Il nero? Si abbina con tutto, specialmente con lo champagne

La Dame du Vin per Lemiebollicine “Buongiorno Livia, tutto bene?” “Sì Alberto, grazie. Hai festeggiato con una bollicina interessante il Natale?” “Assolutamente sì. Ma, a proposito di bollicine, cosa mi proporresti stavolta per il sito?” “È qualche giorno che ci penso Alberto, e, in attesa di un brindisi per l’ultimo giorno dell’anno, mi piacerebbe molto mandarti un articolo sull’oro nero del Baltico: il caviale…” Silenzio. “Alberto, ci sei?” “Sì, Livia, è solo che non sono troppo convinto.

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Tutto il fascino del Vieilles Vignes Françaises 1999 di Bollinger

L’evoluzione delle tecniche di conduzione del vigneto e le moderne pratiche di cantina hanno per buona parte cancellato la memoria dello champagne à l’ancienne, ovvero di come lo si produceva nel XIX secolo. Ciò nonostante, qualche produttore ha via via riproposto champagne che si rifanno alle origini e, tra queste, Bollinger può essere ritenuta a buon diritto la capofila con il suo Vieilles Vignes Françaises, prodotto, però, solo nelle annate più favorevoli e in poche bottiglie.

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Bollinger e Bond: (2)002 per 007

Se n’è parlato e riparlato: l’uscita – ieri – nelle sale italiane dell’ultimo film dell’agente segreto più famoso al mondo ha riportato in auge un matrimonio che, salvo una breve parentesi, dura da decenni, ovvero quello tra James Bond e lo champagne Bollinger, iniziato nel 1973 con “Vivi e lascia morire”. Vecchia etichetta di R.D.: quest’annata (1975) compare sia in “A view to a kill” con Roger Moore, sia in “Living daylights” con Timothy Dalton.

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Giornata Champagne a Roma: 6 assaggi in rosa

Envie de bulles – Chiara Giovoni Intensa e avvincente la Giornata Champagne organizzata dall’ufficio italiano del CIVC nelle sontuose sale del Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, dove “monumentale” è invece anche l’aggettivo più adeguato per descrivere la numerosità e la qualità delle aziende di produzione presenti con le loro selezioni di bollicine.

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Bollinger cambia la bottiglia

Era nell’aria da un po’ di tempo, ma per rispetto dell’ufficializzazione da parte dell’importatore italiano ho preferito aspettare un po’ a parlarne. Ma ora ci siamo: Bollinger esordisce con una nuova bottiglia, per ora riservata alla sola Special Cuvée, ma che si estenderà a seguire (man mano che le bottiglie termineranno la maturazione sui lieviti, ovviamente…) a tutta la gamma.

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La Grande Année Rosé Bollinger, nuova annata 2004

Uno dei primi post, anzi articoli di questo sito era dedicato a uno champagne rosé non molto conosciuto (forse perché prodotto in piccolissime quantità, ma anche perché la maison è più nota per i suoi blancs) pur se sempre eccellente: la Bollinger Grande Année, ma declinata come Rosé. Parlai poco tempo fa della Grande Année 2002, mentre ora andiamo a conoscere la 2004. Come il nome suggerisce, questo champagne è una variante della Grande Année tradizionale, ma non come mera aggiunta di vino rosso all’assemblaggio bianco, bensì come uno inedito.

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La Grande Anné Rosé 2002: squisito capolavoro

Meno male che Bollinger non ha il rosé nella sua tradizione, perché altrimenti non oso immaginare cosa sarebbe stata capace di fare! Infatti, le proposte in rosa della maison di Aÿ si sono sempre mosse su livelli di eccellenza, tanto il millesimato La Grande Année Rosé, quanto il non millesimato Spécial Cuvée Rosé. E pensare che finché al timone di Bollinger c’era M.me Lily, il rosé era visto con molto scetticismo, quindi non prodotto.

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