Un terzetto irresistibile di Cristal Rosé: 2007, 2008 e 2009!

Degustazione Cristal rosé

Ancora Cristal? Beh, sì, permettetemelo, d’altronde è il vino del momento: l’annata 2008 lo ha portato ancor più alla ribalta, lanciandolo nella categoria del ‘most wanted’. Proprio la scorsa settimana, Massimo Sagna mi ha confessato di non sapere più come fare a causa dell’incredibile numero di richieste avute e di trovarsi in forte difficoltà visto che alcuni clienti, pur di averlo, stanno rasentando le minacce. Ha anche aggiunto che con le precedenti annate di Cristal sono sempre riusciti a spalmare le vendite tra l’uscita di un’annata e l’arrivo della successiva, potendo perfino conservare qualche bottiglia per la ‘vinothèque’ personale della Sagna, ma stavolta, a pochi giorni dal lancio, sono già in backorder. E il buon Massimo Sagna ha convenuto sul fatto che è anche colpa mia: sono stato il primo al mondo a tributargli 100/100, oltre un anno fa, creando una fortissima aspettativa. Infatti, il primo assaggio del Cristal 2008 l’ho fatto sabato 27 maggio 2017 in occasione del tasting Louis Roederer per Grandi Champagne 2018-19. A proposito, è possibile scaricare la scheda della guida, un piccolo omaggio per festeggiare la ristampa di Grandi Champagne 2018-19:

SCARICA GRATIS LA SCHEDA CRISTAL 2008

Ma dicevo del Cristal 2008, uno champagne eccezionale già prima che uscisse, insomma, e, non a caso, lo stesso chef de cave Jean-Baptiste Lécaillon ha dichiarato: “il 2008 è il miglior Cristal che abbia mai fatto”.

Da quel momento, comunque, grazie a Jean-Baptiste, ho avuto parecchie altre occasioni di riassaggiarlo ed è di una di queste occasioni che vorrei parlarvi. Non certo per autoincensarmi o per creare invidia, per carità, ma perché ognuno di questi incontri è stato prezioso per apprendere qualcosa di nuovo. È il giugno del 2017 quando raggiungo Jean-Baptiste nella saletta di degustazione della maison e trovo una sorpresa: due batterie di Cristal, bianco e Rosé, delle ultime tre annate, quindi 2007, 2008 e 2009. E visto che di Cristal 2007 e 2009 ho parlato non molto tempo fa, visto che la scheda integrale del Cristal 2008 la trovate nell’articolo che annuncia la ristampa della guida, stavolta vi racconto dei tre Cristal Rosé… Sì, compreso il Cristal Rosé 2008, dal momento che non è affatto un segreto, anzi è regolarmente in consegna al pari del Cristal 2008, pertanto, onde non creare ulteriori problemi al povero Massimo Sagna, ne parlo senza remore. Dopo l’anteprima di Grandi Champagne 2018-19, ovviamente, dove trovate la scheda integrale…

Saletta degustazione della Louis Roederer
Arrivo nella saletta di degustazione della Louis Roederer e trovo tutti questi bicchieri: la cosa promette bene, anzi benissimo… Insieme a Jean-Baptiste abbiamo perfino fatto il confronto tra due diversi bicchieri, il Riedel e lo Jamesse, ed è stato veramente molto interessante. Ne parlerò dettagliatamente presto.

Della storia e delle peculiarità del Cristal Rosé ho già detto in passato qui su LeMieBollicine, ma val la pena ricordare che è fortemente legato al villaggio Grand Cru di Aÿ, visto che due delle quattro parcelle dalle quali nasce lo champagne si trovano proprio qui (i lieux-dits ‘Bonotte-Pierre Robert’ e ‘La Gargeotte’), mentre le altre due sono ad Avize e Le-Mensil, ovviamente tutte in biodinamica. Però Aÿ è il pilastro di questo rosé d’eccezione e non certo per la potenza, anzi… Lécaillon fa notare che la maggior parte degli appassionati credono che Aÿ sia sinonimo di potenza, invece ritiene che l’espressione possa essere anche improntata all’eleganza, quindi con vini di complessità e finezza. Che sono poi le caratteristiche principali del Cristal Rosé… L’unico problema di questo rosé prodotto in massimo 40.000 bottiglie annue è il tempo, nel senso che rivela il 100% della sua magnificenza solo dopo tanti anni, ma proprio tanti. Soprattutto nelle grandi annate, mentre si rivela più ‘pronto’ nelle minori. Trovo, ad esempio, che il 1988 sia praticamente al suo picco ora, mentre il 1976 (il primo commercializzato) abbia ancora dalla sua una magia ineguagliabile, mentre il 2007… beh, lo vedremo a breve. Considerate che sto parlando dei Cristal Rosé ‘originali’, perché se entriamo nel campo dei Vinothèque

Jean-Baptiste Lécaillon
L’oramai celebre Jean-Baptiste Lécaillon: per sua stessa ammissione, il 2008 è il suo miglior Cristal. Finora…

