La miglior annata dei ’90 in Champagne? La 1995, senza dubbio!

(I PARTE) Con questo articolo inizierà la recensione di tre, anzi quattro (poi vedrete…) champagne consecutivi targati 1995. Già, perché più assaggio questi vintage e più rimango piacevolmente colpito dalla loro eccellenza, convincendomi allo stesso tempo che è questa la grande annata della decade.

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Nella controversa annata 1996 emerge con forza Lanson

Ho detto più volte come l’annata 1996 sia stata mitizzata in alcuni Paesi (Italia soprattutto: “mitica”, “eccezionale”, “del secolo” e chi più ne ha più ne metta), mentre in Champagne nessuno l’ha mai definita tale, bensì, più semplicemente, “estrema”. Infatti, in 300 anni di storia, non era mai capitato di avere oltre 10° alcolici potenziali e oltre 10 g/l di acidità. Così, quando arrivarono sul mercato, questi champagne colpirono per l’oggettiva ricchezza e l’acidità sferzante che dava tensione e freschezza.

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Lanson XA Blanc de Blancs: è la volta del secondo assemblaggio

Nel 2010, per festeggiare nel migliore dei modi il 250° anniversario, Lanson lanciava un nuovo champagne. Era l’Extra Age Brut, che man mano, anno dopo anno, ha fatto finalmente e definitivamente valere la sua eccellenza. Anche perché, con il passare del tempo e dopo i primi dégorgement, è stata prolungata la maturazione sui lieviti da ‘oltre 5 anni’ a 9-10 anni, con un inevitabile beneficio sul fronte della complessità e pure della piacevolezza (non è mica detto che i due aspetti debbano essere per forza antitetici!).

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Masterclass Lanson

A Roma, mercoledì 26 ottobre 2016. Masterclass Lanson Alla scoperta di una delle grandi maison de champagne, intendendo con questo storia antica (oltre 250 anni), tradizione d’eccellenza, incredibile savoir-faire, che le ha permesso di superare indenne una serie di burrascosi cambi di proprietà e, oggi, di migliorarsi addirittura senza rinnegare minimamente in proprio stile, come hanno peraltro dimostrato le degustazioni per l’edizione 2016-17 della guida “Grandi Champagne”.

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Clos Lanson: il debutto e l’eccezionale verticale (al contrario) con lo chef de cave Hervé Dantan!

Chi ha l’ultima edizione (2016-17) della guida Grandi Champagne avrà visto che è già presente il Clos Lanson 2006, il nuovissimo champagne della storica maison di Reims.

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Champagne Lanson: una questione d’eccellenza. Per tutti

Una delle maison che ci ha maggiormente colpito negli assaggi della nuova edizione (2016-17) della guida Grandi Champagne è senza dubbio Lanson. Tutta la gamma, nessuna etichetta esclusa, tanto che alla fine Alessandro Scorsone ha fatto giustamente notare come gli champagne Lanson siano in grado di piacere a tutti, dal consumatore occasionale all’appassionato esigente, proprio grazie alla capacità di declinare questa bontà in numerose sfaccettature.

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Lanson Gold Label: sempre un grande champagne. Anche nel 2005…

Ci sono champagne paradossalmente poco conosciuti pur essendo indiscutibilmente di elevato valore. E, magari, pure estremamente competitivi dal punto di vista del prezzo a scaffale, che non gusta mai. Ebbene, uno di questi, anzi forse il più ‘valoroso’ rappresentante di questa categoria è il Gold Label di Lanson, che poi altro non è che il classico millesimato dell’antica maison di Reims e, quindi, pure il pregiato Vintage Collection quando si va indietro con le annate.

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Lanson Millésime: tradizione d’eccellenza

Nella gamma Lanson è l’etichetta meno conosciuta, ma credo che alla fine sia la più interessante in quanto si muove sempre su livelli di eccellenza e si propone a un prezzo a dir poco concorrenziale. Sto parlando del Vintage, quindi del millesimato tradizionale della maison, un assemblaggio tendenzialmente paritetico (le percentuali possono variare un pochino a favore di una varietà o dell’altra a seconda dell’annata) di Pinot Noir e Chardonnay prevalentemente Grand Cru.

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Un grande champagne di una grande annata: Lanson Noble Cuvée 1988

Roma, i primi giorni di marzo scorso. Arriva a Roma Olivier de la Giraudière, export manager di Lanson, autentico signore d’altri tempi, caro amico. Mi invita a cena e optiamo per il ristorante dell’Enoteca al Parlamento, in via dei Prefetti a Roma, realtà di un altro caro amico, nonché membro attivo del panel di degustazione della guida Grandi Champagne, Daniele Tagliaferri. Olivier vuole provare un vino italiano e Daniele lo consiglia per un Brunello di Montalcino Montosoli 1995 di Altesino.

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