Billecart-Salmon: tra novità e conferme d’eccellenza

I miei primi passi nel mondo dello champagne li ho mossi proprio grazie a Billecart-Salmon. Eravamo a cavallo tra gli anni ’90 e il 2000 e in un piccolo gruppo di amici – c’erano Federico Angelini e Guido Molinari, oggi con me nell’avventura della guida Grandi Champagne e non solo… – ci si vedeva nell’ufficio (almeno in teoria era tale…) del mitico Alvaro Stirpe. Essendo Alvaro agente Velier, lo champagne Billecart era di casa, così avemmo modo di apprezzarlo in approfonditamente.

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La grande Cuvée Nicolas François Billecart in verticale!

(II PARTE) Dovrei andare avanti con qualche altra anteprima (i nuovi Moët Grand Vintage e Grand Vintage Collection, le nuove annate di Tarlant e l’inedita Cuvée BAM…), però poi mi sono ricordato di aver lasciato in sospeso la splendida verticale di Cuvée Nicolas François, la cuvée de prestige di Billecart-Salmon, anzi il simbolo di questa bellissima realtà di Mareuil-sur-Aÿ ancora condotta dai discendenti del fondatore. Pertanto, rimandiamo un attimo le altre anteprime e vediamo le altre cinque annate di NF selezionate dallo chef de cave François Domi.

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La grande Cuvée Nicolas François Billecart in verticale!

I PARTE Avevo una promessa da parte di François Domi, il bravissimo chef de cave di Billecart-Salmon: la prossima volta che sarei tornato, mi avrebbe deliziato con una sontuosa verticale. Detto fatto: durante un mio recente viaggio in Champagne, insieme agli amici Amedeo Pasquino (delegato AIS Lecce) e Pascal Tinari (sommelier del ristorante di famiglia, la fantastica Villa Maiella), eccoci tornare a Mareuil-sur-Aÿ da Billecart-Salmon per ritrovare François e, naturalmente, dedicarci a questa verticale.

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Billecart-Salmon Grande Cuvée 1989: un grande champagne di nome e di fatto

Nel 1982, esattamente 18 anni dopo la creazione della celebre Cuvée Nicolas-François (NF per gli amici…) in onore del fondatore, la famiglia Billecart decise di dare vita a un nuovo champagne. Uno champagne d’eccezione, ovviamente millesimato, che rappresentasse una sorta di estremizzazione dell’NF. Pertanto, decisero di rimanere sempre sullo stesso assemblaggio paritetico di Pinot Noir e Chardonnay Grand Cru, ma stavolta frutto di una selezione se possibile ancora più rigorosa, addirittura maniacale, delle uve, i cui vini hanno poi maturato per ben 10 anni sui lieviti: era nata la Grande Cuvée.

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