Demarville cambia e vince: ecco La Grande Dame 2008!

Veuve Clicquot La Grande Dame 2008

Era il dicembre del 2016 quando, durante una degustazione personale presso la Cuverie di Veuve Clicquot, a un certo punto lo chef de cave Dominique Demarville si alza con fare sospettoso e si reca a uno degli armadi-frigo. Torna con due bottiglie la cui forma è evidente, è quella de La Grande Dame, ancorché prive di etichetta. Sorride sotto i baffi e mi dice “niente foto né appunti, è una cosa tra di noi” e versa in due calici, uno champagne bianco nel primo e uno rosato nel secondo.

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Champagne: record di fatturato e rivoluzione!

champagne

Sono stati ufficializzati i primissimi dati relativi al mercato 2018 dello champagne. Innanzitutto, viene confermato quanto era già trapelato da qualche settimana, ovvero un record di fatturato che bissa quello del 2017, con 4,9 miliardi di euro… anzi no. Intendo dire che la cifra esatta all’euro ancora non è stata rivelata, ma, essendo stato dichiarato un incremento di fatturato dello 0,3% rispetto al 2017, vuol dire che c’è qualcosa in più.

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Barnaut e il rosé che non ti aspetti

Champagne Barnaut Authentique Rosé

Accidenti, non riesco proprio a schiodarmi dalla parte sud della Montagne de Reims, visto che dopo aver idealmente peregrinato tra i super ‘bio’ di Ambonnay, mi ritrovo nella vicina Bouzy! Dalla quale mi ero mosso non troppo tempo fa… Scherzi a parte, è solo per dire che oggi andremo a conoscere un altro RM della mitica Côte des Noirs scoperto quasi per caso.

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La pazienza e il credo di Benoît Marguet. Che oggi vince anche in rosa…

Champagne Margret Rosé Shaman 15

Fortunatamente (sì, fortunatamente) la moda del ‘bio’ nel mondo del vino si sta attenuando. Calma, il fortunatamente si riferisce alle storture, ai credo da talebani (o “enofighetti”, come li definisce molto acutamente il mio amico Luciano Pignataro), che hanno fatto tanto male al vino con la loro idea che indice della qualità fosse unicamente la natura ‘bio’ e non il gusto, messo in secondo piano in nome di un’ideologia folle.

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Ruinart, lo Chardonnay e il ‘Dom’ di ieri e domani

Bottiglie Ruinart

È spesso in occasione del lancio di una nuova cuvée che si presentano gli eventi più esclusivi dell’anno e quando a organizzarli è il gruppo LVMH, le sorprese di certo non mancano. Così, nella “plus ancienne Maison de Champagne”, ancora una volta siamo riusciti a sognare e l’occasione, stavolta, è stata la presentazione dell’annata 2007 di un blanc de blancs prezioso, capace di rivaleggiare con pochissime altre etichette nella veste di ambasciatore dello Chardonnay.

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Champagne André (Jacques) Beaufort e il sottoscritto sulla via di Damasco

Champagne André Beaufort

Devo fare ammenda (solo gli stolti non cambiano idea): gli champagne André Beufort sono veramente buoni. E sono molto meno ‘estremi’ o improbabili di quanto si possa pensare. Ebbene sì, mi sono piaciuti, per buona pace di chi scherzosamente mi definisce un incallito ‘maisonista’.

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Anteprima Jacquesson: ecco il Corne Bautray 2008!

Corne Bautray 2008

L’avevo promesso in occasione della recensione della Cuvée 742, eccomi dunque a presentare in anteprima i Lieux-Dits 2008, o meglio uno di loro, forse il più importante per la maison di Dizy. Prima di entrare nei dettagli, però, vale la pena ricordare cosa sono i lieux-dits e, soprattutto, cosa significano per Jacquesson. Per lieu-dit si intende un vigneto identificato da un nome specifico e questo vigneto può essere di un unico proprietario, al che viene anche definito ‘monopole’, o, caso molto più frequente, frammentato in diverse parcelle facenti capo ciascuna a proprietari anch’essi differenti.

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La 742 ‘certifica’ la costante crescita di Jacquesson

Champagne Jacquesson Cuvée 742

Non ci sono dubbi: per l’appassionato Jacquesson rappresenta un nome mitico. Ciò nonostante, credo che soltanto negli ultimi anni sia del tutto venuta fuori la bravura dei due fratelli, Jean-Hervé e Laurent Chiquet, che, di fatto, costituiscono oggi Jacquesson in tutto e per tutto. Oddio, non che diversi loro champagne del passato rappresentino meno di un capolavoro (mi vengono in mente alcune annate dell’Avize, per esempio…), però credo che prima con i Lieux-Dits e poi definitivamente con la Cuvée 740 i due abbiano cambiato passo.

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La Franciacorta secondo Arcari+Danesi

La Franciacorta, almeno nell’idea dei suoi fondatori, aveva tutti i requisiti per diventare zona d’elezione per le bollicine in Italia. Chi di loro aveva assaggiato quelle d’Oltralpe, infatti, intravide la possibilità di adottare un metodo di ormai collaudata funzionalità, il Méthode Champenoise, in una terra dove le affinità, ma anche le potenzialità economiche, erano alte. Effettivamente, il successo che ha avuto questa Denominazione nel panorama vitivinicolo, non solo italiano, è ormai assodato da tempo. Questa terra ci ha offerto, negli anni, grandi spumanti, spesso ineccepibili in termini di eleganza ed equilibrio.

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Cristal 2008: a volte (per fortuna) ritornano…

Cristal 2008 etichetta

Grazie all’amicizia e alla stima di Jean-Baptiste Lécaillon, sono stato – permettetemi di dirlo, perché a volte mettere i puntini sulle ‘i’ è necessario – il primo al mondo fuori dalla maison Louis Roederer ad assaggiare il Cristal 2008. E sono stato il primo al mondo a tributargli il massimo punteggio: 100/100.

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