Una grande annata, lo Chardonnay e i (bravi) fratelli Fourny

Champagne Mont de Vertus 2012

Feeling personale a parte, trovo che i fratelli Charles ed Emmanuel Fourny siano due ottimi produttori (Champagne Veuve Fourny). Hanno sempre lavorato bene, ma non è tanto questo ad avermi favorevolmente impressionato, quanto il loro migliorarsi anno dopo anno, nonostante il cambio di status da RM a NM. Insomma, i loro champagne sono sempre più buoni. E se etichette come la Cuvée R, il Clos Nôtre Dame e il rosé de saignée Les Rougesmonts avevano già saputo farsi valere in tutte le edizioni della guida Grandi Champagne (a proposito, la 2018-19 è tornata disponibile grazie a un’operazione di ristampa che non avevamo mai fatto prima…), le altre erano senza dubbio valide, ma non al punto da renderle immancabili, almeno una volta. Soprattutto il millesimato, che nei vari assaggi nel corso degli anni non era mai riuscito a lasciare il segno, neanche a fronte di annate d’eccezione la 2008, soprattutto per la sua impostazione che tendeva a estremizzare un po’ troppo il concetto di finezza e freschezza tipico dei blanc de blancs. Già, perché ovviamente, essendo a Vertus, il produttore è fortemente concentrato sui blanc de blancs 

Charles Fourny
Charles Fourny, che insieme al fratello Emmanuel (chef de cave) guida la maison di famiglia, presenta giustamente orgoglioso il millesimato, evolutosi nello stile, nel nome, nell’etichetta.

Così, quello che fino alla vendemmia 2009 era il Brut Millésimé, con la vendemmia 2011 è diventato Mont de Vertus, per perfezionarsi poi con la successiva 2012, da poco uscita. E dico subito che, al fianco delle conferme dei succitati champagne, è stato quello che mi ha colpito maggiormente, proprio per via di una crescita impressionante. L’annata (2012, per i Fourny certamente superiore alla 2002 e probabilmente anche alla 2008!) ha avuto certamente il suo peso, ma è stata anche l’opera di selezione di Emmanuel Fourny, che ha scelto le uve in vecchissime (oltre 60 anni) parcelle, tutte a nord del villaggio, quindi verso Le-Mesnil, ed esposte a est, soprattutto tutte a metà coteau sulla craie affiorante. E, vista la ricchezza tanto delle uve quanto dell’annata, ha poi deciso di vinificare nelle sole cuve inox, dove ha poi tenuto il vino sulle proprie fecce per sette mesi senza aggiunta alcuna di SO2. A seguire, cinque anni sui lieviti e dosaggio molto contenuto, da extra-brut ‘basso’, nel caso inferiore ai 3 g/l.

Mont de Vertus 2012

Bottiglia Mont de Vertus 2012100% Chardonnay
Naso senza dubbio ‘vertusiano’, quindi estremamente territoriale, che significa fruttato e floreale, ma anche molto coerente con lo stile del produttore, pertanto pulito, preciso, più elegante che delicato. Però c’è qualcosa in più, c’è maggiore profondità, nonostante non sia un campione di complessità o articolazione. Ma, a costo di essere dicotomica, è poi la bocca a rivelarsi veramente coinvolgente, anzi, ricordo di averla definita “magnifica” nel corso della bella degustazione avuta con Charles lo scorso giugno: molto fresca, di fitto intreccio tra craie e agrumi, rotonda, fine, certamente coerente con lo stile della maison, ancorché ricca, addirittura completa, articolata, con un’accattivante sensazione tattile, più che vinosa, e completata da un gustoso finale salino. Quasi non sembra un 100% Vertus… Una rivelazione che sottolinea la costante crescita dei due fratelli.
Voto: 92/100

Champagne Veuve Fourny
Le perle della degustazione: il Mont de Vertus 2012, la sempre ottima Cuvée R (evolutasi in blanc de blancs, come abbiamo già visto in Grandi Champagne 2018-19) e un’altra evoluzione, il rosé millesimato, diventato Rosé Vinothèque MV12. Di quest’ultimo parlerò presto…

Gli champagne Veuve Fourny sono distribuiti da:
Quattroerre – tel. 035/580701 – www.quattroerre.com

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