Un grande uomo, sua madre e un Franciacorta d’eccezione

A ben pensarci trovo il nome di questa bottiglia il più regale, imponente, affascinante di tutti. Quanta forza, e quanta poesia! Quella che solo un nome di donna può possedere, magnificato dal fatto che qui la donna in questione è prima di tutto, una mamma. Mamma alla quale il figlio ha dedicato questa cuvée, oggi indiscutibilmente una delle due più importanti nel panorama italiano delle bollicine e che quando incontri nella gigantografia che la ritrae nei moderni corridoi della cantina di Erbusco ti sorride, dolce e sorniona, ben consapevole dello straordinario risultato conseguito.

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Il raffinato Giulio Ferrari in verticale: 2004-1976!

È in una perturbata ma suggestiva sera d’estate, ancora disorientata dall’improvvisa assenza di emozioni (!) calcistiche, che ho avuto l’onore di partecipare a una straordinaria, quasi commovente, verticale di quello che per molti è il più grande Metodo Classico italiano, il Giulio Ferrari Riserva del Fondatore.

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Una giornata (indimenticabile) alla Louis Roederer: la verticale di Cristal!

(III PARTE) Alla mia straordinaria esperienza di 24 ore alla Louis Roederer mancava solo il gran finale, che ha preso luogo, ça va sans dire, in una location d’eccezione: la residenza storica della famiglia Roederer.

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Una giornata (indimenticabile) alla Louis Roederer: il ‘dietro le quinte’

(II PARTE) Come promesso, ecco la seconda puntata del racconto della mia esperienza alla Louis Roederer. Stavolta entriamo in una dimensione un po’ più tecnica, andando a scoprire i ‘segreti’ della maison di Reims, o meglio la genesi dei suoi champagne. Quindi, prima dell’assaggio dei vins clairs, facciamo una breve visita alle cantine… Lo chef de cave della Louis Roederer, il grande Jean-Baptiste Lécaillon, insieme a Massimo Sagna durante la visita.

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Il Lambrusco secondo Christian

Anni fa, ero alla Stella d’Oro di Soragna e il patròn, l’amico Marco Dallabona, mi fece provare una nuova ‘bollicina’ in rosa. Non mi disse subito di cosa si trattava, ma rimasi a dir poco stupito dalla bontà di quel rosé. Ebbene, dopo mi rivelò che si trattava di un Lambrusco particolare, rosato e rifermentato in bottiglia, creato da quello che per Marco era (ed è) un grande, Christian Bellei.

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Una giornata (indimenticabile) alla Louis Roederer

(I PARTE) In una sorta di ‘viaggio virtuale’, articolato su tre tappe diverse, cercherò di raccontare la mia personale, incredibile esperienza alla Louis Roederer ospite di Massimo Sagna, che ha offerto a me e ad altri pochissimi fortunati la possibilità di passare un’intera giornata nel mondo dorato della ‘più bella’ maison de champagne.

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‘Champagne d’Autore’: tutta la purezza e l’espressività di un terroir magico

Ha finalmente debuttato sul mercato italiano la linea di champagne creata da tre RM in esclusiva per Valentina Vignali, attiva già da tempo come importatrice (LeCru75) di champagne e vini di piccoli produttori, francesi e non. Si tratta di quattro champagne veramente unici nel loro genere, dallo stile originale e ben definito: come dire, bollicine esclusive per purezza e prestigio. Il potenziale a nostro avviso è grande, nonostante la tiratura sia limitatissima: 6.000 bottiglie in tutto, 1.500 per ciascuna etichetta.

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Champagne Ayala: veni, vidi, vici!

Questa che mi appresto a raccontare è la storia di Ayala, maison indubbiamente fra le più brillanti e vivaci in questo momento, che sta finalmente riportando in una posizione di prestigio il proprio nome: è stato uno dei nomi più importanti della Champagne fino al secolo scorso. Infatti, per capire meglio questa maison, bisogna partire dal passato; un passato fatto di una grande storia, ma, soprattutto, di un grande uomo, come spesso se ne incontrano nel mondo del vino: Edmond de Ayala.

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Tesi – con lode – sul Lambrusco

Vania torna a parlarci di bollicine della sua terra, l’Emilia. Qualcuno trova che il Lambrusco possa stonare in questo palco dedicato al 99% allo champagne, ma credo che nella sezione ‘Non solo Champagne’ sia un crimine non parlare di un vino che sta vivendo ben più di una riscoperta.

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Alla scoperta del Clos du Moulin, il gioiellino di Cattier

Cattier è una maison della quale si parla troppo poco e, forse, si ha perfino un po’ timore a parlarne, probabilmente a causa della loro top cuvée lanciata nel 2006, Armand De Brignac: diventato da subito l’emblema dello champagne di lusso, costosissimo, esibito ai party più esclusivi e nei salotti delle località più famose, ha dato un’immagine patinata della maison, allontanando l’attenzione dei grandi appassionati dalla reale capacità qualitativa e, soprattutto, dal loro ben più ‘prezioso’ champagne Clos de Moulin, di cui andremo a parlare oggi.

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