Bollinger Special Cuvée: genesi di un capolavoro di champagne

Bollinger è senza dubbio un mito grazie ai suoi millesimati, da La Grande Année all’R.D. e fino al VVF, ciò nonostante, alla fin fine, è il non millesimato Special Cuvée il suo champagne più importante. Ricordo ancora la mia prima visita one-to-one alla maison, con il mitico Ghislain de Montgolfier… Fu proprio lui a dirmi, a proposito della Special Cuvée, “è la nostra prima preoccupazione, lo champagne che ci permette di vivere e prosperare!”. Altro aneddoto.

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Come c’è champagne e champagne, beh… c’è acqua e acqua

No, non sono impazzito. Però, dopo aver scoperto alcuni aspetti dell’acqua in bottiglia, o meglio, dopo aver riflettuto su questi aspetti, beh, devo confessare che anche io sono rimasto veramente sorpreso, finanche colpito. Allora ho pensato di condividere con tutti voi questa riflessione. Poi mi direte. Se in Italia ancora non c’è ancora (!) cultura della pasta di qualità (la pasta è un alimento diffusissimo, da tutti i giorni, quindi per molti è sufficiente che costi poco…), figuriamoci dell’acqua! Basta aprire il rubinetto ed eccola sgorgare. Semplice.

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La nuova avventura Cuzziol, le novità Bruno Paillard e la rivincita dell’N.P.U. 1999

In poco più di dieci anni, Cuzziol è diventato sinonimo di grandi vini: grazie all’abilità e al dinamismo di Luca, l’azienda di famiglia, originariamente attiva localmente nel beverage, è cresciuta costantemente, arrivando a essere una delle tre più importanti realtà distributive italiane del mondo del vino. E la cosa assume ancora maggiore importanza se si considera che questo è avvenuto con etichette di grande prestigio, champagne in primis.

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Champagne Mumm: avete ancora dubbi?

(ovvero Mumm e il grande lavoro di Didier Mariotti II PARTE) Continua il mio discorso sulla rinascita di Mumm, basata sull’eccellente opera dello chef de cave Didier Mariotti. Ricordo ancora una volta che Mumm è una delle Grandes Marques, un nome tra i più noti in assoluto quando si parla di champagne, una maison con una storia d’eccellenza, eppure… Sono bastati alcuni anni di una conduzione miope (forse dovrei dire addirittura scellerata…) da parte della vecchia proprietà per rovinare tutto.

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Mumm e il grande lavoro di Didier Mariotti: ne vedremo delle belle!

(I PARTE) Qualche giorno fa, mi è caduto l’occhio su un post di FB con i commenti di un ‘talebano’ e dei suoi 2-3 seguaci che sparavano a zero sul Cordon Rouge. Ora, non sono certo stipendiato da Mumm (magari…) e, anzi, sono stato tra i suoi critici più feroci quando era giusto criticare, ma adesso mi sembra una profonda ingiustizia dire che questo brut sans année non valga neanche i 19,90 euro del prezzo al quale è stato venduto in promozione sotto le feste appena passate.

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Cecchi e Collard-Picard: un matrimonio… spumeggiante

Il 28 ottobre scorso a Firenze, nella splendida cornice del Ristorante Borgo San Jacopo affacciato sull’Arno e su Ponte Vecchio, Cecchi ha ufficialmente presentato alla stampa e ad alcuni specialisti di settore la maison de champagne Collard-Picard, presente lo stesso produttore Olivier Collard.

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Champagne le annate migliori. Ultima parte, dalla 1996 alla 1988

(III PARTE – Annate 1996-1988)  L’ultima parte di questo approfondimento legato alle vendemmia in Champagne ci porta al cospetto di autentici pezzi d’opera: si inizia con la “mitica” 1996 (anche se per gli champenois poi non è stata proprio tale…) per passare subito a un’altra grande, quindi via via concludiamo con quella che per me è veramente stata la très grande année en Champagne, la 1988… Ricordo che, per ciascuna annata, riporto la valutazione ufficiale e la mia personale in chiave millesimati (i due gruppi di stelle rispettivamente), l’andamento della stessa annata, i valori medi di maturità (alcol potenziale) e freschezza (acidità), la resa media (novità per questa terza puntata…), il mio commento e quelli che a mio avviso sono gli champagne “migliori”. Champagne le annate migliori, ecco gli anni dal 1996 fino al 1988.

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Quali sono le migliori annate in Champagne?

(I PARTE – Annate 2008-2003) È un articolo che avrei dovuto fare da tempo, lo so, sia perché spesso mi si fa proprio questa domanda (qual è la migliore annata in champagne? Appunto…), sia perché può tornare utile sapere quale sia il millesimato da non farsi scappare e quale, invece, possa non valere troppo la pena inseguire. Senza dimenticare, beninteso, l’influenza del produttore. Mi spiego: l’andamento di un’annata può essere in parte modificato in positivo o negativo dalla qualità delle uve e, in parte, anche dalla “mano” dello chef de cave.

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