Moët e il nuovo Grand Vintage, ma non solo…

“Ogni secondo, nel mondo, una persona sceglie Möet e Chandon per celebrare un momento”. È in un’inaspettata e bellissima giornata di fine inverno a  Milano e con queste parole che si è tenuto il debutto ufficiale del 73° millesimato della maison più celebrata: stiamo parlando del Grand Vintage 2009 e della sua versione in rosa, il Grand Vintage 2009 Rosé.

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Olivier Collin e la (sua) rivincita con il Pinot Noir

Non devo certo presentare ancora una volta Olivier (Ulysse) Collin, uno dei più talentuosi allievi del grande Anselme Selosse che poi, nell’arco di una quindicina d’anni, ha saputo imporsi sulla scena mondiale grazie a champagne dalla personalità e dal fascino sempre più forti. Non solo: Olivier ha dimostrato che anche da terroir teoricamente meno pregiati (come i Coteaux du Petit Morin, dove si trova la sua Congy) si possono fare grandi vini.

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Charles Heidsieck: arriva il nuovo rosé millesimato! Con non poche sorprese…

Anno importante il 2018 per Charles Heidsieck. Innanzitutto, dopo una lunghissima attesa, ha finalmente debuttato il nuovo (2004) Blanc des Millénaires, che avete trovato in anteprima in Grandi Champagne 2018-19, poi, sempre a tema Chardonnay, esordirà a breve un inedito blanc de blancs non millesimato, ma non è ancora finita, perché sta arrivando sul mercato pure la nuova annata di rosé, il millesimato intendo (ma è appena giunto in pista anche il Rosé Réserve base vendemmia 2012 e – credetemi! – è a dir poco strepitoso! Lo valuto agevolmente 92/100…).

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Erick De Sousa, ancora lui, sempre più certezza…

Nel panorama dei classici non millesimati, che avranno pure meno appeal rispetto ai ‘vintage’, ma rappresentano pur sempre più del 75% delle vendite complessive di champagne, tendiamo sempre a parlare di quelli delle Grandes Marques, dimenticandoci che anche per i ‘piccoli’ vale la stessa regola. E con regola intendo che il sans année è sempre e comunque lo champagne più importante, essendo il biglietto da visita di ciascun produttore.

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Il nuovo millesimato di Trousset-Guillemart: sorpresa o… conferma?

Tra i numerosi (sono ben 5.000) piccoli produttori di champagne è difficile oggi trovarne di veramente validi: i più bravi sono già stati ‘scoperti’ da tempo. Ciò nonostante, qualche eccezione c’è ancora e riguarda soprattutto la più giovane generazione (meno di trent’anni) di vigneron che da pochi anni si è affacciata nel panorama champenois. Il risultato è che già quest’anno vedremo le loro primissime bottiglie e – fidatevi! – queste saranno (sono) davvero splendide.

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André Jacquart Mesnil Experience: un ottimo esempio dell’equazione champagne = vino di piacere…

…soprattutto se in magnum, aggiungo! Già, perché – e lo ricordo in tutte le mie lezioni – lo champagne è piacere. Togliamolo dal piedistallo del lusso, dell’esclusivo e portiamolo in una dimensione normale, di piacere, come detto. In proposito, di champagne eccezionalmente piacevoli ce ne sono fortunatamente tanti, ovviamente con sfaccettature diverse, complessità diverse, costi diversi. I costi, già (ricordate che lo champagne è costoso perché costa produrlo, ma non è caro).

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Moët e la sorpresa del 1996

Non sono un fan sfegatato dell’annata 1996 in Champagne e, come oramai saprete, gli stessi champenois non la trovano un’annata eccezionale, bensì “estrema”. Ne ho parlato più volte, ma questo estremismo significa oggi che la maggior parte degli champagne di quest’annata sono finiti. Sì, proprio così: il vino è chiaramente ossidato e, paradossalmente, accompagnato da una netta acidità che corre per conto suo.

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Ca’ del Bosco: un altro pianeta!

Sono reduce con Vania da una recente full immersion da Ca’ del Bosco, ospiti di Maurizio Zanella e del suo ottimo staff. Lascio alle parole di Vania il racconto di questa giornata, da parte mia posso solo aggiungere che questa visita mi ha definitivamente convinto di quello che pensavo da tempo: la Franciacorta è ancora oggi un territorio con dei limiti per quanto riguarda la migliore vocazione spumantistica.

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Il ‘misterioso’ Dom Pérignon P2 1999…

Lo avevo promesso ed eccomi finalmente a parlare di un Dom Pérignon molto particolare, il P2 1999. Particolare perché è arrivato sul mercato in maniera bizzarra: solo 99 bottiglie per l’Italia, vendute direttamente attraverso un canale specifico di MHI. Punto e basta. Per questo, la maggior parte degli appassionati ha pensato che dal P2 1998 si sia passati direttamente al P2 2000 ed effettivamente all’inizio rimasi pure io sorpreso di questo salto. Infatti, mi sembrava strano che la linea P2 mancasse un’annata particolarmente riuscita per Dom Pérignon.

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Grande anteprima: il nuovo champagne di Vilmart!

Nel corso del mio ultimo viaggio, ottimamente accompagnato da Vania Valentini e dalla sommelier Alessia Occhipinti (che presto vedremo debuttare ad AIS Milano come relatrice in una serata dedicata ad alcuni piccoli récoltant), non poteva certo mancare un nome a me caro come Vilmart.

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