra titani, ovvero Annamaria, Giulio e Dom 2004 side by side

Da tempo mi affascinava l’idea di mettere a confronto tre delle bottiglie che forse amo più in assoluto e che periodicamente, quando capita in visita l’amico del cuore, mi concedo. Mai fino a oggi, tuttavia, ho avuto l’occasione di assaggiarle tutte insieme, in un intrigante scontro ad armi pari. Questa occasione, così, me la sono creata: ho invitato un paio di amici appassionati e, alla cieca, ci siamo abbandonati alla grandezza di questi vini, scegliendo nondimeno uno dei millesimi che in questo caso prediligo, il 2004.

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Un grande uomo, sua madre e un Franciacorta d’eccezione

A ben pensarci trovo il nome di questa bottiglia il più regale, imponente, affascinante di tutti. Quanta forza, e quanta poesia! Quella che solo un nome di donna può possedere, magnificato dal fatto che qui la donna in questione è prima di tutto, una mamma. Mamma alla quale il figlio ha dedicato questa cuvée, oggi indiscutibilmente una delle due più importanti nel panorama italiano delle bollicine e che quando incontri nella gigantografia che la ritrae nei moderni corridoi della cantina di Erbusco ti sorride, dolce e sorniona, ben consapevole dello straordinario risultato conseguito.

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Il raffinato Giulio Ferrari in verticale: 2004-1976!

È in una perturbata ma suggestiva sera d’estate, ancora disorientata dall’improvvisa assenza di emozioni (!) calcistiche, che ho avuto l’onore di partecipare a una straordinaria, quasi commovente, verticale di quello che per molti è il più grande Metodo Classico italiano, il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore.

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Una giornata (indimenticabile) alla Louis Roederer: la verticale di Cristal!

(III PARTE) Alla mia straordinaria esperienza di 24 ore alla Louis Roederer mancava solo il gran finale, che ha preso luogo, ça va sans dire, in una location d’eccezione: la residenza storica della famiglia Roederer.

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Una giornata (indimenticabile) alla Louis Roederer: il ‘dietro le quinte’

(II PARTE) Come promesso, ecco la seconda puntata del racconto della mia esperienza alla Louis Roederer. Stavolta entriamo in una dimensione un po’ più tecnica, andando a scoprire i ‘segreti’ della maison di Reims, o meglio la genesi dei suoi champagne. Quindi, prima dell’assaggio dei vins clairs, facciamo una breve visita alle cantine… Lo chef de cave della Louis Roederer, il grande Jean-Baptiste Lécaillon, insieme a Massimo Sagna durante la visita.

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