A tu per tu con la novità di Veuve Clicquot: ecco l’EBEO!

Prima di lasciare la parola a Vania, giusto due righe da parte mia su questo champagne. Era la fine di gennaio quando mi fermavo da Veuve Clicquot per un saluto a Dominique Demarville. Tra una chiacchiera e l’altra, a un certo punto tira fuori una bottiglia anonima, la stappa e mi chiede di assaggiarla.

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L’eccellenza di Veuve Clicquot, tra novità e una strepitosa La Grande Dame 1989

A breve Veuve Clicquot lancerà uno champagne inedito, l’Extra Brut/Extra Old. Non si tratta della risposta della maison di Reims al ‘desiderio’ di bassi dosaggi, ma di un sofisticato assemblaggio di annate, dalla 2010 alla 1988, che fanno parte del tesoro di vins de réserve di VCP. Poi, il basso dosaggio (3 g/l) è una conseguenza, non l’obiettivo, che sia chiaro.

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Gli anni ’80, la ‘golden age’ dello champagne

(I PARTE) A dicembre 2010 nasceva per me quella che sarebbe poi diventata una felice, anzi felicissima consuetudine: la cena di Natale con alcuni grandi amici della Champagne. Noi dall’Italia portavamo da mangiare (Mortadella Favola, Culatello e Strolghino di Squisito, Grana Padano, pasta, cotechino, ecc) e loro, gli champenois, ci mettevano da bere, scegliendo di volta in volta un’annata. Il primo appuntamento si tenne al Manoir de Verzy (Veuve Clicquot) nel 2010 ed eravamo il sottoscritto e Federico Angelini, Dominique Demarville e Jean-Baptiste Lécaillon, rispettivamente chef de cave di Veuve Clicquot e Louis Roederer.

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La pazienza ripaga: La Grande Dame 1996 E.L. è uno champagne fantastico!

È un discorso che ho fatto più volte, ma che non mi stancherò mai di ripetere: hanno ragione in Veuve Clicquot quando si crucciano del fatto che molti, troppi appassionati ‘dimenticano’ La Grande Dame quando si parla di cuvée de prestige o di top champagne. A ragione: La Grande Dame è uno champagne eccezionale, ma ha il solo difetto, se mi si passa il termine, di rivelare questa sua eccezionalità dopo tanti anni.

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La seconda rivincita di Veuve Clicquot

  Alcuni lettori di questo sito (a proposito, grazie di cuore a tutti per l’interesse dimostrato!) chiedono di parlare di champagne più ‘umani’: bene, ecco un classico millesimato, rosé per giunta, che in enoteca si trova a prezzi tutt’altro che improponibili. Ho deciso di parlarne dopo aver visto come in troppi, grandi appassionati e sommelier compresi, rimangano puntualmente sorpresi dalla qualità degli champagne Veuve Clicquot quando li assaggiano. È successo con La Grande Dame 1988 tanto in occasione della degustazione dell’annata, quanto della lezione sui grandi champagne che ho tenuto all’AIS Piemonte.

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Veuve Clicquot, tra Cave Privée e… Mar Baltico. Con l’assaggio del 1840!

In questi giorni si sta parlando tanto della nuova (la seconda) uscita delle Cave Privée di Veuve Clicquot. Quattro annate, 1989 e 1982 blanche, 1990 e 1979 rosé. Le due più vecchie sono già state recensite in anteprima assoluta nella guida Grandi Champagne 2014-15, mentre della Cave Privée 1989 ho già avuto modo di parlare, sempre in anteprima assoluta, su queste stesse pagine. Manca, dunque, soltanto la 1990 Rosé.

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Veuve Clicquot Cave Privée Rosé 1978: champagne da amatori

Mi chiama l’amico e grande appassionato Guido Molinari: lui e Federico Angelini stanno per stappare due grandi rosé e vorrebbero mi unissi a loro. Beh, a un invito del genere non si può proprio dire di no, allora ecco prima deliziarci con una sontuosa Belle Èpoque Rosé 2002 accompagnata da un grandioso Culatello di Zibello del Salumificio Squisito, quindi siamo pronti per la star della serata (senza nulla togliere alla Perrier Jouët, ovviamente…), una bottiglia di Veuve Clicquot Cave Privée Rosé 1978.

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Anteprima mondiale: le nuove Cave Privée di Veuve Clicquot!

A ottobre 2008, nel corso di una degustazione presso la maison, Veuve Clicquot presentava a un ristrettissimo gruppo di giornalisti specializzati di tutto il mondo (tra cui il sottoscritto…) la nuova linea di champagne Cave Privée, che sarebbe poi entrata nel mercato quasi due anni più tardi, in occasione del bicentenario del primo millésime di Veuve Clicquot (la maison ha “inventato” lo champagne millesimato nel 1810). Ma cos’è la Cave Privée? La proposta da parte della maison di Reims dei propri vecchi millesimati, conservati sui lieviti in cantina.

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Una piccola, grande idea per lo champagne Carte Jaune

Nella sua storia, Veuve Clicquot è stata una maison fortemente innovativa, come dimostrano l’invenzione del primo rosé (1775), l’elaborazione del primo champagne millesimato (1810) e la messa a punto della table de rémuage (1818), l’antenata della pupitre. Ai giorni nostri, la maison di Reims non ha smesso di innovare, ma lo ha fatto in maniera diversa, cercando di legare lo champagne a oggetti di design, a volte anche funzionali allo stesso vino.

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