Cristal rosé 2007

Cristal Rosé 2007

56% Pinot Noir in rosa, 44% Chardonnay
(25% legno, no malo, 6 anni sui lieviti, 9 g/l)
Una delle rare annate in cui il Cristal Rosé non rimane indietro al Cristal di pari millesimo, anzi, forse è vero il contrario. È elegante e sofisticato, ricco ma raffinato, con un’anima vinosa che riporta alla grande Borgogna, nonché esotico nelle spezie, intrigante nelle note di sottobosco che arrivano al fungo e al tartufo, animato da agrumi scuri e piccoli frutti di bosco, arricchito da spunti fumé e legnetti pregiati, tutto assolutamente armonico ed equilibrato, complesso ma mai ostico, per questo motivo quasi irresistibile nel chiamarti a perdersi nelle sue profondità. Tutto questo significa un assaggio strepitoso, di incredibile freschezza, perfetto tra vivacità e vinosità, animato dagli agrumi, completato da una sapidità appagante e un finale asciutto non di tannino, ma di acidità. Che è il segreto di quest’annata e, soprattutto dei Cristal di questa vendemmia. Il Cristal 2007 è già grande, forse più del 2009, il Cristal Rosé 2007 è un fenomeno.
Voto: 98/100

 

Cristal rosé 2009

Cristal Rosé 2009

55% Pinot Noir, 45% Chardonnay
(12% legno, no malolattica, 6 anni sui lieviti, 8 g/l)
Il Cristal 2009 ha sempre avuto dalla sua un naso estremamente attraente per la sua cremosità, ma nel Cristal Rosé 2009 questa espressione tanto seducente sa farsi setosa e perfettamente bilanciata tra il frutto rosso, la craie, le grassezze, le dolcezze di fondo. Senza mancare un solo istante di eleganza nonostante sia fitta e molto ricca, ovvero complessa. Sembrerebbe rispecchiare il millesimo, insomma, ma se passiamo alla bocca… È veramente fresca, incredibilmente fresca, a dispetto dell’annata, ricca, ora fattasi più tesa e vibrante da rotondamente materica com’era al debutto, gustosa, agrumata e molto minerale. Un po’ sorprende l’assaggio, soprattutto dopo il naso, ma questa sua tensione, questa sua fresca e rinfrescante mineralità finiscono per rendere uno champagne molto importante anche straordinariamente bevibile. Tradendo, allo stesso tempo, una giovinezza al limite dell’acerbo. Perfetta la definizione di chi l’ha creato: “concentrazione ed eleganza, potenza invisibile”. Ecco…
Voto: 97/100

 

Cristal rosé 2008

Cristal Rosé 2008

56% Pinot Noir in rosa, 44% Chardonnay
(17% legno, 19% malolattica, 8 anni sui lieviti, 8 g/l)
L’abbiamo assaggiato per terzo, ben sapendo che altrimenti avrebbe messo in ombra gli altri due. Il primo naso gioca tra la Borgogna e la Champagne, fino a quando sale in cattedra la mineralità di craie a ricordarti la succulenza di Aÿ e la finezza di Avize e Le-Mesnil. Cerchi di inquadrarlo, vai a caccia dei riconoscimenti, ma poi ti perdi nelle sue profondità e, allora, provi istintivamente a paragonarlo al Cristal 2008: quello è perfetto, addirittura dogmatico, questo ha personalità, carattere. Nel senso che questo Rosé ha potenza ma non la ostenta, anzi la maschera dietro l’essenza del gusto, la succulenza, che ti travolgono e ti conquistano. Alla fine saresti tentato di metterlo sullo stesso gradino del Cristal 2008, ma poi ti ravvedi quando capisci che, come tutti i Cristal Rosé delle grandi annate, non ha ancora detto tutto. Per questo osi metterlo un gradino dietro, salvo poi spaventarti quando pensi cos’altro potrà dare un giorno…
Voto: 99/100

Cristal e Cristal rosé
L’oggetto della degustazione: Cristal e Cristal Rosé nelle ultime tre annate, un confronto molto interessante.

Con questo articolo, credo di aver esaurito l’argomento Cristal fino… all’anteprima del prossimo. Infatti, abbiamo prima visto i due Vinothèque (l’attuale 1995 e il successivo 1996), poi la scheda integrale del Cristal 2008 e ora le tre ultime annate ‘tradizionali’ del Cristal Rosé. Potrà piacere o meno, ma è indubbio si tratti di di uno dei massimi rappresentanti dell’art champenoise e, costo non proprio popolare a parte, ha come unico limite il bisogno di tanta cantina prima di poter essere apprezzato al meglio. Ma ne vale la pena, credetemi!

Nel corso di questa degustazione, invece, Jean-Baptiste mi ha fatto una vera e propria lezione sulle annate e come è cambiata la Champagne dagli anni ‘50 a oggi, affermando che la 2008 rappresenta una sorta di ritorno al passato dal punto di vista della profondità dei vini, che sono tornati a essere “du sol” e non più “du soleil”. Ma, se permettete, tutti questi approfondimenti li riservo al libroLa Mia Champagne’…

Scrivimi se vuoi rimanere aggiornato sull’uscita del libro, grazie.

Gli champagne Louis Roederer sono distribuiti in esclusiva da:
Sagna – tel. 011/8131632 – www.sagna.it

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