Champagne Alexandre Filaine: eccellenza inossidabile

Due anni fa, in occasione delle lavorazioni della precedente edizione della guida, iniziavo a conoscere (e apprezzare…) uno dei produttori di champagne in assoluto più coinvolgenti: Alexandre Filaine. Oggi posso affermarlo con certezza e senza timore di smentita, ma all’inizio i dubbi li avevo. Mi spiego. Da qualche anno, sembra che bere champagne di grandi maison o di nomi conosciuti sia quasi un crimine e pare non esistano altro se non i piccoli. Anzi, sembra che siano degni d’attenzione sono gli champagne di vigneron sconosciuti.

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Mémoire de Vignes: quando il Pinot Noir stupisce

C’è un piccolo produttore di Verzenay che a mio avviso è ingiustamente poco conosciuto (e considerato…). È Michel Arnould, RM nato nel 1929 a seguito della grande crisi e oggi condotto ancora a livello familiare. Ebbene, riflettendoci un attimo, viene fuori che in tutte le edizioni della guida Grandi Champagne questo produttore ha dimostrato sempre un elevato valore, con champagne molto ben fatti, certamente territoriali e, cosa più importante, molto, ma veramente molto buoni. Con picchi di assoluta eccellenza.

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I grandi anni ‘80: è la volta del sorprendente Moët Grand Vintage Collection 1983. In magnum…

Ricordo la cena di Natale di due anni fa, quella consueta fatta con alcuni grandi (amici) chef de cave della Champagne. Ebbene, capitarono diversi champagne del 1983, quella sera, e il buon Régis Camus ebbe dire che si trattò di una “très belle année, mais oublié par la plupart”. Forse perché veniva dopo l’eccezione 1982 e fu seguita da ‘mostri’ come 1985, 1988 e 1989, pertanto con il tempo finì nel dimenticatoio. Però, a vederla oggi, si sta prendendo la sua rivincita.

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Una grande annata (2002) secondo un grande (Anselme Selosse)

Nonostante i neanche quarant’anni di storia professionale al timone del domaine di famiglia, Anselme Selosse può essere giustamente collocato tra i miti di champagne. “Anselme è stato il primo a dimostrare che un vigneron poteva fare grandi vini” ha fatto notare molto acutamente Pierre Larmandier. Tra l’altro, nonostante il piccolo patrimonio vitato (7,5 ettari totali), il buon Anselme vanta una gamma di champagne eccezionalmente ampia, composta da ben 12 etichette (o, se preferite, 11 di cui una con due dosaggi diversi), distribuite su un totale di circa 60.000 bottiglie annue.

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Deutz Vinothèque e la rivincita del Millésime

A dare ulteriore lustro alle varie maison de champagne negli ultimi anni hanno certamente contribuito le vecchie annate. Spesso e volentieri bottiglie di dégorgement recente, sono state proposte ovviamente in quantità estremamente limitata e prezzo non trascurabile, ma hanno rappresentato degli autentici pezzi d’opera che hanno definitivamente fatto capire perché lo champagne sia amico del tempo. Tra gli ultimi produttori ad accodarsi a questa ‘felice iniziativa’ dobbiamo annoverare Deutz, che, invero in sordina, lo scorso anno ha lanciato la sua linea Vinothèque.

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Nella controversa annata 1996 emerge con forza Lanson

Ho detto più volte come l’annata 1996 sia stata mitizzata in alcuni Paesi (Italia soprattutto: “mitica”, “eccezionale”, “del secolo” e chi più ne ha più ne metta), mentre in Champagne nessuno l’ha mai definita tale, bensì, più semplicemente, “estrema”. Infatti, in 300 anni di storia, non era mai capitato di avere oltre 10° alcolici potenziali e oltre 10 g/l di acidità. Così, quando arrivarono sul mercato, questi champagne colpirono per l’oggettiva ricchezza e l’acidità sferzante che dava tensione e freschezza.

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Fresnet-Juillet: un ‘piccolo’ di valore tutto da scoprire

Vincent Fresnet, produttore in quel di Verzy, è a suo modo un personaggio. Molto riservato e con un carattere particolare, è però un valente enologo. Così, quando ha preso in mano la realtà di famiglia, l’ha fatta crescere dando vita a champagne tra l’ottimo e l’eccellente. Non a caso, le cuvée Fresnet-Juillet hanno sempre molto ben figurato in tutte le edizioni della guida Grandi Champagne, in particolar modo il Rosé e lo Special Club.

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Con l’annata 2007 Philipponnat fa non uno, ma due centri!

Non molto tempo fa, ho presentato in anteprima la nuova annata dello champagne più importante di Philipponnat, quindi il Clos de Goisses 2007. Ebbene, ora tocca a un’altra cuvée della maison di Mareuil lasciare il segno con l’annata 2007, una cuvée tra le ultimissime nate da Philipponnat e voluta da Charles per onorare l’antico e strettissimo legame tra la famiglia e questa terra. I Philipponnat, infatti, vivono in Champagne dal XVI secolo, anzi dal 1522 per la precisione, ed è in quell’anno che Apvril Philipponnat ha acquistato un vigneto ad Aÿ denominato Léon.

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Quando lo champagne significa piacere e bevibilità…

…ma non banalità, beninteso! Già, perché, devo onestamente dire grazie ai buoni uffici di Pascal Tinari (figlio del grande Peppino di Villa Maiella), ho scoperto questo produttore veramente interessante. E che, ovviamente, conosceremo meglio nella prossima edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne… Il bello dello champagne, almeno per quanto mi riguarda, è che scopro sempre qualcosa di nuovo.

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Moët rompe gli indugi: ecco il Grand Vintage 2008

È nell’elegantissima cornice dell’Hotel Gallia di Milano, insieme allo chef de cave Benoît Gouez, che si è tenuto il debutto ufficiale italiano per i nuovi millesimati di Moët & Chandon: l’attesissimo Grand Vintage 2008, la cui uscita è stata fino all’ultimo tutt’altro che scontata, e la sua versione in rosa, il Grand Vintage 2008 Rosé.

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