Ma quanto è buona la 737 D.T. di Jacquesson!

Lo scorso anno, a fine giugno, ebbi l’enorme piacere di partecipare a un’incredibile degustazione da Jacquesson insieme a Vania Valentini. I fratelli Chiquet volevano avere l’opinione di alcuni amici (oltre a noi c’erano, ad esempio, il grande sommelier Philippe Jamesse, lo chef tristellato Arnaud Lallement e altri) sui prossimi Lieux-Dits, i 2008 e i 2009, e decidere quale far uscire prima tra le due annate.

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Masterclass Philipponnat a Roma

Tutti gli appassionati associano il nome di Philipponnat al celebre champagne Clos des Goisses, ma la maison di Mareuil vanta una gamma di grandi champagne decisamente ampia, la maggior parte creati dallo stesso Charles Philipponnat dopo il suo ritorno in maison. Da questa considerazione, nasce l’idea di andare a scoprire proprio una di queste creazioni, la Cuvée 1522, che assaggeremo sia in una piccola verticale (2008, 2007, 2006 e 2004), sia in rosa (Rosé 2007).

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Il ritorno alle origini della Belle Èpoque

Dopo aver ritrovato, un paio di anni prima in cantina, alcune delle bottiglie originali decorate con gli anemoni, lo chef de cave di Perrier-Jouët André Baveret crea con la vendemmia del 1964 un nuovo champagne. È la naturale evoluzione del Blanc de Blancs de Cramant degli anni ‘50 e per l’occasione, essendo nel frattempo possibile la produzione su larga scala e a costi accettabili della bottiglia decorata, il nuovo champagne viene imbottigliato nel celeberrimo flacone decorato nel 1902 da Émile Gallé.

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Canard-Duchêne festeggia i 150 anni… con la V!

Tra i grandi chef de cave della Champagne va senza alcun dubbio annoverato Laurent Fedou. È una sorta di ‘braccio armato’ della famiglia Thiénot, essendo il responsabile di tutte le loro cantine. In particolar modo quelle della Champagne, quindi la stessa Thiénot, Canard-Duchêne, Marie Stuart e pure Joseph-Perrier. Non è champenois, Laurent Fedou, viene dal sud della Francia, però si è diplomato in enologia a Reims e poi ha avuto modo di fare esperienza in maison di primissimo piano.

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Al debutto il 59° millesimato di Mumm

Non riesco a darmi pace del fatto che ad aprile dell’anno prossimo Didier Mariotti lascerà definitivamente GH Mumm. Anche perché stava facendo uno splendido lavoro, ben al di là dall’essere concluso. Un lavoro che stava prendendo una svolta con l’arrivo del Grand Cordon, la naturale evoluzione del Cordon Rouge, che rimane ancora in gamma, però. E l’innovativa veste grafica del Grand Cordon ha anche rappresentato l’occasione per rivedere l’habillage di gran parte della gamma, alla quale non è stata estesa la bottiglia con il solco, bensì una grafica sulla medesima falsariga.

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Philipponnat: è la volta del Clos des Goisses 2009! Ma non solo…

Ogni volta che riesco, passo sempre con grande piacere da Philipponnat. Per salutare la mia amica Nicoletta, per fare quattro chiacchiere con il grande Charles e, ovviamente, per assaggiare qualche novità. L’ultima volta è stato lo scorso 6 settembre, con la vendemmia praticamente terminata (l’ultima pressata l’avrebbero fatta il giorno dopo…). Una vendemmia eccezionale, che ha visto il ‘Clos de Goisses’ raggiungere maturità eccezionali, pari a 12,04°, tenendo così fede alla sua caratteristica che gli permette di andare oltre l’annata in quelle più difficili.

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Caspita che bello champagne il Dosage : Zéro di Bruno Paillard!

In tempi assolutamente non sospetti (1985), Bruno Paillard iniziò a pensare a uno champagne non dosato. Anzi, lo creò proprio (Brut Zero), salvo rendersi subito conto che sarebbe stato prematuro – il mercato non era ancora pronto per uno champagne del genere – e che lo stesso champagne era “un pochino aggressivo”. Così quelle bottiglie rimasero in cantina. All’epoca, il clima della Champagne ben diverso dall’attuale (ne parlerò in dettaglio nel libro La Mia Champagne) rendeva complicato lo sviluppo di uno champagne senza zucchero aggiunto, a meno di non rischiare appunto eccessive durezze.

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Una maison, un Grand Cru, un uomo: ecco la perfetta sintesi di Lallier

Aÿ è considerato, fin dall’antichità, uno dei villaggi più stimati di tutta la Champagne. Già ben prima della nascita dello champagne, infatti, si parlava dei ‘Vins d’ Aÿ’ quando ci si voleva riferire ai vini più prestigiosi e interessanti di questa Regione. Non è un caso che sia stato immediatamente incluso nella famosa ‘Echelle des Crus’ del 1911, la scala che sanciva i migliori villaggi per qualità e valore delle uve.

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Modena Champagne Experience 2018: il Club ha fatto centro, bravi!

I numeri delle presenze e delle etichette degustate ormai li conosciamo: sono importanti e sono a dirci, una volta ancora, che Modena Champagne Experience è una manifestazione della quale sentivamo il bisogno e che mancava nel panorama italiano delle fiere enologiche. Rispetto all’anno scorso, peraltro, migliorata in termini di spazio, organizzazione interna e gestione dell’afflusso di persone. Lascerò, stavolta, la parte dedicata agli assaggi migliori della kermesse a un grande amico e collega dalla competenza, palato e anima di cui mi fido: Fabrizio Bandiera.

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Il saluto di Richard è col botto: ecco il Dom Pérignon 2008!

Anno incredibile il 2018 per lo champagne. C’è stata una vendemmia a dir poco unica e sono usciti diversi ‘mostri’ di vini targati 2008. Il primo di questi ‘mostri’ è stato il Cristal, già presentato in anteprima su Grandi Champagne 2018/19, poi, cioè ora, sono usciti il Sir Winston Churchill 2008 di Pol Roger e a seguire, o meglio dal prossimo 1 novembre, pure il Vintage 2008 di Dom Pérignon.

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