La grande verticale di Belle Èpoque all’Enoteca Pinchiorri

(II PARTE) Come promesso, entriamo nel vivo del racconto della bella verticale di Belle Èpoque tenutasi all’Enoteca Pinchiorri. Nel vivo perché vede protagoniste una serie di annate eccezionali e tuttora inimitate in Champagne. A cominciare dalla 1998, che non è stata solo una splendida annata (la ‘regola’ dell’8, come mi piace ricordare…), ma anche una estremamente simbolica per Perrier Jouët, scelta per celebrare il Bicentenario della sua fondazione e, quindi, per la cantina dedicata.

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10 annate di Belle Èpoque, Hervé Deschamps, un gruppo di amici e… la cucina dell’Enoteca Pinchiorri

(I PARTE) Avevamo mancato, il sottoscritto e quel gruppo di grandi appassionati che sono Orazio Vagnozzi, Marco Maffei, Maurizio Tarquini, Roberto Schneuwly (Stefano Azzolari era purtroppo assente per impegni improrogabili) per il nostro classico appuntamento annuale, iniziato con Dom Pérignon e proseguito con Krug, nel senso che nel 2016 non eravamo riusciti a vederci.

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Perrier Jouët Grand Brut: genesi di un sans année

Il mese scorso ero a Torino per la lezione sullo champagne in collaborazione con l’AIS Piemonte. Prima, però, cena veloce con l’ottimo presidente regionale Fabio Gallo e l’amico Amedeo Pasquino (Delegato AIS Lecce) al ristorante La Barrique, tanto elegante quanto squisito, tra l’altro. Si beve qualcosa, una “bollicina” naturalmente, e la scelta cade su un Grand Brut, il non millesimato di Perrier Jouët.

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Anteprima Perrier-Jouët: Edition Première, la Belle Èpoque “diversa”

Avrebbe potuto giustamente riposarsi sugli allori il buon Hervé Deschamps, chef de cave di Perrier-Jouët, e continuare il suo paziente lavoro, iniziato nel 1993 come settimo chef de cave della maison di Epernay. D’altronde, oltre a mantenere su livelli di eccellenza gli champagne di Perrier-Jouët, Hervé ne ha anche creato uno nuovo, il Belle Èpoque Blanc de blancs, che si rifà alla natura della prima annata (1964) di questa elegantissima cuvée. Però Hervé è curioso, appassionato di gastronomia, sempre alla ricerca di raffinati abbinamenti per i suoi champagne, soprattutto allegro e simpaticissimo.

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Champagne e Cucina Esotica

Envie de bulles – Chiara Giovoni Le feste sono un’occasione per stare insieme con le persone cui vogliamo bene, ma se da sempre il pranzo di Natale è a casa, dedicato alla famiglia con tutto il rituale della tradizione gastronomica italiana, incastonato di tortellini in brodo di cappone, invece lo scambio degli auguri con gli amici ci porta spesso alle tavole dei ristoranti.

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Nel segno del 1998: Perrier-Jouët Belle Èpoque e Ramon Allones 898

Da qualche anno ricorre un simpatico appuntamento in quel di Brindisi: l’Alto Salento Cigar Club organizza a metà novembre un evento il cui momento clou è rappresentato da una degustazione in abbinamento tra un grande champagne e un grande sigaro. Avana naturalmente. Di solito il presidente del club, Nicola Pileggi, sceglie il sigaro e il sottoscritto lo champagne, entrambi rigorosamente vintage.

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Champagne e… ostriche, qualche consiglio

Envie de bulles –Chiara Giovoni Chi pensa che l’abbinamento ostriche (crude) e champagne sia quel volgare luogo comune che millanta proprietà afrodisiache può pure smettere di leggere esattamente qui! Nel trattare di cibo e di vino non sono ammessi preconcetti e banalizzazioni, specie quando si parla di prodotti estremamente ricchi nelle loro declinazioni e varietà, e, di conseguenza, nelle loro proprietà  di abbinamento a tavola. Ma andiamo con ordine, quindi, prima le signore.

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I superbi rosé di Perrier-Jouët

La partecipazione di Perrier-Jouët all’evento “Taste of Roma”, con un accogliente stand supervisionato con la consueta affabilità da Leo Damiani (Direttore Italia della maison in seno ad Antinori) mi ha permesso di riassaggiare la gamma delle creature dello chef de cave Hervé Deschamps. Posso dire di conoscere benissimo Perrier-Jouët, ciò nonostante fa sempre piacere bere e ribere questi champagne, sia per il puro piacere di farlo, sia per verificarne l’evoluzione.

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