Carbonara: ecco la ricetta della migliore (e 3 champagne in abbinamento)

Quando devo valutare la qualità di un ristorante romano, dove magari mi hanno portato decantandone mirabilia, sapete cosa ‘uso’ come cartina da tornasole? La Carbonara. Se è ottima, sarà di livello più che buono anche tutto il menu, diversamente… Infatti, in teoria questa pasta romana è un piatto molto semplice, con pochi ingredienti, ma in realtà è difficile da fare, ancor più difficile da fare molto bene, perché servono abilità e sensibilità.

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Philipponnat Clos des Goisses 2000: il ritorno…

Degustazione per la prossima edizione (2018-19) della guida Grandi Champagne, è il turno di Philipponnat. Grazie a Charles e a Nicoletta abbiamo assaggiato diverse anteprime esclusive, degorgiate appositamente per noi, ma anche una versione particolare dello champagne di punta della maison: il Clos des Goisses 2000 “L.V.”, dove queste due lettere stanno per ‘Long Vieillissement’. Si tratta, pertanto, di un dégorgement tardif di questo grande champagne.

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Con l’annata 2007 Philipponnat fa non uno, ma due centri!

Non molto tempo fa, ho presentato in anteprima la nuova annata dello champagne più importante di Philipponnat, quindi il Clos de Goisses 2007. Ebbene, ora tocca a un’altra cuvée della maison di Mareuil lasciare il segno con l’annata 2007, una cuvée tra le ultimissime nate da Philipponnat e voluta da Charles per onorare l’antico e strettissimo legame tra la famiglia e questa terra. I Philipponnat, infatti, vivono in Champagne dal XVI secolo, anzi dal 1522 per la precisione, ed è in quell’anno che Apvril Philipponnat ha acquistato un vigneto ad Aÿ denominato Léon.

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Anteprima: l’annata 2007 del Clos des Goisses

Qualcuno l’ha definito “il Romanée-Conti della Champagne” a sottolinearne l’esclusività e l’eccellenza. È il Clos des Goisses, vigneto certamente unico di cui abbiamo avuto modo di parlare in diverse occasioni. Stavolta per via della nuova annata, la 2007, in uscita proprio in quest’ultimo scorcio dell’anno.

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In anteprima, il grande bis di Philipponnat: Blanc de Noirs 2009!

Poco più di un anno fa, assaggiavo in anteprima un nuovo champagne di Philipponnat. Si trattava dello straordinario Philipponnat Blanc de Noirs 2008, primo di esperimento della storica maison di Mareuil-sur-Aÿ con il Pinot Noir in purezza, almeno nell’era moderna. Non dimentichiamo che il villaggio Premier Cru (peraltro classificato al 99%) della Vallée de la Marne è fortemente legato al Pinot Noir, dove questa uva ‘occupa’ oltre l’80% della superficie vitata.

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Anteprima Philipponnat: arriva il Blanc de noirs!

Vista la sua collocazione (il villaggio classificato 99% di Mareuil-sur-Aÿ), è naturale che la Philipponnat sia fortemente legata al Pinot Noir. Questa nobile uva, infatti, è preponderante in tutti gli assemblaggi, anche se poi è curioso che non sia proposta mai in purezza, cosa che invece Philipponat fa curiosamente da un bel po’ di anni con lo Chardonnay (l’ottimo millesimato Grand Blanc). Beh, questa mancanza deve aver rappresentato una sorta di cruccio per Charles Philipponnat che, in occasione dell’eccellente vendemmia 2008 ha deciso di colmare il vuoto.

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Clos des Goisses: è la volta del 2003

La maison Philipponnat, a Mareuil-sur-Aÿ. Il vigneto Clos del Goisses si trova circa un paio di Km più avanti. Ecco un’altra anteprima succulenta: si tratta della nuova annata del mitico Clos des Goisses di Philipponnat, la 2003 segnatamente. Di questo champagne mi sono occupato approfonditamente su queste pagine a febbraio per presentare non solo le nuove annate 2001 e 2002, ma anche raccontare di qualche vecchia, grande annata e, soprattutto, la storia e le caratteristiche di questo vigneto unico, ritenuto da molti il migliore della Champagne.

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Indovina chi viene a cena? Menu d’autunno per un ospite d’onore: lo champagne

Envie de bulles – Chiara Giovoni Le foglie ingiallite hanno colorato l’asfalto di questo primo giorno di ottobre, bagnato dalla pioggia incessante, accompagnato da una certezza: si sa, una volta che si svalica in ottobre è subito Natale senza nemmeno il tempo di rendersi conto che gli abeti e le ghirlande hanno invaso la città. Un vero peccato, perché la stagione autunnale regala profumi e prelibatezze inebrianti, tutte giocate sui colori caldi che accendono le fredde giornate e le tavole di casa.

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