Per caso avete qualche dubbio sulla magnificenza degli champagne Vilmart?

No, perché se ce l’avete ancora (!) questa recensione fugherà ogni eventuale residuo! Un paio di mesi fa, mi chiama Federico Angelini (super appassionato di lungo corso e Vice-Curatore di Grandi Champagne) e mi dice di aver stappato l’ultima magnum che aveva di Grand Cellier d’Or 2008 di Vilmart e di averla trovata stratosferica. Gli rispondo che la cosa non mi sorprende più di tanto: sommando, infatti, l’abilità di Laurent Champs con un’annata eccezionale il risultato non può che essere tale.

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Cristal: crescita travolgente con Jean-Baptiste Lécaillon

Il 23 giugno scorso, il giorno dopo un grande evento nella sede della maison, mi trovavo alla Roederer per una degustazione insieme allo chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon a tema Cristal. Gli avevo detto tempo prima come continuassi a preferire, almeno allo stato attuale delle cose, il 2007 al 2009 e gli avevo chiesto se avesse voglia di riassaggiarli insieme.

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L’annata 1995 è anche da 100/100! Con Dom Pérignon…

(III PARTE) Dopo la pausa di Ferragosto, torniamo a parlare dell’annata 1995, che, si sarà oramai capito, la ritengo straordinaria. Anzi, la migliore del suo decennio. D’altronde, una serie di assaggi me lo hanno confermato definitivamente, ponendosi tutti su livelli assolutamente straordinari.

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Ancora la (grande) annata 1995. Con Bollinger…

(II PARTE) Proseguiamo, come annunciato nella scorsa puntata, la scoperta di alcune perle targate 1995, annata eccezionale che si sta giustamente prendendo la rivincita con la prepotente ascesa sul gradino più alto del podio dell’annata. E, a tal proposito, l’ennesimo indizio sull’eccellenza dell’annata ce lo fornisce stavolta Bollinger, non con uno, ma con ben due champagne.

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La miglior annata dei ’90 in Champagne? La 1995, senza dubbio!

(I PARTE) Con questo articolo inizierà la recensione di tre, anzi quattro (poi vedrete…) champagne consecutivi targati 1995. Già, perché più assaggio questi vintage e più rimango piacevolmente colpito dalla loro eccellenza, convincendomi allo stesso tempo che è questa la grande annata della decade.

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Una grande annata secondo Pascal Agrapart

Ci sono nomi in champagne che hanno acquisito una tale fama, persino un’aurea mitica, che non hanno certo bisogno di presentazioni. Uno di questi è senza dubbio Pascal Agrapart, “le pape du Chardonnay” per il suo amico Fabrice Gass, un produttore d’eccezione per chi scrive, ma anche uno del ‘terzetto magico’ di Avize, insieme ad Anselme Selosse ed Erick De Sousa. Ecco, i tre hanno stili profondamente diversi nell’interpretare lo Chardonnay, ma sono tutti e tre dei veri geni. Il grande Pascal Agrapart nella sua cantina.

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La strana storia del (eccellente) Jacquesson 1969

In occasione dell’anteprima della Cuvée 736 DT, ho parlato dell’ultima visita da Jacquesson come di un’esperienza straordinaria. Straordinaria per l’accoglienza, straordinaria per le anteprime esclusive, alcune delle quali saranno nella prossima edizione della guida Grandi Champagne (a proposito, la promozione della Limited Edition scade tra meno di 20 giorni!) dopo che i fratelli Chiquet avranno deciso tra 2008 e 2009, straordinaria anche per le altre bottiglie che i due hanno generosamente deciso di offrire ai presenti, tra grandi vini e vecchie annate di Jacquesson.

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Il Ruinart che non conoscete

Lo dico subito: lo champagne che vado a presentare non è importato in Italia e non lo è mai stato. Non so perché, ma è così da sempre per una precisa scelta della stessa maison. Però, poiché mi sembra giusto raccontare, anche solo a livello di curiosità, le varie sfaccettature del panorama champenoise, eccolo qua. Anche perché non lo troverete, per ovvi motivi, nella prossima edizione della guida Grandi Champagne, dove invece sarà recensita la gamma attualmente sul mercato e… pure una sorpresa in anteprima.

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Champagne Alexandre Filaine: eccellenza inossidabile

Due anni fa, in occasione delle lavorazioni della precedente edizione della guida, iniziavo a conoscere (e apprezzare…) uno dei produttori di champagne in assoluto più coinvolgenti: Alexandre Filaine. Oggi posso affermarlo con certezza e senza timore di smentita, ma all’inizio i dubbi li avevo. Mi spiego. Da qualche anno, sembra che bere champagne di grandi maison o di nomi conosciuti sia quasi un crimine e pare non esistano altro se non i piccoli. Anzi, sembra che siano degni d’attenzione sono gli champagne di vigneron sconosciuti.

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Mémoire de Vignes: quando il Pinot Noir stupisce

C’è un piccolo produttore di Verzenay che a mio avviso è ingiustamente poco conosciuto (e considerato…). È Michel Arnould, RM nato nel 1929 a seguito della grande crisi e oggi condotto ancora a livello familiare. Ebbene, riflettendoci un attimo, viene fuori che in tutte le edizioni della guida Grandi Champagne questo produttore ha dimostrato sempre un elevato valore, con champagne molto ben fatti, certamente territoriali e, cosa più importante, molto, ma veramente molto buoni. Con picchi di assoluta eccellenza.

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