La rinascita di Leclerc-Briant è ben lungi dall’essere terminata: ecco un altro nuovo champagne!

Chi ha introdotto la biodinamica nella Marne? Leclerc-Briant, nel 1989. Chi ha lanciato la prima linea di champagne lieux-dits? Leclerc-Briant, nel 1993. Chi ha stabilito il record da Guinness dei Primati della più grande piramide di bicchieri? Pascal Leclerc-Briant, nel 2004. Poi, purtroppo, sappiamo com’è andata: Pascal è scomparso prematuramente nel 2010 e gran parte dei vigneti sono stati venduti. Insomma, nessuno avrebbe scommesso sul futuro della maison, invece… Non solo soci, ma la vera anima di Leclerc Briant oggi e i fautori della sua rinascita travolgente: Frédéric Zeimett ed Hervé Jestin.

Continua a leggere

Un grande rosé (Elisabeth Salmon) secondo un’annata tanto amata dagli italiani (1996)…

Quando Anselme Selosse mi disse che il suo rosé preferito era l’Elisabethdi Billecart-Salmon inizialmente rimasi spiazzato, non me l’aspettavo, ma poi c’ho riflettuto un attimo e ho pensato “beh, ci sta. D’altronde è indiscutibilmente tra i migliori cinque rosé in assoluto…”. Non a caso, è un rosé che ci ha fatto saltare dalla sedia con una grande annata (2002, in Grandi Champagne 2014-15), ma ha anche saputo stupirci a fronte di annate meno incisive (2000 nell’edizione 2012 e 2006 in Grandi Champagne 2018-19), tanto per parlare solo delle ultime uscite di questo champagne.

Continua a leggere

Champagne Alfred Gratien: passione e tradizione

Inizio con un ‘mea culpa’: su Grandi Champagne 2018-19 abbiamo tributato solo 89/100 al Blanc de Blancs 2009 di Alfred Gratien. Troppo poco. Lo dico alla luce di un ulteriore riassaggio fatto un paio di settimane fa presso la maison, con la visita abilmente coordinata da Emilie Jeangeorges e la presenza del Présidente Director Général Olivier Dupre. E attenzione perché la bontà di questo riassaggio non è certo figlia del cosiddetto ‘fattore maison’, no, ma di uno champagne nettamente cresciuto nell’arco di un anno e che non fatico ad ammettere non riuscimmo a leggere al meglio.

Continua a leggere

Aveva ragione Olivier: Krug è piacere! Il 2004, ad esempio…

Da qualche anno, Olivier Krug ripete con tale perseveranza un concetto che è diventato una sorta di mantra: “Krug non è uno champagne per esperti, per conoscitori. No Krug è uno champagne ideato da un tale Joseph, mio antenato, che voleva dare piacere a tutti”. Da ‘vecchio krugista’, quando ho sentito questa frase per la prima volta sono quasi saltato dalla sedia e ho pensato all’ennesima trovata di quei demoni del marketing, che poi hanno costretto il povero Olivier a ripeterla ossessivamente.

Continua a leggere

Champagne Lanson: il 1985, il 1989, il ‘bio’ e… la Masterclass a Roma!

Tra le ultimissime degustazioni della guida Grandi Champagne 2018-19, ricordo ci fu Lanson. Era settembre e la tappa era d’obbligo per assaggiare in anteprima il nuovo nato, il Green Label. Ma lo chef de cave Hervé Dantanè particolarmente generoso oppure mi vuole veramente bene (o, forse, entrambe le cose…), perché ci fece riassaggiare tutta la gamma e, al termine, degna conclusione con due magnum di Lanson Vintage Collection, nella fattispecie 1979 e 1985.

Continua a leggere

Champagne Salon e… la ‘regola’ del sette!

Lo scorso anno, un po’ a sorpresa, Salon ha rimesso sul mercato alcune bottiglie di 1997 grazie a una splendida idea del suo presidente Didier Depond: solo 2.017 (guarda caso…) bottiglie rimaste sui lieviti ben 19 anni. Salon non aveva mai fatto operazioni di dégorgement tardif, ma personalmente trovo che una maturazione sui lieviti molto più lunga abbia giovato tanto, tantissimo a Salon, perché è stato uno dei più buoni che abbia mai assaggiato.

Continua a leggere

Grandi novità in casa Gosset, anche… in chiave Meunier

Era un po’ di tempo (troppo…) che mancavo da Gosset, ma dovevo assolutamente tornarci al più presto soprattutto per conoscere il nuovo chef de cave, Odilon de Vaire, che ha ricevuto il timone di questa antichissima maison a giugno 2016, dopo la scomparsa improvvisa del suo storico predecessore, Jean-Pierre Mareigner (che non dimenticherò mai). Ebbene, Odilon non solo è in Gosset dal 2010, non solo vanta esperienze precedenti in altre importanti maison, ma è anche preparatissimo e conosce la Champagne palmo a palmo, infine, ciliegina sulla torta, è di una simpatia unica.

Continua a leggere

Brilla una stella in Champagne, è Laurent Champs (Vilmart)

Qualcuno dice che oggi non ha più senso parlare di ‘champagne de maison’ e ‘champagne de vigneron’. Forse è in parte vero per i primi, visto che alcune Grandes Marqueshanno iniziato a fare vini sempre più legati alla micro-territorialità, ma sui secondi non sono d’accordo. La media degli RM, infatti, ha certamente compiuto un bel passo in avanti sul piano della qualità, ne ha compiuti due, se non addirittura tre, su quello della personalità, ma rimane il tallone d’Achille della costanza di anno in anno.

Continua a leggere

Trousset-Guillemart: quando lo champagne significa piacere

Non è la prima volta che si parla di Trousset-Guillemart su questo sito e non è la prima volta che si parla di questa etichetta: lo ha già fatto Alberto tempo fa. Allora? È uno champagne spensierato, primaverile… forse anche per questo, ritorno a scriverne. Un infuso di freschezza, briosità, vitalità e altissimo nitore olfattivo.

Continua a leggere

Billecart-Salmon e quel capolavoro della Cuvée Louis (già Blanc de Blancs Millésime)

Quattro anni fa, in occasione di una visita da Billecart-Salmon con annessa sontuosa verticale di Cuvée Nicolas François , confessai piuttosto spudoratamente che avrei preferito trovare il Blanc de Blancs Millésime al posto dello champagne che omaggia il fondatore… Poi, nonostante la mia predilezione per lo Chardonnay, quella degustazione fu a dir poco magnifica, ma sono sempre rimasto con il desiderio di fare un bell’assaggio di quello champagne che adoro sin da quando lo ricordo con l’etichetta gialla.

Continua a leggere