Philipponnat Clos des Goisses 2000: il ritorno…

Degustazione per la prossima edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, è il turno di Philipponnat. Grazie a Charles e a Nicoletta abbiamo assaggiato diverse anteprime esclusive, degorgiate appositamente per noi, ma anche una versione particolare dello champagne di punta della maison: il Clos des Goisses 2000 “L.V.”, dove queste due lettere stanno per ‘Long Vieillissement’. Si tratta, pertanto, di un dégorgement tardif di questo grande champagne.

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Anteprima: arriva il Dom Pérignon P2 2000!

Il Vintage 2000, primo Dom Périgon del nuovo millennio, ritorna dopo 10 anni come Plénitude Deuxième. Il 2017 è un anno a dir poco… spumeggiante per Dom Pérignon. Infatti, dopo il debutto ufficiale del Rosé 2005 è la volta delle altre etichette: in autunno vedremo il Vintage 2009 (anche se è arrivato in sordina in magnum, ma per le bottiglie bisogna aspettare. Com’è? Eccezionale, ma lo troverete nella prossima edizione, della guida Grandi Champagne), mentre ora arriva l’atteso P2 2000.

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De Sousa raddoppia la Cuvée Umami

No, non è ancora tempo della nuova annata di questo particolare ed esclusivo champagne, di cui ho avuto modo di raccontare più volte su questo sito, prima come anteprima e poi come riassaggio. Già, perché per la nuova annata c’è ancora da attendere, visto che si tratterà della 2012 che uscirà non prima di un altro anno almeno.

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Bollinger Vieilles Vignes Françaises: ancora tu…

…ma non dovevamo non vederci più? Così Lucio Battisti in una celeberrima canzone che, per fortuna, non vorrei proprio si applicasse al sottoscritto! Infatti, eccomi incrociare fortunatamente ancora una volta questo champagne d’eccezione, giustamente mitico e mitizzato. Anticipo che la nuova annata 2006 del Vieilles Vignes Françaises sarà nella nuova edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, mentre nel corso della mia ultimissima visita da Bollinger è stata la volta del 2000. Inaspettatamente.

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Piper Rare 1985: al vertice dell’art champenoise!

A dicembre dello scorso anno, insieme a Vania Valentini abbiamo organizzato una degustazione che portava alla ribalta le 8 migliori vendemmie in Champagne degli ultimi 35 anni (escludendo, ovviamente, la 2008 in quanto non solo ancora troppo giovane, ma, soprattutto, ancora non sul mercato da parte dei più importanti produttori…), quindi dalla 2002 alla 1982. Un produttore per ciascuna annata, scelto in modo da far coincidere la migliore espressività della cuvée in rapporto all’annata.

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Vilmart e l’annata 2001: miracolo o bravura?

Su queste pagine, così come nelle varie edizioni della guida Grandi Champagne, il nome Vilmart è sempre stato ricorrente e lo è stato in maniera lusinghiera. D’altronde, ho detto e ridetto più volte che lo ritengo non solo tra i migliori récoltant-manipulant, ma tra i migliori produttori di champagne in assoluto.

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L’eccellenza di Veuve Clicquot, tra novità e una strepitosa La Grande Dame 1989

A breve Veuve Clicquot lancerà uno champagne inedito, l’Extra Brut/Extra Old. Non si tratta della risposta della maison di Reims al ‘desiderio’ di bassi dosaggi, ma di un sofisticato assemblaggio di annate, dalla 2010 alla 1988, che fanno parte del tesoro di vins de réserve di VCP. Poi, il basso dosaggio (3 g/l) è una conseguenza, non l’obiettivo, che sia chiaro.

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Krug cala l’asso: Collection 1990!

Muovevo i primi passi nel meraviglioso mondo dello champagne quando mi imbattei per la prima volta nel Krug 1990. Nonostante la limitata esperienza dell’epoca, fu amore a prima vista e, da allora, ogni incontro con questo champagne magnifico è sempre stato foriero di soddisfazioni, piacere, esaltazione. Gli ho tributato 99/100, punteggio stratosferico, giusto un gradino sotto la perfezione, toccata invece dal Krug 1988 e dal Krug Collection 1985 in magnum.

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Eh sì, il Comtes de Champagne è proprio il miglior blanc de blancs!

Nel 1945 François Taittinger, secondogenito del fondatore Pierre, prende le redini della maison di famiglia e ne fissa lo stile legato allo Chardonnay. Non solo: recupera definitivamente le strutture sotterranee (cripte dei monaci e crayères) sotto quella che fu l’abbazia di Saint-Nicaise e ne fa le cantine per la maturazione dei migliori champagne Taittinger.

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