Al via la Limited Edition della nuova Guida

scatto copertina rigida

AGGIORNAMENTO 19 luglio 2019 Perdonate l’attesa; con un po’ di ritardo è partita finalmente la vendita della versione Limited Edition della Guida Grandi Champagne 2020-21. Il primo prezzo è bloccato fino al 10 agosto, poi aumenterà. Ricordiamo che la versione con copertina rigida non verrà mai ristampata né tantomeno venduta in libreria. Abbiamo aumentato i bonus, abbinati solo in questa promo Limited Edition, e cioè: opuscolo di 16 pagine, mappa della Champagne, stopper personalizzato per bottiglie, oltre ovviamente alla copertina rigida e alla dedica dell’autore.

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Il ‘Mag’ ha messo il turbo agli champagne Lenoble

AR Lenoble Blanc de Blancs Mag14

(II PARTE) Come promesso esattamente quindici giorni fa, eccomi tornare sull’innovazione che ha interessato gli champagne sans année di AR Lenoble. Un’innovazione messa a punto da Antoine Malassagne, chef de cave e proprietario della maison insieme alla sorella Anne, finalizzata a rendere gli champagne Lenoble ‘vins de plaisir’ più che mai. La gamma dei non millesimati si è articolata tradizionalmente sull’Intense, proposto come Brut e come Nature, più il Blanc de Blancs.

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Il mio ritorno da Pommery: il racconto e la sorprendente Louise 2003

Cuvée Louise 1990 e 2003

Per una serie di vicissitudini varie e per via di una linea di champagne che non riusciva a convincermi del tutto, avevo di fatto dimenticato Pommery. Poi, recentemente, la filiale italiana (dove, nel frattempo la gestione, è stata affidata al giovane Brieuc Kremer, uomo di fiducia della proprietà) mi ha ricontattato per un riavvicinamento finalizzato a una full immersion di 24 ore in modo da scoprire Pommery oggi. O meglio, Vranken-Pommery oggi.

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Lenoble: la rivoluzione ‘Mag’ ha funzionato. Eccome!

AR Lenoble Intense Mag 14

(PARTE I) Il prossimo anno Lenoble (il nome corretto sarebbe AR Lenoble, ma mi si perdonerà la licenza di omettere le inziali del fondatore per semplicità…) festeggerà i 100 anni di storia. In un secolo è sempre rimasta una maison familiare e indipendente e la convinzione della quarta generazione, Antoine e Anne Malassagne, è di continuare su questa falsariga.

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Il bel rosé celebrativo di D’Araprì

Rosé D'Araprì

In Italia abbiamo un difetto: quando un qualcosa sembra avere successo, tutti cavalcano ossessivamente il fenomeno con il risultato che, dopo non molto, il prodotto è talmente inflazionato da perdere quasi tutto il suo appeal verso il grande pubblico. Il mondo del vino, purtroppo, di questi casi è pieno e l’ultimo sembra essere quello degli spumanti. In che senso? Nel senso che oggi la bollicina piace, è sulla cresta dell’onda, quindi eccoci a spumantizzare di tutto, dalla Val d’Aosta fino alla Sicilia, anche con varietà che sono tutt’altro che vocate alla rifermentazione.

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Un altro splendido Vilmart Cœur de Cuvée, anche se 2011…

Champagne Vilmart Cœur de Cuvée 2011

C’è un detto in Champagne che recita “année de un, année de rien”. Beh, guardandosi indietro il detto sembra aver ragione (2001 annata critica, 1991 di valore molto simile, 1981 un po’ meglio ma difficile, 1971 buona solo per alcuni produttori, 1961 ancora difficilissima e così via) e anche guardando la più recente (2011) le cose non è che siano poi state un gran che meglio.

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2008-1947: un epico viaggio nel tempo! Grazie allo champagne…

Bottiglie della verticale

Ogni volta che varchiamo la soglia del tempo con i vini di Champagne, si ha la netta sensazione di entrare in un’altra dimensione. I profumi sono, nelle interpretazioni più sincere e virtuose, capaci di accendere ricordi, immagini ed emozioni a volte così potenti da togliere il fiato. Credo che pochi altri vini al mondo possano vantare un’evoluzione così imprevedibile, spiazzante, come quella a cui può arrivare un grande Champagne il cui fascino, d’altronde, non ha mai conosciuto battute d’arresto.

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La simbolica annata 2000 e l’eccezione di Charles Heidiseck

Charles Heidsieck Vintage 2000

Strana annata la 2000. In Champagne non verrà certo annoverata tra le migliori: vendemmia abbondante (oltre 12.500 Kg/ettaro), ma dal tratto solare (mai s’era vista una temperatura media di 12,1°C, che significa ben +1,8°C rispetto alla norma!), con la raccolta iniziata l’11 settembre a fronte di uve che facevano registrare in media 9,9° alcolici potenziali e 7,6 g/l di acidità. Non male, ma sulla carta. In realtà, gli stessi champenois avevano definito inizialmente l’annata “plutôt médiocre et banale”, collocandola poi alla fine tra le medie.

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Sì, Ecueil è gran bel territorio. Ce lo dimostra anche Lacourte-Godbillon…

Lacourte-Godbillon Parcellaire 2012 Chaillots

Ci perdonerete se da qualche settimana le pubblicazioni qui su ‘LeMieBollicine’ si sono un po’ diradate (siano passati da almeno due articoli a settimana a uno solo…), così come la velocità di risposta del sottoscritto ai commenti vari, ma siamo nel pieno delle lavorazioni della nuova edizione (2020-21) della guida ‘Grandi Champagne’.

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Il colpo di coda della 2009. Grazie a Lanson

Lanson Gold Label 2009

Molti hanno un po’ troppo frettolosamente paragonato l’annata 2009 alla 1989. Sbagliando. D’accordo, l’andamento climatico ha pure avuto delle similitudini, ma alla fine le due annate sono state ben diverse: fine, con una progressione entusiasmante nel tempo la più vecchia, fin troppo solare nel tratto e carente di finezza la seconda, nonché tutta da verificare negli anni a venire. In linea generale, naturalmente. Il risultato, comunque, è che la 2009 al debutto sembrava decisamente promettente, salvo poi mostrare la corda già dopo poco tempo, anche con etichette blasonate.

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