Cambio al vertice di Ayala

Ayala è una maison situata ad Aÿ e specializzata in champagne non dosati per tradizione. Infatti, già a metà dell’800 Ayala lancia in Inghilterra il primo champagne della storia con un dosaggio basso, di “soli” 22 g/l, rivendica la paternità del primo zero dosage di Champagne e più recentemente ha proposto perfino un rosé senza dosaggio (Cuvée Rosé Nature). Dal 2005 la maison è di proprietà dalla vicina Bollinger, che ha avuto l’intelligenza di mettervi a capo lo champenois Hervé Augustin (in foto), già direttore commerciale del prestigioso acquirente.

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Il ritorno del Cordon Rouge

Non voglio autocelebrarmi ma, come fino a poco tempo fa ho sempre manifestato le mie perplessità sul Cordon Rouge, il brut sans année simbolo di Mumm, così ora devo riconoscere che è nettamente cambiato. E migliorato, al punto essere decisamente piacevole. E questa mia sensazione è suffragata da numerosi appassionati che lo stanno riassaggiando, compreso l’amico Federico Angelini, che fino a oggi era forse il maggior detrattore di questa etichetta, salvo, ora, rivalutarla dopo averla riassaggiata in più di un’occasione negli ultimi mesi.

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Bollinger cambia la bottiglia

Era nell’aria da un po’ di tempo, ma per rispetto dell’ufficializzazione da parte dell’importatore italiano ho preferito aspettare un po’ a parlarne. Ma ora ci siamo: Bollinger esordisce con una nuova bottiglia, per ora riservata alla sola Special Cuvée, ma che si estenderà a seguire (man mano che le bottiglie termineranno la maturazione sui lieviti, ovviamente…) a tutta la gamma.

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Champagne: anticipazioni sulla prossima vendemmia

In Champagne, la vendemmia è oramai alle porte e, anzi, secondo le previsioni del CIVC, dovrebbe iniziare la prossima settimana, quando i vigneti si popoleranno di ben 120.000 vendemmiatori. Un ottimo agosto stà portando le uve a maturazione ottimale, anche se l’andamento climatico è stato tutt’altro che facile.

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Alla scoperta di Boërl & Kroff

Alcuni appassionati ricorderanno, giusto quattro anni fa, il lancio di uno champagne tanto sconosciuto quanto costosissimo. Si trattava di Broël & Kroff, brand di extra lusso creato da Patrick Sabaté e Stéphane Sése, importanti uomini d’affari francesi, in collaborazione con la maison Drappier di Urville.

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Krug Clos d’Ambonnay: prima e seconda annata

La terza annata di Clos d’Ambonnay è stata la 1998, lanciata quest’anno e prontamente recensita su questo sito. Nella primavera del 2008 Krug lanciava un nuovo champagne, il Clos d’Ambonnay, blanc de noir (quindi Pinot Noir in purezza) prodotto da un piccolo vigneto (0,68 ha) che la maison possiede nel villaggio Grand Cru della Montagne de Reims. L’ingresso del Clos D’Ambonnay nel villaggio omonimo della Montagne de Reims.

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Besserat de Bellefon: ritorno alle origini?

Ricordo che il mitico Alvaro Stirpe (la persona che ha fortemente contribuito a canalizzare la mia passione per lo champagne) citava spesso Besserat de Bellefon come ottimi champagne. Per anni non sono mai riuscito ad assaggiarne, finché due anni fa mi capita di visitare la maison, a Epernay. Devo dire che, a eccezione dell’ottimo Blanc de blancs, non rimasi troppo impressionato dalla gamma, ma una seconda occasione di riassaggio dell’intera famiglia Cuvée des Moines mi ha costretto – con mia sorpresa, ma anche piacere – a cambiare idea.

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La Grande Année Rosé Bollinger, nuova annata 2004

Uno dei primi post, anzi articoli di questo sito era dedicato a uno champagne rosé non molto conosciuto (forse perché prodotto in piccolissime quantità, ma anche perché la maison è più nota per i suoi blancs) pur se sempre eccellente: la Bollinger Grande Année, ma declinata come Rosé. Parlai poco tempo fa della Grande Année 2002, mentre ora andiamo a conoscere la 2004. Come il nome suggerisce, questo champagne è una variante della Grande Année tradizionale, ma non come mera aggiunta di vino rosso all’assemblaggio bianco, bensì come uno inedito.

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Inside Bruno Paillard

Non ritengo champagne facili i Bruno Paillard, ma sono fermamente convinto che più li bevi e più li apprezzi. Soprattutto il Brut Première Cuvée, che ha anche una capacità incredibile di maturazione. E pensare che rappresenta l’etichetta di ingresso al mondo Paillard… A me sta succedendo proprio questo, ragion per cui mi sembra opportuno non solo apprezzare questo champagne in una sontuosa verticale, ma anche conoscere più da vicino la maison Bruno Paillard. Nata quasi come un’avventura, oggi la maison Bruno Paillard raccoglie i frutti delle intuizioni del suo fondatore.

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Il Krug ID Code ci dice la data del dégorgement

Oggi riportare la data del dégorgement (operazione per la rimozione dei residui della rifermentazione in bottiglia) in controetichetta è una pratica che inizia ad avere diversi seguaci tra i produttori, soprattutto tra i piccoli e i medi, mentre i grandi o sono ancora restii, oppure scrivono la data solo nelle top cuvée. Però la tendenza sembra crescere e da appassionato dico fortunatamente perché, conoscendo quando uno champagne è stato degorgiato, potrò scegliere il momento per berlo nelle migliori condizioni o, quantomeno, evitare che sia ancora spigoloso.

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