Una figlia e un blanc de blancs inusuale, ma… buonissimo!

Degustazione Champagne Blanc Pur Chardonnay Anna T

A ‘Modena Champagne Experience’ dello scorso anno, uno degli champagne che ha ricevuto i maggiori favori del pubblico, tanto da risultare ‘esaurito’ già nel pomeriggio del primo giorno, è stato il blanc de blancs di Trousset-Guillemart. Un produttore che oramai abbiamo imparato a conoscere e che si sta facendo apprezzare rapidamente in Italia egli stesso, soprattutto con i suoi Crème Brut e Rosé. Non sono champagne che puntano a complessità e struttura, ma a freschezza e pulizia sì, soprattutto al piacere e questo, quando abbinato pure a un prezzo molto competitivo, non può che risultare vincente. Ma torniamo al nostro blanc de blancs

Vigneto Champagne
Dei 3,74 ettari a Sacy (sui 7,60 totali), questo è senza dubbio il vigneto più prezioso: solo Chardonnay proprio dietro lo Château de Sacy.

Fare uno champagne da solo Chardonnay nella cosiddetta Petite Montagne, patria del Pinot Noir e, in seconda battuta, del Meunier, è piuttosto inusuale, ma Jean-Philippe Trousset voleva sottolineare la bontà del suo vigneto più bello di Chardonnay, sito proprio dietro lo Château de Sacy, quindi non impiegarlo più in assemblaggio. Ha così pensato a uno champagne particolare, fermentato in legno (tonneaux) e poi strutturato come un Solera, iniziato nel 2009 e con questi vini conservati in botti da 10 hl. Poi, per sottolineare l’importanza di questo nuovo champagne, Jean-Philippe e sua moglie Karine l’hanno dedicato alla loro primogenita Anna.

Jean-Philippe Trousset
Jean-Philippe Trousset, erede di un’antica famiglia di vigneron di Sacy con oltre tre secoli di tradizione, e sua moglie Karine: lo champagne di punta è intitolato alla loro primogenita Anna.

La prima volta che assaggiai questo blanc de blancs, suggerii a Jean-Philippe di non di non dosarlo affatto e son contento che il vigneron (Trousset-Guillemart non è semplicemente un RM, bensì un Vigneron Indépendant) abbia poi seguito il mio suggerimento, visto che ora lo propone sia come extra-brut, sia come nature, che poi è quello importato in Italia. Ma l’altro giorno ho ritrovato in cantina una bottiglia di AnnaT in versione extra-brut, così m’è venuta la curiosità di riassaggiarlo. Si tratta dell’assemblaggio attualmente sul mercato, quindi con il Solera fino alla vendemmia 2011 poi unito al vino della vendemmia 2012; dopo il tiraggio, lo champagne ha maturato tre anni sui lieviti ed è stato poi dosato a 3,4 g/l (contrariamente al dato di 5,6 g/l indicato in etichetta…).

Blanc pur Chardonnay Anna T.

Bottiglia di Blanc Pur Chardonnay Anna T100% Chardonnay
Con il tempo questo champagne migliora, facendosi più fine e meno boisé. Quest’ultimo aspetto, infatti, non è più marcato dall’olfatto, ora ancor più evidentemente legato alla vinosità dello Chardonnay, con le grassezze burrose a strizzare l’occhio alla Borgogna, la nota agrumata, la vena floreale. Ma è l’assaggio a confermare positivamente il passo in avanti sul fronte della finezza, forse anche grazie all’annata (2012): splendida bollicina, bella materia, grassa ma mai insistente, ovvero tesa e succosa per via dell’ottima spalla acida. In realtà è tutta la gustativa a giocare su questa vinosità ‘borgogneggiante’, anche se c’è poi sempre un non so che a riportarlo sempre nella Champagne, grazie anche al finale gustoso… No, non è la mineralità, propria invece dei blanc de blancs della Côte des Blancs, ma una pulizia, un’energia, una vellutata rotondità… Fedele allo stile del produttore, non è uno champagne che mira alla complessità, ma alla piacevolezza sì, eccome! Una di quelle bottiglie che finiscono anche troppo rapidamente…
Voto: 91/100

Les Croisettes
A breve i blanc de blancs saranno due… L’AnnaT sarà infatti affiancato da Les Croisettes, da Chardonnay, Arbanne e Petit Meslier frutto del solo lieu-dit omonimo. Tirato ‘bouchon liège’, lo champagne potrebbe debuttare l’anno prossimo.

Nonostante di anno in anno Jean-Philippe cerchi produrne un po’ di più, di questo champagne se ne fa ancora troppo poco (circa 2.000 bottiglie). Continuo a preferire la versione nature, già vista in anteprima in Grandi Champagne 2018-19, più tesa e incisiva, ma riassaggiare l’extra-brut dopo più di un anno mi ha piacevolmente sorpreso, avendolo trovato molto più integrato con la liqueur. È più vinoso del nature, ma questo aspetto ha certamente il suo perché, come abbiamo visto. E vi anticipo che il prossimo tiraggio (base 2013) sarà perfino migliore…

Gli champagne Trousset-Guillemart sono distribuiti da:
Massucco Import Tel. 0124/518555 – www.massuccoimport.it

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