Le bollicine di Moser hanno vinto. Punto e basta.

Moser Brut Nature 2013

La prima parte del mese di agosto vede una pausa nelle degustazioni per la prossima edizione (2020-21) della guida Grandi Champagne, ma non certo nelle lavorazioni. È infatti il momento di rivedere le schede degli assaggi e preparare via via le pagine dei vari produttori presenti. A dispetto di questa premessa, però, oggi non vi parlerò di champagne, ma di bollicine italiane, ottime bollicine italiane. Quelle di Moser. Credo che l’Italia della migliore spumantistica abbia due regioni (e relative Denominazioni) che svettano nettamente nei confronti di tutte le altre: Franciacorta e Trento.

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Champagne: riflessioni a ruota libera (alla luce della Guida…)

Degustazione De Sousa

I PARTE Che annata sarà la 2019 in Champagne? È ancora presto per dirlo e, come al solito, il mese di agosto sarà cruciale per portare l’annata da una parte o dall’altra… Il CIVC ha appena fissato il rendimento per la prossima vendemmia in Champagne: 10.200 Kg di uva per ettaro.

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Gli champagne Vilmart? Una sicurezza! Sempre

Vilmart Grand Cellier d’Or 2014

A costo di ripetermi: considero Laurent Champs uno dei migliori produttori di champagne. Da quando ha ricevuto il testimone di Vilmart dal papà René (1990) è riuscito nell’impresa di fare crescere ulteriormente quelli che erano già champagne d’eccellenza. E pensare che, come ripete lo stesso Laurent, “Vilmart è un paradosso, perché fa champagne da Chardonnay in terra di Pinot Noir!”, però forse è proprio questa la sua forza.

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Al via la Limited Edition della nuova Guida

scatto copertina rigida

AGGIORNAMENTO 19 luglio 2019 Perdonate l’attesa; con un po’ di ritardo è partita finalmente la vendita della versione Limited Edition della Guida Grandi Champagne 2020-21. Il primo prezzo è bloccato fino al 10 agosto, poi aumenterà. Ricordiamo che la versione con copertina rigida non verrà mai ristampata né tantomeno venduta in libreria. Abbiamo aumentato i bonus, abbinati solo in questa promo Limited Edition, e cioè: opuscolo di 16 pagine, mappa della Champagne, stopper personalizzato per bottiglie, oltre ovviamente alla copertina rigida e alla dedica dell’autore.

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Il ‘Mag’ ha messo il turbo agli champagne Lenoble

AR Lenoble Blanc de Blancs Mag14

(II PARTE) Come promesso esattamente quindici giorni fa, eccomi tornare sull’innovazione che ha interessato gli champagne sans année di AR Lenoble. Un’innovazione messa a punto da Antoine Malassagne, chef de cave e proprietario della maison insieme alla sorella Anne, finalizzata a rendere gli champagne Lenoble ‘vins de plaisir’ più che mai. La gamma dei non millesimati si è articolata tradizionalmente sull’Intense, proposto come Brut e come Nature, più il Blanc de Blancs.

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Il mio ritorno da Pommery: il racconto e la sorprendente Louise 2003

Cuvée Louise 1990 e 2003

Per una serie di vicissitudini varie e per via di una linea di champagne che non riusciva a convincermi del tutto, avevo di fatto dimenticato Pommery. Poi, recentemente, la filiale italiana (dove, nel frattempo la gestione, è stata affidata al giovane Brieuc Kremer, uomo di fiducia della proprietà) mi ha ricontattato per un riavvicinamento finalizzato a una full immersion di 24 ore in modo da scoprire Pommery oggi. O meglio, Vranken-Pommery oggi.

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Lenoble: la rivoluzione ‘Mag’ ha funzionato. Eccome!

AR Lenoble Intense Mag 14

(PARTE I) Il prossimo anno Lenoble (il nome corretto sarebbe AR Lenoble, ma mi si perdonerà la licenza di omettere le inziali del fondatore per semplicità…) festeggerà i 100 anni di storia. In un secolo è sempre rimasta una maison familiare e indipendente e la convinzione della quarta generazione, Antoine e Anne Malassagne, è di continuare su questa falsariga.

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Il bel rosé celebrativo di D’Araprì

Rosé D'Araprì

In Italia abbiamo un difetto: quando un qualcosa sembra avere successo, tutti cavalcano ossessivamente il fenomeno con il risultato che, dopo non molto, il prodotto è talmente inflazionato da perdere quasi tutto il suo appeal verso il grande pubblico. Il mondo del vino, purtroppo, di questi casi è pieno e l’ultimo sembra essere quello degli spumanti. In che senso? Nel senso che oggi la bollicina piace, è sulla cresta dell’onda, quindi eccoci a spumantizzare di tutto, dalla Val d’Aosta fino alla Sicilia, anche con varietà che sono tutt’altro che vocate alla rifermentazione.

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Un altro splendido Vilmart Cœur de Cuvée, anche se 2011…

Champagne Vilmart Cœur de Cuvée 2011

C’è un detto in Champagne che recita “année de un, année de rien”. Beh, guardandosi indietro il detto sembra aver ragione (2001 annata critica, 1991 di valore molto simile, 1981 un po’ meglio ma difficile, 1971 buona solo per alcuni produttori, 1961 ancora difficilissima e così via) e anche guardando la più recente (2011) le cose non è che siano poi state un gran che meglio.

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2008-1947: un epico viaggio nel tempo! Grazie allo champagne…

Bottiglie della verticale

Ogni volta che varchiamo la soglia del tempo con i vini di Champagne, si ha la netta sensazione di entrare in un’altra dimensione. I profumi sono, nelle interpretazioni più sincere e virtuose, capaci di accendere ricordi, immagini ed emozioni a volte così potenti da togliere il fiato. Credo che pochi altri vini al mondo possano vantare un’evoluzione così imprevedibile, spiazzante, come quella a cui può arrivare un grande Champagne il cui fascino, d’altronde, non ha mai conosciuto battute d’arresto.

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