Una grande annata (2002) secondo un grande (Anselme Selosse)

Nonostante i neanche quarant’anni di storia professionale al timone del domaine di famiglia, Anselme Selosse può essere giustamente collocato tra i miti di champagne. “Anselme è stato il primo a dimostrare che un vigneron poteva fare grandi vini” ha fatto notare molto acutamente Pierre Larmandier. Tra l’altro, nonostante il piccolo patrimonio vitato (7,5 ettari totali), il buon Anselme vanta una gamma di champagne eccezionalmente ampia, composta da ben 12 etichette (o, se preferite, 11 di cui una con due dosaggi diversi), distribuite su un totale di circa 60.000 bottiglie annue.

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Una giornata memorabile con Anselme Selosse tra Lieux-Dits e dosaggi

Ultimamente sto andando in Champagne anche più frequentemente del solito, d’altronde devo man mano portare, presentare la guida a tutti i produttori recensiti nell’ultima edizione… Così, nel corso del viaggio della scorsa settimana, insieme alle amiche sommelier Alessia Occhipinti e Vania Valentini con me per l’occasione, tra le varie visite era prevista anche quella al mitico ‘Domaine Selosse’. Appuntamento alle 9:00 all’Hotel Les Avizes, l’oramai celebre struttura ricettiva di Selosse adiacente alla cantina (tra l’altro in fase di piccola ristrutturazione) in una giornata a dir poco gelida.

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Initial, la porta d’ingresso al mondo di Selosse

Alzi la mano chi non conosce Anselme Selosse! Credo di non fare torto a nessuno quando dico che prima di quest’uomo c’era un modo di fare champagne e dopo di lui tutto un altro, almeno da parte di alcuni produttori e di un certo tipo di champagne, più territoriale. Guardando alla sua terra, il giovane Anselme si è fatto un’idea: doveva andare contro le rese elevate e l’uso della chimica per esaltare invece il terroir perseguendo una viticoltura organica.

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Il genio di Anselme Selosse non si smentisce mai

Non è la sede e non mi sembra il caso di parlare di Anselme Selosse, visto che oramai è conosciuto da tutti e apprezzato da molti (non può certo piacere universalmente…). Personalmente, comunque, lo ritengo un geniaccio e i suoi champagne li trovo tanto complessi quanto appaganti. A ogni modo, piacere personale a parte, lo spirito critico mio e di chi degusta con me lo ha premiato ancora, visto che nella seconda edizione della guida Grandi Champagne le sue creazioni hanno raccolto giudizi e punteggi lusinghieri.

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Il nero (com’era) secondo Anselme Selosse

La Dame du Vin per Lemiebollicine Anselme Selosse, il grande vigneron di Avize, il grande illusionista e manipolatore dello Chardonnay “borgognone” della Champagne, l’espressione più sovversiva della Côte des Blancs, si cimenta con l’enfant terrible dei vitigni. Il Pinot Noir utilizzato proviene dalle piccole parcelle acquistate da Anselme nei villaggi di Aÿ (Vallée de la Marne) e Ambonnay (Montagne de Reims) per un champagne che non può assolutamente lasciare indifferenti.

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Selosse va a ruba

Gli champagne di Anselme Selosse piacciono, molto, forse anche troppo. Già, perché vanno letteralmente a ruba. Infatti, dopo il furto in magazzino subìto lo scorso anno dall’importatore italiano Moonimport, ora è toccato allo stesso Anselme: gli sono state sottratte, nella sue sede di Avize, la bellezza (!) di 3.800 bottiglie tra VO, Initial, Substance, Rosé ed Exquise, ma anche 16.000 etichette e 12.000 collerette. Pertanto, oltre all’ammanco di bottiglie, il marchio Selosse è ora anche a rischio contraffazione. Attenzione, dunque, a dove si acquista e alla bottiglia.

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