L’ottimo EBB de Il Mosnel in verticale

  L’Italia può vantare un’offerta di vini Metodo Classico talmente diversificata da non avere eguali al mondo. Non sempre il desiderio di spumantizzare, però, porta a risultati degni di nota, ma oramai si sono consolidate ottime etichette sia tra le novità (bollicine da varietà mai spumantizzate prima e/o in zone vitivinicole affacciatesi da poco alla spumantizzazione ‘classica’), sia tra le cantine di tradizione.

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I Lunelli e la luce dello Chardonnay

Siamo ancora una volta a parlare di Ferrari, incontestabile nome di vertice della spumantistica italiana, orgoglio nazionale, ambasciatore nel mondo delle nostre bollicine. D’altronde, è difficile resistere dopo il recente assaggio del Riserva Lunelli 2008, ultimo nato della maison di Ponte Ravina. Per i Lunelli, oltre che la stessa Ferrari, ovviamente, lo Chardonnay è una passione da sempre.

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Ferrari: a gonfie vele anche… in nero!

Dici Ferrari e pensi allo Chardonnay. A un grande Chardonnay, declinato con l’eccellenza del mitico Giulio, con l’irresistibile vinosità del Riserva Lunelli, con la vivace eleganza del ‘nuovo’ Perlé Bianco. Eppure, già da diversi anni, dal 2002 per essere precisi, la maison di Trento propone un blanc de noirs in seno alla linea Perlé. Che, per chi è avvezzo allo champagne, potrebbe essere paragonato al classico Millésime/Vintage.

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Il Giulio Ferrari non sbaglia un colpo! Neanche con l’annata 2005…

Periodo a dir poco intenso per Ferrari! Infatti, la cantina trentina non si è accontentata di lanciare l’ottimo Perlé Bianco, ma ha pure presentato il Giulio Ferrari Collezione 1997, di cui racconterò presto. Ma non basta. Già, perché c’è pure la nuova annata, nel caso la 2005, del Giulio Ferrari ‘classico’. Vediamo. Il segreto del Giulio Ferrari è il vigneto dove nasce: Maso Pianizza, a 550 m slm, terroir più unico che particolare… Il bravissimo Ruben Larentis, ‘chef de cave’ di Ferrari: è lui il vero asso nella manica della famiglia Lunelli.

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Trent’anni di Uberti: Francesco I in verticale 1979-2008!

(di Thomas Rossi) Devo ringraziare la famiglia Uberti per il gentile invito: purtroppo, impegni improrogabili mi hanno costretto a declinarlo. Fortunatamente era presente a questa incredibile degustazione Thomas Rossi, che così debutta in qualità di autore su LeMieBollicine raccontandoci questa incredibile e finora unica verticale. Alberto Lupetti Negli ultimi vent’anni la Franciacorta è stata fortunata: ha saputo farsi tanti ‘nemici’ e li sta conservando a lungo.

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In anteprima, la nuova ‘perla’ di casa Ferrari

È nella splendida cornice del ristorante Larte, in una Milano già in lotta tra l’Autunno e l’Inverno, che ho avuto il privilegio di assaggiare in anteprima assoluta la dodicesima etichetta nata in casa Ferrari. Si tratta del nuovo Perlé Bianco 2006, tecnicamente Riserva Trento DOC, figlio di quell’intraprendenza visionaria e creativa tutta italiana che da sempre contraddistingue il marchio Ferrari e la famiglia Lunelli. Ricordando, tuttavia, che il merito di questo ennesimo capolavoro va anche all’inesauribile e fondamentale lavoro di tante altre persone ormai diventate parte integrante di questa famiglia.

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Ca’ del Bosco: arriva il trio delle meraviglie targato 2007

Come accade oramai puntualmente da qualche anno, arriva la nuova annata del Franciacorta di punta di Ca’ del Bosco, quell’Annamaria Clementi di cui recentemente abbiamo parlato più volte grazie ai racconti di Vania Valentini. Stavolta, però, c’è anche qualcosa in più, perché la cantina di Erbusco ha sfoderato una sorta di trio delle meraviglie sotto il cappello dell’annata 2007. Infatti, la Cuvée Annamaria Clementi per così dire ‘classica’ è accompagnata dalla sua declinazione Rosé e pure dal millesimato Dosage Zéro Noir, come detto tutti 2007.

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Un grande uomo, sua madre e un Franciacorta d’eccezione

A ben pensarci trovo il nome di questa bottiglia il più regale, imponente, affascinante di tutti. Quanta forza, e quanta poesia! Quella che solo un nome di donna può possedere, magnificato dal fatto che qui la donna in questione è prima di tutto, una mamma. Mamma alla quale il figlio ha dedicato questa cuvée, oggi indiscutibilmente una delle due più importanti nel panorama italiano delle bollicine e che quando incontri nella gigantografia che la ritrae nei moderni corridoi della cantina di Erbusco ti sorride, dolce e sorniona, ben consapevole dello straordinario risultato conseguito.

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Cavalleri e il suo ‘Au Contraire 2008’

Personalmente trovo che i più interessanti, se non addirittura i migliori produttori di Franciacorta siano Ca’ del Bosco, Il Mosnel, per certe cuvée pure Monterossa e Quadra, e, last but not least, Cavalleri. Ritengo che questi produttori riescano, un po’ per particolare vocazione dei propri vigneti, un po’ per abilità, ad andare oltre il territorio, quindi a staccarsi nettamente dal classico stile dei vini di Franciacorta per toccare una diversa dimensione tanto qualitativa, quanto di appeal.

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Ca’ del Bosco e le due diverse espressioni a… zero

Come consuetudine, l’anno si chiude con le nuove annate del Vintage Collection (tecnicamente dei Franciacorta Riserva) di Ca’ del Bosco. Stavolta, però, vorrei affiancare idealmente i due non dosati della cantina di Erbusco, che significa il classico non dosato della suddetta linea e l’ultimo nato in seno alla ‘collezione’, quindi il Noir. Non vuole essere un paragone, per carità, ma solo l’occasione di raccontare due diverse espressioni di Ca’ del Bosco come pas dosé.

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