Carbonara: ecco la ricetta della migliore (e 3 champagne in abbinamento)

Quando devo valutare la qualità di un ristorante romano, dove magari mi hanno portato decantandone mirabilia, sapete cosa ‘uso’ come cartina da tornasole? La Carbonara. Se è ottima, sarà di livello più che buono anche tutto il menu, diversamente… Infatti, in teoria questa pasta romana è un piatto molto semplice, con pochi ingredienti, ma in realtà è difficile da fare, ancor più difficile da fare molto bene, perché servono abilità e sensibilità.

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Olivier (Ulysse) Collin cala il terzo asso

In quel piccolo gruppo di vigneron che ha studiato alla corte del grande Anselme Selosse, un posto di primissimo piano spetta a mio avviso a Olivier Collin. Senza voler togliere agli altri, ritengo che questo simpaticissimo ragazzone abbia saputo far suoi, senza scimmiottarli, gli insegnamenti di Anselme, il che significa averli poi perfettamente rapportati tanto alla sua visione di vino, quanto alla sua personalità. Il risultato è un nome di rara bravura nel panorama champenois che è (colpevolmente, lo so…) mancato nella selezione dei 12 récoltant solo per questioni di oggettiva rarità delle bottiglie.

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È la volta del rosé per Ulysse (Olivier) Collin. E che gran bel rosé!

Per molti appassionati, il nome di Ulysse Collin rappresenta un vero e proprio mito. Grazie al giovane Olivier Collin, questa piccolissima maison ha saputo imporsi in un mercato molto affollato e non meno combattuto per via di champagne dalla fortissima personalità. Forse non per tutti, ovvero non facilissimi, ma certamente coinvolgenti per chi sa apprezzare questo stile. Uno stile per alcuni “selossiano”, visto che Olivier ha ‘studiato’ dal grande Anselme, ma a mio avviso nient’affatto un clone di questi, perché il giovane vigneròn ha poi sviluppato un’idea, una filosofia di champagne tutte sue.

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Il fascino in “nero” dello champagne Ulysse Collin

Nonostante il tuttora irrisorio numero di bottiglie prodotte, Olivier Collin si è fatto rapidamente conoscere e apprezzare dagli appassionati. Questo bravissimo “allievo” del grande Anselme Selosse ha debuttato con un blanc de blancs che ora si è evoluto in due etichette, sempre 100% Chardonnay, ovviamente, frutto di due singoli vigneti rispettivamente: Les Pierrières e Les Roises. Ma di questi due eccellenti champagne e della storia di Olivier parliamo nella seconda edizione della guida Grandi Champagne (la cui stampa è quasi terminata…).

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