Un grande rosé (Elisabeth Salmon) secondo un’annata tanto amata dagli italiani (1996)…

Quando Anselme Selosse mi disse che il suo rosé preferito era l’Elisabethdi Billecart-Salmon inizialmente rimasi spiazzato, non me l’aspettavo, ma poi c’ho riflettuto un attimo e ho pensato “beh, ci sta. D’altronde è indiscutibilmente tra i migliori cinque rosé in assoluto…”. Non a caso, è un rosé che ci ha fatto saltare dalla sedia con una grande annata (2002, in Grandi Champagne 2014-15), ma ha anche saputo stupirci a fronte di annate meno incisive (2000 nell’edizione 2012 e 2006 in Grandi Champagne 2018-19), tanto per parlare solo delle ultime uscite di questo champagne.

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Billecart-Salmon e quel capolavoro della Cuvée Louis (già Blanc de Blancs Millésime)

Quattro anni fa, in occasione di una visita da Billecart-Salmon con annessa sontuosa verticale di Cuvée Nicolas François , confessai piuttosto spudoratamente che avrei preferito trovare il Blanc de Blancs Millésime al posto dello champagne che omaggia il fondatore… Poi, nonostante la mia predilezione per lo Chardonnay, quella degustazione fu a dir poco magnifica, ma sono sempre rimasto con il desiderio di fare un bell’assaggio di quello champagne che adoro sin da quando lo ricordo con l’etichetta gialla.

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Billecart-Salmon: tra novità e conferme d’eccellenza

I miei primi passi nel mondo dello champagne li ho mossi proprio grazie a Billecart-Salmon. Eravamo a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 e in un piccolo gruppo di amici – c’erano Federico Angelini e Guido Molinari, oggi con me nell’avventura della guida Grandi Champagne e non solo… – ci si vedeva nell’ufficio (almeno in teoria era tale…) del mitico Alvaro Stirpe. Essendo Alvaro agente Velier, lo champagne Billecart era di casa, così avemmo modo di apprezzarlo in approfonditamente.

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La grande Cuvée Nicolas François Billecart in verticale! II parte

(II PARTE) Dovrei andare avanti con qualche altra anteprima (i nuovi Moët Grand Vintage e Grand Vintage Collection, le nuove annate di Tarlant e l’inedita Cuvée BAM…), però poi mi sono ricordato di aver lasciato in sospeso la splendida verticale di Cuvée Nicolas François, la cuvée de prestige di Billecart-Salmon, anzi il simbolo di questa bellissima realtà di Mareuil-sur-Aÿ ancora condotta dai discendenti del fondatore. Pertanto, rimandiamo un attimo le altre anteprime e vediamo le altre cinque annate di NF selezionate dallo chef de cave François Domi.

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La grande Cuvée Nicolas François Billecart in verticale!

I PARTE Avevo una promessa da parte di François Domi, il bravissimo chef de cave di Billecart-Salmon: la prossima volta che sarei tornato, mi avrebbe deliziato con una sontuosa verticale. Detto fatto: durante un mio recente viaggio in Champagne, insieme agli amici Amedeo Pasquino (delegato AIS Lecce) e Pascal Tinari (sommelier del ristorante di famiglia, la fantastica Villa Maiella), eccoci tornare a Mareuil-sur-Aÿ da Billecart-Salmon per ritrovare François e, naturalmente, dedicarci a questa verticale.

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Billecart-Salmon Grande Cuvée 1989: un grande champagne di nome e di fatto

Nel 1982, esattamente 18 anni dopo la creazione della celebre Cuvée Nicolas-François (NF per gli amici…) in onore del fondatore, la famiglia Billecart decise di dare vita a un nuovo champagne. Uno champagne d’eccezione, ovviamente millesimato, che rappresentasse una sorta di estremizzazione dell’NF. Pertanto, decisero di rimanere sempre sullo stesso assemblaggio paritetico di Pinot Noir e Chardonnay Grand Cru, ma stavolta frutto di una selezione se possibile ancora più rigorosa, addirittura maniacale, delle uve, i cui vini hanno poi maturato per ben 10 anni sui lieviti: era nata la Grande Cuvée.

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