Inside Bruno Paillard

Non ritengo champagne facili i Bruno Paillard, ma sono fermamente convinto che più li bevi e più li apprezzi. Soprattutto il Brut Première Cuvée, che ha anche una capacità incredibile di maturazione. E pensare che rappresenta l’etichetta di ingresso al mondo Paillard… A me sta succedendo proprio questo, ragion per cui mi sembra opportuno non solo apprezzare questo champagne in una sontuosa verticale, ma anche conoscere più da vicino la maison Bruno Paillard. Nata quasi come un’avventura, oggi la maison Bruno Paillard raccoglie i frutti delle intuizioni del suo fondatore.

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Il Krug ID Code ci dice la data del dégorgement

Oggi riportare la data del dégorgement (operazione per la rimozione dei residui della rifermentazione in bottiglia) in controetichetta è una pratica che inizia ad avere diversi seguaci tra i produttori, soprattutto tra i piccoli e i medi, mentre i grandi o sono ancora restii, oppure scrivono la data solo nelle top cuvée. Però la tendenza sembra crescere e da appassionato dico fortunatamente perché, conoscendo quando uno champagne è stato degorgiato, potrò scegliere il momento per berlo nelle migliori condizioni o, quantomeno, evitare che sia ancora spigoloso.

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Thienot e la nuova strada

Nella guida “Grandi Champagne 2012” non avete trovato né i sans année né il millésime tradizionale di Thienot. Il perché è presto detto: al momento degli assaggi, gli champagne non avevano raggiunto i requisiti minimi per entrare in guida e di questa maison abbiamo così recensito altre etichette di maggiore caratura.

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Krug 1988: vedi Napoli e poi muori

Erano un paio d’anni che non riassaggiavo quest’annata by Krug. La fortunata occasione è arrivata con una visita all’amico Gaetano Verrigni, non solo produttore di una pasta semplicemente straordinaria (credo proprio sia la migliore…), ma anche grande appassionato di champagne. Gaetano Verrigni, qui insieme alla moglie Francesca e alla loro creatura, il fantastico Spaghettoro. A Gaetano va pubblicamente il mio più sentito ringraziamento per avermi dato la possibilità di riassaggiare il Krug 1988.

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Guy de Forez: ancora centro con la nuova annata

La sede di Guy de Forez è un casale del XVII secolo con cantine sottostanti. Siamo nell’Aube, nel villaggio di Les Riceys. Questo piccolo produttore RM (récoltant-manipulant, quindi colui che produce da sole uve di proprietà) oramai è ben conosciuto su queste pagine.

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Idee per un pranzo estivo veloce e gustoso

Chi segue questo sito avrà notato, spero con piacere, che di tanto in tanto propongo la ricetta di un piatto semplice e gustoso da abbinare poi allo champagne. Si tratta di ricette di chef che, nel mio peregrinare enogastronomico su e giù per l’Italia, ho avuto modo di conoscere e apprezzare, alcuni anche di annoverare tra gli amici. Aurelio Damiani, eclettico e non meno simpatico chef marchigiano, ci propone le ricette di due piatti assolutamente gustosi, facili da realizzare e perfettamente in linea con la stagione.

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Charles Heidsieck rinnova anche lo champagne

Tante novità si succedono in questa maison di Reims: prima l’acquisizione giusto un anno fa da parte del Gruppo EPI, desideroso di riportare Charles e Piper Heidsieck sui livelli che competono loro; poi, da aprile di quest’anno, la distribuzione in Italia di Charles Heidsieck affidata a Philarmonica di Guido Folonari; infine, giusto ora, le prime novità in seno alla maison. Régis Camus, uno dei grandi chef de cave della Champagne.

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Roederer Rosé e Grana: coppia giovane ma già affiatata

Alle anteprime Louis Roederer, mancavano i rosé, pertanto è ora di rimediare.Iniziamo dal millesimato, assaggiato anche stavolta insieme allo chef de cave, l’amico Jean-Baptiste Lécaillon: è il 2007, quindi in “anticipo” di un anno (rimane sui lieviti 4 anni anziché 5) rispetto ai fratelli assemblaggio e Blanc de blancs.Ma in Roederer è sempre così per il millesimato in rosa (non per il Cristal, di cui parlerò in un’altra occasione, però…) perché mirano all’esaltazione dei profumi fruttati e della freschezza in questa loro etichetta, prodotta mediamente con 2/3 di Pinot Noir e 1/3 di Chardonnay.

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Champagne: consigli per l’estate

Siamo nel pieno della stagione calda, forse dovrei dire torrida, e qualcuno – beato lui – è già partito per le ferie, altri lo faranno durante questo mese o in quello canonico di agosto, qualcun altro, volente o nolente, è rimasto in città. In tutti i casi, una bella bottiglia potrebbe esaltare la vacanza o rendere meno pesante il tran tran cittadino e, in proposito, oggigiorno la bollicina è un vino in netta crescita anche durante l’estate.

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Una grande dama di nome e di fatto

Barbe Nicole Ponsardin, meglio nota come M.me Clicquot: in suo onore, in occasione del bicentenario della maison, fu lanciata La Grande Dame. Tra le più belle esperienze in assoluto in Champagne, ho un ricordo indelebile e non meno piacevole di una giornata passata, oramai tre anni or sono, insieme a Federico Angelini al bellissimo Manoir de Verzy, proprietà di Veuve Clicquot nel villaggio omonimo (100% Grand Cru) della parte nord della Montagne de Reims con annesso vigneto.

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