Champagne Ayala: veni, vidi, vici!

Questa che mi appresto a raccontare è la storia di Ayala, maison indubbiamente fra le più brillanti e vivaci in questo momento, che sta finalmente riportando in una posizione di prestigio il proprio nome: è stato uno dei nomi più importanti della Champagne fino al secolo scorso. Infatti, per capire meglio questa maison, bisogna partire dal passato; un passato fatto di una grande storia, ma, soprattutto, di un grande uomo, come spesso se ne incontrano nel mondo del vino: Edmond de Ayala.

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In anteprima il nuovo rosé di Ayala, sintesi della rinascita della maison

Nel 2005 Bollinger acquistava la vicina Ayala, storica maison di cui parleremo presto in maniera approfondita. Mi limito ad aggiungere che gli ultimi champagne Ayala giunti sul mercato tra lo scorso e quest’anno stanno finalmente dimostrando che la ‘cura’ Bollinger sta funzionando. Eccome. E aggiungo anche che la maison è guidata da uno staff molto giovane, tutti con meno di quarant’anni, capitanati da Hadrien Mouflard e con una donna come chef de cave, Caroline Latrive.

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Cambio al vertice di Ayala

Ayala è una maison situata ad Aÿ e specializzata in champagne non dosati per tradizione. Infatti, già a metà dell’800 Ayala lancia in Inghilterra il primo champagne della storia con un dosaggio basso, di “soli” 22 g/l, rivendica la paternità del primo zero dosage di Champagne e più recentemente ha proposto perfino un rosé senza dosaggio (Cuvée Rosé Nature). Dal 2005 la maison è di proprietà dalla vicina Bollinger, che ha avuto l’intelligenza di mettervi a capo lo champenois Hervé Augustin (in foto), già direttore commerciale del prestigioso acquirente.

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