L’eccellenza di Jacquesson: di bene in… meglio!

(II PARTE) Come promesso, eccomi a raccontare le altre novità di Jacquesson che ho avuto la fortuna (e l’onore…) di assaggiare insieme a Jean-Hervé Chiquet. Oltre alla Cuvée 739 e alla Cuvée 735 DT viste la scorsa volta, andremo subito a scoprire gli altri champagne che fanno del ‘Programme 2016’ e che, pertanto, usciranno via via nel corso della seconda parte di quest’anno.

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Può l’eccellenza crescere? A vedere la Jacquesson di oggi… sì!

(I PARTE) Tra i grandi nomi dello champagne, Jacquesson è senza dubbio uno dei più noti e apprezzati. Anzi, è uno dei pochi che è assurto al mito. E, nonostante questa piccola maison di Dizy vanti una storia d’eccezione (ai Jacquesson di devono diverse ‘invenzioni’ nel mondo dello champagne), questo ingresso nel mito si deve all’ultima proprietà, la famiglia Chiquet.

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Gli strepitosi champagne Alexandre Filaine, ovvero il genio di Fabrice Gass!

In champagne ci sono oltre 5.000 produttori (intesi come imbottigliatori, tra NM, RM e CM), ma ritengo che quelli veramente degni di nota non arrivino complessivamente a 150. E la quasi totalità di questi è stata oramai scoperta, nel senso che sono più o meno noti nonché più o meno reperibili in Italia. Poi, ultimamente, c’è qualcuno che sta cercando di proporre ‘nuovi’ nomi, ma vedo che si tratta di prodotti molto semplici il cui interesse è quasi unicamente giustificato dal prezzo.

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Billecart-Salmon: tra novità e conferme d’eccellenza

I miei primi passi nel mondo dello champagne li ho mossi proprio grazie a Billecart-Salmon. Eravamo a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 e in un piccolo gruppo di amici – c’erano Federico Angelini e Guido Molinari, oggi con me nell’avventura della guida Grandi Champagne e non solo… – ci si vedeva nell’ufficio (almeno in teoria era tale…) del mitico Alvaro Stirpe. Essendo Alvaro agente Velier, lo champagne Billecart era di casa, così avemmo modo di apprezzarlo in approfonditamente.

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I grandissimi Cristal degli anni ’80: i ‘mostri’, le certezze

(II PARTE) Continua il racconto della Cena di Natale in Champagne e delle memorabili bottiglie che gli amici champenois hanno portato per l’occasione. Dopo aver conosciuto la sede dell’evento, i partecipanti e le grandi cuvée di Veuve Clicquot, andiamo dunque avanti: è la volta della Louis Roederer e del suo celeberrimo Cristal… Deciso l’ordine di degustazione, si inizia.

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Una giornata memorabile con Anselme Selosse tra Lieux-Dits e dosaggi

Ultimamente sto andando in Champagne anche più frequentemente del solito, d’altronde devo man mano portare, presentare la guida a tutti i produttori recensiti nell’ultima edizione… Così, nel corso del viaggio della scorsa settimana, insieme alle amiche sommelier Alessia Occhipinti e Vania Valentini con me per l’occasione, tra le varie visite era prevista anche quella al mitico ‘Domaine Selosse’. Appuntamento alle 9:00 all’Hotel Les Avizes, l’oramai celebre struttura ricettiva di Selosse adiacente alla cantina (tra l’altro in fase di piccola ristrutturazione) in una giornata a dir poco gelida.

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Gli anni ’80, la ‘golden age’ dello champagne

(I PARTE) A dicembre 2010 nasceva per me quella che sarebbe poi diventata una felice, anzi felicissima consuetudine: la cena di Natale con alcuni grandi amici della Champagne. Noi dall’Italia portavamo da mangiare (Mortadella Favola, Culatello e Strolghino di Squisito, Grana Padano, pasta, cotechino, ecc) e loro, gli champenois, ci mettevano da bere, scegliendo di volta in volta un’annata. Il primo appuntamento si tenne al Manoir de Verzy (Veuve Clicquot) nel 2010 ed eravamo il sottoscritto e Federico Angelini, Dominique Demarville e Jean-Baptiste Lécaillon, rispettivamente chef de cave di Veuve Clicquot e Louis Roederer.

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Mumm e Didier Mariotti: coppia perfetta!

Puntuale come ogni anno, eccomi a fare il consueto punto della situazione su Mumm dopo la mia visita di dicembre. Un visita che in realtà è una degustazione approfondita con lo chef de cave Didier Mariotti al fine di toccare con mano il suo lavoro.

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Il ‘Salotto dello Champagne’, con l’AIS Lecce e… 6 grandi magnum!

Grazie all’iniziativa di Amedeo Pasquino, Delegato AIS Lecce, e della stessa delegazione salentina, da qualche tempo, oltre alle Masterclass, abbiamo preso la felice abitudine di fare, il giorno seguente, anche un incontro più piccolo, più amichevole a tema champagne. Molto acutamente, Amedeo l’ha battezzato ‘Salotto dello Champagne’ e vede una selezione di sei particolari cuvée raccontate dal sottoscritto a un ristretto ma appassionatissimo pubblico. La bella, nuova sede di AIS Lecce, nel centro dell’affascinante città salentina.

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Perrier Jouët Grand Brut: genesi di un sans année

Il mese scorso ero a Torino per la lezione sullo champagne in collaborazione con l’AIS Piemonte. Prima, però, cena veloce con l’ottimo presidente regionale Fabio Gallo e l’amico Amedeo Pasquino (Delegato AIS Lecce) al ristorante La Barrique, tanto elegante quanto squisito, tra l’altro. Si beve qualcosa, una “bollicina” naturalmente, e la scelta cade su un Grand Brut, il non millesimato di Perrier Jouët.

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