Bollinger e il… rosé ‘diverso’

Nonostante la marcia di avvicinamento all’uscita della nuova edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne prosegua spedita, sono necessarie ancora alcune settimane di pazienza, ma, senza proclami e sparate, siamo sicuri che alla fine questa quarta edizione lascerà il segno. Anche se, ovviamente, poi sarete voi lettori a confermarlo o meno… Ma veniamo allo champagne di oggi, che, però, non viene direttamente dalle degustazioni della guida.

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Alfred Gratien e l’ideale di rosé…

Prosegue spedita la marcia di avvicinamento al debutto della guida Grandi Champagne 2018-19. Proprio questa settimana siamo ritornati in Champagne per gli ultimissimi assaggi, quelle super anteprime che permetteranno di fare in modo che la pubblicazione resti contemporanea durante tutta la sua permanenza sul mercato. Che senso ha, infatti, come fanno altri, uscire con una guida i cui vini recensiti sono per buona parte già in esaurimento? La suggestiva barriquaia della Alfred Gratien: è qui che avvengono tutte e fermentazioni.

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Drappier: l’espressione più pura di un rosé ‘aubesoise’. In nature…

Ripensando agli innumerevoli assaggi degli ultimi mesi, un vero e proprio vortice di degustazioni destinate alla stesura della oramai imminente guida Grandi Champagne 2018-19, ricordo con piacere la traccia che mi hanno lasciato tanti champagne rosé, in tutte le loro possibili espressioni. Mi è sembrato di percepire un’energia nuova, diversa, dentro a quei calici luminosi dai colori salmone, oro rosa antico e ramato.

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Dom Pérignon e le cinque annate di Rosé

Nel 1971, lo Scià di Persia festeggiava i 2.500 anni dell’Impero Persiano con uno champagne esclusivo (bontà sua…), un Dom Pérignon assolutamente esclusivo. Si trattava di uno champagne mai prodotto prima sotto l’egida della cuvée de prestige di Moët, un rosato, millesimato 1959 e tirato in sole 306 bottiglie. Da quel momento in poi, Dom Pérignon sarà declinato non più come solo Vintage, ma anche come Rosé. Facciamo un salto di oltre 45 anni e veniamo ai giorni nostri, quando Dom Pérignon presenta, diversi mesi dopo il Vintage 2006, il Rosé 2005.

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Clos du Moulin Rosé: proprio una bella sorpresa…

Preso spesso in considerazione per la sua veste magnetica che da sempre seduce l’universo femminile, indubbiamente lo champagne rosé intriga per quelle tonalità che riportano alla dolcezza, alla sensualità e all’eleganza. Si dice che il colore rosa nasca dall’incontro tra la carica del rosso, simbolo della forza e della virilità maschile, e la neutralità del bianco, rappresentante la spiritualità e la purezza dell’anima.

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Anteprima Henri Giraud: ecco l’inedito rosé DameJane!

È iniziata la ‘Champagne Week’, che sta vedendo migliaia di appassionati convergere sulla Regione per partecipare ai numerosi eventi in programma, molti dei quali animati da associazioni di vigneron. Ma non solo, perché anche alcuni NM approfittano di quella che sta diventando una vera e propria festa dello champagne, forse anche un salone itinerante di questo grande vino, per accogliere appassionati, addetti ai lavori, critici, ecc.

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In anteprima il nuovo rosé di Ayala, sintesi della rinascita della maison

Nel 2005 Bollinger acquistava la vicina Ayala, storica maison di cui parleremo presto in maniera approfondita. Mi limito ad aggiungere che gli ultimi champagne Ayala giunti sul mercato tra lo scorso e quest’anno stanno finalmente dimostrando che la ‘cura’ Bollinger sta funzionando. Eccome. E aggiungo anche che la maison è guidata da uno staff molto giovane, tutti con meno di quarant’anni, capitanati da Hadrien Mouflard e con una donna come chef de cave, Caroline Latrive.

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Quando il grande Pinot Noir di Vertus diventa un ottimo champagne rosé

Mi piace tanto la André Jacquart, non l’ho mai nascosto. Anzi, spero che questa piccola e giovane realtà (RM) creata da Marie Doyard possa trovare presto – e finalmente – una valida distribuzione in Italia. Ma, in proposito, penso che ci siamo quasi… A ogni modo, nonostante sia legata a doppio filo allo Chardonnay, Marie produce anche un ottimo rosé.

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Il mio terzo champagne da 100/100: Dom Pérignon Œnothèque Rosé 1988 magnum!

Prima o poi doveva capitare… Sì, dopo il 100/100 tributato al Dom Pérignon Œnothèque 1990 (che, sì, ora dovrebbe essere P3…) e poi quello riservato al Krug Vintage 1988, beh, era ovvio che non potevo fermarmi lì. Posso dirvi che ci sono andato, anzi ci siamo andati vicinissimi, ma proprio vicinissimi con il P2 Rosé 1995, che troverete nella prossima edizione della guida Grandi Champagne, ma mancava ancora un filo, anzi un punto.

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Moët e l’ultimo champagne rosé del XX secolo

Come avevo detto prima in occasione del lancio dei Grand Vintage 2006 e successivamente con la presentazione dei Grand Vintage Collection 1999 e 1985, Moët & Chandon ha proposto queste ultime due annate da ‘collezione’ anche in versione rosé. Senza troppo clamore, è vero, ma le quantità sono talmente ridotte da giustificare questa riservatezza.

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