Vilmart e l’annata 2001: miracolo o bravura?

Su queste pagine, così come nelle varie edizioni della guida Grandi Champagne, il nome Vilmart è sempre stato ricorrente e lo è stato in maniera lusinghiera. D’altronde, ho detto e ridetto più volte che lo ritengo non solo tra i migliori récoltant-manipulant, ma tra i migliori produttori di champagne in assoluto.

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Champagne Vilmart e lo strepitoso Cœur de Cuvée 2008!

Ho avuto modo di dire più volte che ritengo Laurent Champs (alias Vilmart) uno dei produttori in assoluto più interessanti. No, meglio: uno dei migliori. Così, ogni volta che riesco, passo a trovarlo, anche solo per un saluto. Stavolta (la scorsa settimana) sono letteralmente piombato, insieme a Vania e, per l’occasione, anche Thomas Rossi, a Rilly-la-Montagne mentre andavamo a Chigny, proprio per salutare Laurent, che, nonostante dovesse scappare a Parigi, si è fermato con noi una mezz’oretta. Chiedendoci, naturalmente, cosa volessimo assaggiare. Non volendolo disturbare più di tanto, gli ho detto.

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Uno champagne che non sbaglia un colpo: Vilmart Cœur de Cuvée 2006

Chi mi conosce, sa benissimo l’altissima considerazione in cui tengo Laurent Champs, ovvero Monsier Vilmart. Questo produttore, infatti, si colloca autorevolmente e a buon diritto non soltanto tra i migliori RM, ma addirittura tra i migliori produttori in assoluto. Già, perché uno dei punti di forza di Vilmart non è solo il livello qualitativo, anzi di eccellenza sul quale si muovono i suoi champagne, ma pure la costanza con la quale questo livello viene ripetuto anno dopo anno.

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Vilmart non sbaglia un colpo. Con tutti i suoi champagne

Ho detto più volte – e non mi stancherò mai di farlo – della bontà degli champagne Vilmart e della bravura del loro creatore, Laurent Champs. Tanto su questo sito, anche a firma de La Dame, quanto sulla guida Grandi Champagne, nonché nei miei vari articoli. Ebbene, le ultime degustazioni di questa piccola maison di Rilly la Montagne hanno non solo confermato tutto ciò, ma addirittura rafforzato la mia ammirazione per Vilmart.

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Vilmart si conferma un grande champagne. Sempre.

La Dame du Vin per Lemiebollicine 11 ettari di vigneti, suddivisi fra Chardonnay (preponderante) e Pinot Noir, per una produzione di circa 120.000 bottiglie che è iniziata nel 1890 grazie alla lungimiranza di Désirée Vilmart, fondatrice della Maison. Ora a condurre il gioco è Laurent Champs, chef de cave e patròn, figlio di René che, come da tradizione, gli ha insegnato a lavorare lo champagne in modo meticoloso, attento e rispettoso.Rilly la Montagne è a 15 chilometri a sud di Reims, nella parte nord della Montagne de Reims, dominio indiscusso del Pinot Noir.

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Indovina chi viene a cena? Menu d’autunno per un ospite d’onore: lo champagne

Envie de bulles – Chiara Giovoni Le foglie ingiallite hanno colorato l’asfalto di questo primo giorno di ottobre, bagnato dalla pioggia incessante, accompagnato da una certezza: si sa, una volta che si svalica in ottobre è subito Natale senza nemmeno il tempo di rendersi conto che gli abeti e le ghirlande hanno invaso la città. Un vero peccato, perché la stagione autunnale regala profumi e prelibatezze inebrianti, tutte giocate sui colori caldi che accendono le fredde giornate e le tavole di casa.

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Pizza e champagne: il “saltimbocca” di Enzo Coccia e il Mumm Blanc de blancs

Il “maestro pizzaiolo” Enzo Coccia, titolare de La Notizia al Vomero. L’Italia vanta un numero ineguagliabile di eccellenze gastronomiche ma, dovendone scegliere una sola quale simbolo universale, questa è certamente la pizza. Anzi, delle specialità italiane è la più diffusa e imitata, per questo c’è pizza e pizza. La migliore si fa certamente a Napoli, a opera di 5-6 pizzaioli veramente d’eccellenza, ma personalmente sono un fan di quella de La Notizia, il regno del “maestro pizzaiolo” Enzo Coccia. Enzo è l’erede di una famiglia di tradizione pizzaiola del centro storico di Napoli.

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Ripensaci Laurent!

Adoro la maison Vilmart e ritengo Laurent Champs, sua anima, l’astro nascente della Champagne. Già diversi anni fa Tom Stevenson definiva questo piccolo (circa 100.000 bottiglie annue) produttore di Rilly la Montagne “il mini Krug”, ma ritengo che sia solo l’eccellente uso del legno e ad accomunarli, perché invece i due hanno stili e identità ben diverse.

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