Aveva ragione Olivier: Krug è piacere! Il 2004, ad esempio…

Da qualche anno, Olivier Krug ripete con tale perseveranza un concetto che è diventato una sorta di mantra: “Krug non è uno champagne per esperti, per conoscitori. No Krug è uno champagne ideato da un tale Joseph, mio antenato, che voleva dare piacere a tutti”. Da ‘vecchio krugista’, quando ho sentito questa frase per la prima volta sono quasi saltato dalla sedia e ho pensato all’ennesima trovata di quei demoni del marketing, che poi hanno costretto il povero Olivier a ripeterla ossessivamente.

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Champagne Lanson: il 1985, il 1989, il ‘bio’ e… la Masterclass a Roma!

Tra le ultimissime degustazioni della guida Grandi Champagne 2018-19, ricordo ci fu Lanson. Era settembre e la tappa era d’obbligo per assaggiare in anteprima il nuovo nato, il Green Label. Ma lo chef de cave Hervé Dantanè particolarmente generoso oppure mi vuole veramente bene (o, forse, entrambe le cose…), perché ci fece riassaggiare tutta la gamma e, al termine, degna conclusione con due magnum di Lanson Vintage Collection, nella fattispecie 1979 e 1985.

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Brilla una stella in Champagne, è Laurent Champs (Vilmart)

Qualcuno dice che oggi non ha più senso parlare di ‘champagne de maison’ e ‘champagne de vigneron’. Forse è in parte vero per i primi, visto che alcune Grandes Marqueshanno iniziato a fare vini sempre più legati alla micro-territorialità, ma sui secondi non sono d’accordo. La media degli RM, infatti, ha certamente compiuto un bel passo in avanti sul piano della qualità, ne ha compiuti due, se non addirittura tre, su quello della personalità, ma rimane il tallone d’Achille della costanza di anno in anno.

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Anteprima Bollinger: arriva l’R.D. 2004!

Qual è il grande champagne di Bollinger, la sua cuvée di punta? La Grande Année. Sorpresi? Beh, d’altronde, oltre alla stessa dichiarazione della maison in proposito, bisogna ricordare che il Vieilles Vignes Françaises è un vino molto (troppo?) particolare, mentre il celebre e celebrato R.D. altro non è che La Grande Année tenuta più a lungo sui lieviti. Quanto? Da un minimo di tre a venti e più anni. Ma il passaggio tra l’uno e l’altro non è così scontato perché “ogni R.D.

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Moët e il nuovo Grand Vintage, ma non solo…

“Ogni secondo, nel mondo, una persona sceglie Möet e Chandon per celebrare un momento”. È in un’inaspettata e bellissima giornata di fine inverno a  Milano e con queste parole che si è tenuto il debutto ufficiale del 73° millesimato della maison più celebrata: stiamo parlando del Grand Vintage 2009 e della sua versione in rosa, il Grand Vintage 2009 Rosé.

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Il nuovo millesimato di Trousset-Guillemart: sorpresa o… conferma?

Tra i numerosi (sono ben 5.000) piccoli produttori di champagne è difficile oggi trovarne di veramente validi: i più bravi sono già stati ‘scoperti’ da tempo. Ciò nonostante, qualche eccezione c’è ancora e riguarda soprattutto la più giovane generazione (meno di trent’anni) di vigneron che da pochi anni si è affacciata nel panorama champenois. Il risultato è che già quest’anno vedremo le loro primissime bottiglie e – fidatevi! – queste saranno (sono) davvero splendide.

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Moët e la sorpresa del 1996

Non sono un fan sfegatato dell’annata 1996 in Champagne e, come oramai saprete, gli stessi champenois non la trovano un’annata eccezionale, bensì “estrema”. Ne ho parlato più volte, ma questo estremismo significa oggi che la maggior parte degli champagne di quest’annata sono finiti. Sì, proprio così: il vino è chiaramente ossidato e, paradossalmente, accompagnato da una netta acidità che corre per conto suo.

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Un gradito ritorno con un gran bello champagne

In Italia abbiamo una pessima opinione delle cooperative vitivinicole, ma in Francia le cose stanno diversamente, come dimostrano in maniera particolare numerose realtà del genere nella Champagne. La maggior parte di queste fornisce uve e mosti (a volte perfino bottiglie sur lattes…) a molti produttori di champagne, anche di primissimo piano, altre, fermo restando questa attività, producono pure champagne a proprio marchio.

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Per caso avete qualche dubbio sulla magnificenza degli champagne Vilmart?

No, perché se ce l’avete ancora (!) questa recensione fugherà ogni eventuale residuo! Un paio di mesi fa, mi chiama Federico Angelini (super appassionato di lungo corso e Vice-Curatore di Grandi Champagne) e mi dice di aver stappato l’ultima magnum che aveva di Grand Cellier d’Or 2008 di Vilmart e di averla trovata stratosferica. Gli rispondo che la cosa non mi sorprende più di tanto: sommando, infatti, l’abilità di Laurent Champs con un’annata eccezionale il risultato non può che essere tale.

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