Bollinger R.D.: buon compleanno con l’anteprima del 2002

Non ho mai nascosto la mia ammirazione, la mia predilezione per l’R.D. di Bollinger. Anzi, è stabilmente tra i miei champagne preferiti, spesso accompagnato da La Grande Année da cui deriva. Perché, lo ricordo, tutti gli R.D. sono stati Grande Année, ma non tutte le Grande Année saranno R.D.. Infatti, quest’ultimo champagne altro non è che il primo tenuto maggiormente sui lieviti.

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Bollinger La Grande Année 1999… in magnum!

Mi è sempre piaciuta l’annata 1999 in Champagne e, nonostante sia stata considerata “calda”, i suoi champagne mi hanno immancabilmente conquistato. Così, è con una certa eccitazione che mi è capitato di condividere una magnum di Bollinger La Grande Année 1999 insieme ad alcuni cari amici: Federico Angelini, Alessandro Scorsone e Daniele Tagliaferri (tutti con me nella guida Grandi Champagne), nonché Luigi Parise, titolare di quegli incredibili pub romani che rispondono al nome di Ris Cafè e Morrison’s Pub.

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Un “grande” R.D., purtroppo per pochi…

L’R.D. di Bollinger è uno champagne straordinario e mi, ci ha definitivamente conquistato con l’annata 1999, che ha meritato un bel 98/100 in Grandi Champagne 2012. Purtroppo è praticamente esaurito e siamo in trepidante attesa del prossimo, targato 2002, che dovrebbe essere degorgiato giusto in questo periodo. Lo aspetto a breve per un assaggio in anteprima, ma, nel frattempo, ecco arrivare a sorpresa il 2000. Calma, calma, non si tratta di un R.D. inatteso, bensì di uno speciale, purtroppo destinato a pochi… Vediamo. L’R.D.

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Champagne Bollinger: Gilles Descôtes è il nuovo chef de cave

La notizia improvvisa delle dimissioni di Mathieu Kauffmann da chef de cave di Bollinger aveva sorpreso un po’ tutti, ma già da subito si ipotizzava Gilles Descôtes come suo successore, allora Direttore Tecnico della maison di Aÿ e, di fatto, suo braccio destro. Lo scorso 27 maggio ero proprio da Bollinger e ho avuto modo non solo di conoscere Gilles, ma anche di apprezzarlo come uomo e come tecnico nel corso di una bella degustazione.

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R.D., il vero capolavoro di Bollinger

Solitamente a un grande vino serve tempo perché questa sua grandezza si esprima universalmente e lo porti nell’Olimpo dell’enologia mondiale, ovvero nel mito. Un secolo, magari, qualche decina di anni in meno nei casi più fortunati. Invece, c’è un grande vino, uno champagne ovviamente, che la fama, anzi il mito l’ha raggiunto con sorprendente rapidità, così capita che abbia festeggiato il prestigioso traguardo del 50° compleanno già due anni fa, quando tra i grandi ci sta da un pezzo, trent’anni almeno. Questo champagne è l’R.D. di Bollinger.

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Clamoroso, Mathieu Kauffmann lascia Bollinger!

Avevo sentito la notizia già da diversi giorni, ma mi era sembrata talmente strana, talmente clamorosa che stentavo a darle credito. Eppure, ho verificato anche con l’importatore italiano Meregalli ed è proprio così: Mathieu Kauffmann, chef de cave di Bollinger dal 2004 (dove, comunque, era entrato già nel 2001), decimo nella storia della maison e soprattutto il primo non champenoise, si è dimesso. La decisione di Kauffmann ha lasciato tutti di stucco e perfino la maison ha c onfessato di non conoscere i motivi di queste dimissioni improvvise.

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Sorpresa, anzi conferma: champagne Bollinger La Grande Année 1999

Quando si parla di Bollinger, i più pensano immediatamente al suo ottimo brut sans année, ovvero la Special Cuvée, gli appassionati invece sognano il Vieilles Vignes Françaises e l’RD. Così, quello che è la vera bandiera della maison di Aÿ finisce per essere dimenticato… Mi riferisco allo champagne La Grande Année, definito dalla stessa Bollinger “il grande millesimato”, prodotto solo in occasione delle vendemmie migliori.

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Il nero? Si abbina con tutto, specialmente con lo champagne

La Dame du Vin per Lemiebollicine “Buongiorno Livia, tutto bene?” “Sì Alberto, grazie. Hai festeggiato con una bollicina interessante il Natale?” “Assolutamente sì. Ma, a proposito di bollicine, cosa mi proporresti stavolta per il sito?” “È qualche giorno che ci penso Alberto, e, in attesa di un brindisi per l’ultimo giorno dell’anno, mi piacerebbe molto mandarti un articolo sull’oro nero del Baltico: il caviale…” Silenzio. “Alberto, ci sei?” “Sì, Livia, è solo che non sono troppo convinto.

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Tutto il fascino del Vieilles Vignes Françaises 1999 di Bollinger

L’evoluzione delle tecniche di conduzione del vigneto e le moderne pratiche di cantina hanno per buona parte cancellato la memoria dello champagne à l’ancienne, ovvero di come lo si produceva nel XIX secolo. Ciò nonostante, qualche produttore ha via via riproposto champagne che si rifanno alle origini e, tra queste, Bollinger può essere ritenuta a buon diritto la capofila con il suo Vieilles Vignes Françaises, prodotto, però, solo nelle annate più favorevoli e in poche bottiglie.

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Bollinger e Bond: (2)002 per 007

Se n’è parlato e riparlato: l’uscita – ieri – nelle sale italiane dell’ultimo film dell’agente segreto più famoso al mondo ha riportato in auge un matrimonio che, salvo una breve parentesi, dura da decenni, ovvero quello tra James Bond e lo champagne Bollinger, iniziato nel 1973 con “Vivi e lascia morire”. Vecchia etichetta di R.D.: quest’annata (1975) compare sia in “A view to a kill” con Roger Moore, sia in “Living daylights” con Timothy Dalton.

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