Grandi novità in casa Gosset, anche… in chiave Meunier

Era un po’ di tempo (troppo…) che mancavo da Gosset, ma dovevo assolutamente tornarci al più presto soprattutto per conoscere il nuovo chef de cave, Odilon de Vaire, che ha ricevuto il timone di questa antichissima maison a giugno 2016, dopo la scomparsa improvvisa del suo storico predecessore, Jean-Pierre Mareigner (che non dimenticherò mai). Ebbene, Odilon non solo è in Gosset dal 2010, non solo vanta esperienze precedenti in altre importanti maison, ma è anche preparatissimo e conosce la Champagne palmo a palmo, infine, ciliegina sulla torta, è di una simpatia unica.

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Trousset-Guillemart: quando lo champagne significa piacere

Non è la prima volta che si parla di Trousset-Guillemart su questo sito e non è la prima volta che si parla di questa etichetta: lo ha già fatto Alberto tempo fa. Allora? È uno champagne spensierato, primaverile… forse anche per questo, ritorno a scriverne. Un infuso di freschezza, briosità, vitalità e altissimo nitore olfattivo.

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Il bel biglietto da visita di Tarlant (oltre ogni moda…)

A dispetto della classificazione non al top (Autre Cru all’84%), il villaggio di Œuilly (rive gauche della Vallée de la Marne, 139,30 ettari, di cui oltre il 50% a Meunier) riesce a esprimere eccellenti champagne grazie alla passione e al savoir-faire della famiglia Tarlant. Oggi rappresentata da Benoît per quanto riguarda la parte tecnica e da sua sorella Mélanie per il commerciale e la comunicazione.

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Olivier Collin e la (sua) rivincita con il Pinot Noir

Non devo certo presentare ancora una volta Olivier (Ulysse) Collin, uno dei più talentuosi allievi del grande Anselme Selosse che poi, nell’arco di una quindicina d’anni, ha saputo imporsi sulla scena mondiale grazie a champagne dalla personalità e dal fascino sempre più forti. Non solo: Olivier ha dimostrato che anche da terroir teoricamente meno pregiati (come i Coteaux du Petit Morin, dove si trova la sua Congy) si possono fare grandi vini.

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Erick De Sousa, ancora lui, sempre più certezza…

Nel panorama dei classici non millesimati, che avranno pure meno appeal rispetto ai ‘vintage’, ma rappresentano pur sempre più del 75% delle vendite complessive di champagne, tendiamo sempre a parlare di quelli delle Grandes Marques, dimenticandoci che anche per i ‘piccoli’ vale la stessa regola. E con regola intendo che il sans année è sempre e comunque lo champagne più importante, essendo il biglietto da visita di ciascun produttore.

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André Jacquart Mesnil Experience: un ottimo esempio dell’equazione champagne = vino di piacere…

…soprattutto se in magnum, aggiungo! Già, perché – e lo ricordo in tutte le mie lezioni – lo champagne è piacere. Togliamolo dal piedistallo del lusso, dell’esclusivo e portiamolo in una dimensione normale, di piacere, come detto. In proposito, di champagne eccezionalmente piacevoli ce ne sono fortunatamente tanti, ovviamente con sfaccettature diverse, complessità diverse, costi diversi. I costi, già (ricordate che lo champagne è costoso perché costa produrlo, ma non è caro).

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Piper-Heidsieck: un’inedita verticale ne svela il vero valore

Amicizia a parte, ritengo Régis Camus uno dei più valenti chef de cave della storia dello champagne e della Champagne tutta. Allievo di Daniel Thibault, ne ha prima ricevuto di fatto il testimone alla guida di Piper-Heidsieck nel 1995 e successivamente, a seguito della prematura scomparsa di questi, è anche diventato chef de cave di Charles Heidsieck.

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Novità in casa Duval-Leroy e… quanto è buono questo champagne!

Tra le sorprese positive dell’edizione 2018-19 della guida Grandi Champagne va annoverata senza dubbio Duval-Leroy. Non che non conoscessimo bene la maison di Vertus o nutrissimo dubbi sul suo savoir-faire, no, per carità, però dobbiamo confessare che negli ultimi anni Duval-Leroy ha dovuto completare quella ‘messa a punto’ necessaria a seguito di un cambiamento importante come quello dello chef de cave (da Hervé Jestin a Sandrine Logette) e dell’ammodernamento della cantina.

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Pascal Agrapart: “le pape du Chardonnay”

Siamo al rush finale delle lavorazioni della guida Grandi Champagne 2018-19 (a questo link trovate ancora la promo per la versione Limited Edition) e a questo punto posso sbilanciarmi e dire che non sarà semplicemente la naturale evoluzione delle precedenti, bensì una vera e propria ‘opera’. Qualche dato? Più di 500 pagine, nuovo formato, grafica rinnovata e, soprattutto, ben 106 produttori recensiti.

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