Altro centro dell’annata 2007: è la volta dell’Amour de Deutz

Più mi capita di assaggiare champagne targati 2007 e più rimango favorevolmente colpito. Ma rimango anche sempre più perplesso dal come la maggior parte degli champenois abbia sottovalutato quest’annata. L’ultimo assaggio in tal senso è stato l’Amour de Deutz, sontuoso blanc de blancs che su questo sito abbiamo avuto modo di conoscere più volte a fronte di diverse annate.

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Masterclass Deutz

A Roma, lunedì 30 maggio, Masterclass Deutz Continua il programma delle Masterclass e stavolta tocca a un altro nome di altissimo valore: Deutz. Antica maison di Ay, ha conosciuto un netto sviluppo con il cambio di proprietà del 1993 e oggi vanta una gamma di champagne straordinariamente ricca che conta la bellezza di tre cuvée de prestige.

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Viaggio nel tempo con il raffinato Amour de Deutz

Nel 1993 Louis Roederer acquistava Deutz, antica maison di Aÿ dalla solidissima reputazione, ma all’epoca in una fase non proprio brillante. Jean-Claude Rouzaud, da quel grande uomo della Champagne qual è, appena acquistata la maison decide di mettervi a capo il suo braccio destro, Fabrice Rosset. E fa una cosa che nessuno ha mai fatto: conferisce a Fabrice, e quindi alla maison, la più totale indipendenza.

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Le sorprese non finiscono mai: Amour de Deutz 2005

Per certi versi, l’Amor de Deutz paga la medesima nomea del Cristal presso taluni: champagne più da esibizione che altro. Clamoroso errore in quel caso, clamoroso errore anche in questo. Però, se il Cristal sfodera la sua eccellenza anche da giovane, per farsi poi veramente fantastico con il tempo, l’Amour soffre invece in maniera drammatica la gioventù. Me ne sono accorto in diverse circostanze, ma, nel caso dell’ultima edizione della guida Grandi Champagne, questo aspetto ha pesato ancor di più, complice pure la per me “famigerata” annata 2005.

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Anteprima Deutz: l’Amour si… tinge di rosa

In occasione dell’anteprima del William Deutz 2002, avevo accennato all’arrivo di un inedito Amour de Deutz Rosé. Già, perché l’annata 2002 è stata l’ultima che ha visto la versione rosa proprio del William ed è stato lo stesso presidente della maison, Fabrice Rosset, a spiegarmi questa inaspettata decisione.

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Anteprima William Deutz: ecco il 2002!

Come promesso, riprendo con le anteprime e stavolta parlo di Deutz, maison che sta vivendo un periodo di eccezionale interesse da parte degli italiani in quanto nei prossimi giorni si sceglierà il nuovo importatore per il nostro paese. Da quando è terminato il rapporto con FB-Trading, si è scatenato un vero e proprio assedio a Deutz, al punto che si sono proposte addirittura una quarantina di aziende italiane per rappresentarla in Italia… Ma ora siamo al rush finale, i candidati si sono ridotti a cinque e a breve sarà annunciato il nuovo importatore.

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Un accostamento all’insegna del gusto: un grande champagne, un grande piatto

Roma, via dei Fienili, uno degli angoli più suggestivi della Capitale, all’ombra del Campidoglio, a due passi dai Fori e dalla Bocca della Verità, a pochissimo dal Circo Massimo: insomma, Roma nella sua più storica e coinvolgente espressione. In questa stradina, da oltre 20 anni la Trattoria St Teodoro è un consolidato punto di riferimento per chi vuol mangiare veramente bene. Ovvero grandissime materie prime manipolate con cura ed estro per piatti concreti e di raro gusto.

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Brut Classic, uno champagne di grande successo (anche se a me continua a non convincere…)

Ritengo che da qualche anno Deutz stia vivendo un periodo di autentico splendore. Per carità, non che in passato sia stata sottotono (fu fondata da William in nome della massima qualità e ha sempre lavorato molto bene), ma credo che da quanto sia entrata in orbita Roederer abbia compiuto un netto passo in avanti. O meglio, una serie di passi in avanti anno dopo anno e oggi, dopo esattamente due decadi di straordinaria gestione con Fabrice Rosset al timone, sia una maison d’eccellenza. Fabrice Rosset, presidente di Deutz.

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Il nero? Si abbina con tutto, specialmente con lo champagne

La Dame du Vin per Lemiebollicine “Buongiorno Livia, tutto bene?” “Sì Alberto, grazie. Hai festeggiato con una bollicina interessante il Natale?” “Assolutamente sì. Ma, a proposito di bollicine, cosa mi proporresti stavolta per il sito?” “È qualche giorno che ci penso Alberto, e, in attesa di un brindisi per l’ultimo giorno dell’anno, mi piacerebbe molto mandarti un articolo sull’oro nero del Baltico: il caviale…” Silenzio. “Alberto, ci sei?” “Sì, Livia, è solo che non sono troppo convinto.

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L’ultimo Deutz: Cuvée William Deutz Rosé 2002

Terza e ultima puntata sulle novità Deutz per quest’anno e, come annunciato qui, è la volta della Cuvée William Deutz Rosé 2002. Il villaggio Grand Cru di Aÿ, nella Vallée de la Marne, dove ha sede Deutz. Che è la declinazione in rosa dell’etichetta di punta della maison, creata per omaggiare il fondatore.Ma, a differenza di questa, la rosé è prodotta con sole uve Grand Cru, quindi senza Pinot Meunier come il fratello blanc.

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