Last minute: cinque champagne per l’ultimo dell’anno da comprare sotto casa

Poche ora all’arrivo dell’anno nuovo. Senza dubbio ci si è organizzati per tempo tra pietanze e vini, ma può sempre capitare l’emergenza dell’ultimo minuto… Un invito inatteso, la mancanza dell’irrinunciabile bottiglia per mezzanotte e tra poche ore tutti i negozi chiudono. Che fare? E, soprattutto, come fare? Bene, ecco il consiglio per cinque bottiglie di champagne da trovare facilmente sotto casa (dall’enoteca a negozi anche meno specializzati) e che permettono di celebrare nel migliore die modi l’anno nuovo.

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Consigli flash: Veuve Clicquot Vintage 2008

A partire da oggi e fino all’ultimo giorno dell’anno, porteremo alla ribalta uno champagne che ci sentiamo di consigliare spassionatamente. D’altronde, siamo pure sempre nel periodo ‘più caldo’ dell’anno per lo champagne, no? Veuve Clicquot Vintage 2008 Il primo millesimato interamente firmato Dominique Demarville, ma anche il figlio di un’annata eccezionale. Esalta lo stile della maison (Pinot Noir), ma lo fa con una freschezza, una spensieratezza che non possono non conquistare. È fine e verticale, ricco e leggero allo stesso tempo, gustosamente sapido in chiusura. Insomma, è buonissimo e lo è per tutti.

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Champagne: quando l’eccellenza fa… 90!

In linea di massima, ho avuto la fortuna di assaggiare champagne d’annata (il termine ‘vecchi’ non mi piace…) grazie alle varie maison e nelle loro sedi, quindi in condizioni ideali. Pertanto, è stato non solo con grandissimo piacere, ma anche con un bel po’ di curiosità che ho accettato l’invito di Federico Angelini a partecipare a un’incredibile ‘orizzontale’ di champagne targati 1990.

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Veuve Clicquot EBEO: vogliamo riparlarne?

Non ha neanche fatto in tempo ad arrivare sul mercato, che l’EBEO ha già creato un bel po’ di discussioni. Discussioni, attenzione, non polemiche o dubbi. Ricordo che si tratta del nuovissimo champagne di Veuve Clicquot, il suo primo ‘multimillésime’, il suo primo a basso dosaggio. Non a caso, il nome sta per Extra Brut Extra Old. Qui su LeMieBollicine Vania ce l’ha da poco raccontato, ma, alla luce delle suddette discussioni e della chiara necessità di un assaggio in condizioni ottimali (cosa che molto difficilmente accade durante le presentazioni), abbiamo deciso di riassaggialo.

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A tu per tu con la novità di Veuve Clicquot: ecco l’EBEO!

Prima di lasciare la parola a Vania, giusto due righe da parte mia su questo champagne. Era la fine di gennaio quando mi fermavo da Veuve Clicquot per un saluto a Dominique Demarville. Tra una chiacchiera e l’altra, a un certo punto tira fuori una bottiglia anonima, la stappa e mi chiede di assaggiarla.

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L’eccellenza di Veuve Clicquot, tra novità e una strepitosa La Grande Dame 1989

A breve Veuve Clicquot lancerà uno champagne inedito, l’Extra Brut/Extra Old. Non si tratta della risposta della maison di Reims al ‘desiderio’ di bassi dosaggi, ma di un sofisticato assemblaggio di annate, dalla 2010 alla 1988, che fanno parte del tesoro di vins de réserve di VCP. Poi, il basso dosaggio (3 g/l) è una conseguenza, non l’obiettivo, che sia chiaro.

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Gli anni ’80, la ‘golden age’ dello champagne

(I PARTE) A dicembre 2010 nasceva per me quella che sarebbe poi diventata una felice, anzi felicissima consuetudine: la cena di Natale con alcuni grandi amici della Champagne. Noi dall’Italia portavamo da mangiare (Mortadella Favola, Culatello e Strolghino di Squisito, Grana Padano, pasta, cotechino, ecc) e loro, gli champenois, ci mettevano da bere, scegliendo di volta in volta un’annata. Il primo appuntamento si tenne al Manoir de Verzy (Veuve Clicquot) nel 2010 ed eravamo il sottoscritto e Federico Angelini, Dominique Demarville e Jean-Baptiste Lécaillon, rispettivamente chef de cave di Veuve Clicquot e Louis Roederer.

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La pazienza ripaga: La Grande Dame 1996 E.L. è uno champagne fantastico!

È un discorso che ho fatto più volte, ma che non mi stancherò mai di ripetere: hanno ragione in Veuve Clicquot quando si crucciano del fatto che molti, troppi appassionati ‘dimenticano’ La Grande Dame quando si parla di cuvée de prestige o di top champagne. A ragione: La Grande Dame è uno champagne eccezionale, ma ha il solo difetto, se mi si passa il termine, di rivelare questa sua eccezionalità dopo tanti anni.

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La seconda rivincita di Veuve Clicquot

  Alcuni lettori di questo sito (a proposito, grazie di cuore a tutti per l’interesse dimostrato!) chiedono di parlare di champagne più ‘umani’: bene, ecco un classico millesimato, rosé per giunta, che in enoteca si trova a prezzi tutt’altro che improponibili. Ho deciso di parlarne dopo aver visto come in troppi, grandi appassionati e sommelier compresi, rimangano puntualmente sorpresi dalla qualità degli champagne Veuve Clicquot quando li assaggiano. È successo con La Grande Dame 1988 tanto in occasione della degustazione dell’annata, quanto della lezione sui grandi champagne che ho tenuto all’AIS Piemonte.

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