Bollinger e l’ultima La Grande Année del XX secolo. In rosa…

La Grande Année 1999 Rosè

Peccato che non troppi champenois abbiano creduto nell’annata 2007, perché si sta rivelando veramente eccellente. Certamente non così ricca e strutturata come 2002 e 2008, ma con una tensione e una freschezza che conquistano inevitabilmente. Personalmente la preferisco alla 2009, ma tant’è. In proposito, però, non è un caso se un nome del calibro di Bollinger abbia regolarmente millesimato proprio la 2007 e si sia invece limitata a un solo champagne ‘particolare’ con la 2009, lo 007. Anzi, sotto l’egida della 2007 abbiamo avuto, oltre a un notevolissimo Vieilles Vignes Françaises, una delle più buone La Grande Année di sempre, come puntualmente visto in Grandi Champagne 2018-19. E, sempre a proposito delle degustazioni in anteprima della guida, se tanto il VVF 2007 quanto LGA 2007 hanno prontamente dimostrato il proprio valore, anzi la propria eccellenza, invece per La Grande Année Rosé 2007 è stato necessario più tempo. In guida trovate un punteggio di ben 95/100, ma lo champagne lo ha conquistato solo dopo il secondo assaggio, a distanza di qualche mese dal primo, nel corso del quale lo champagne era apparso ancora indietro di espressività. Però, quando l’ho riassaggiato ancora più tardi, lo scorso giugno, ogni eventuale dubbio è stato disintegrato perché lo champagne mi ha fatto letteralmente saltare dalla sedia! Che significa? Che La Grande Année Rosé ha bisogno di tempo, ben più della sorella bianca. Ed è esattamente con questo tipo di approccio mentale che, dopo un bel po’ di anni, ho riassaggiato La Grande Année Rosé 1999

Vigneto Bollinger
Il vigneto ‘La Côte aux Enfants’ ad Aÿ, oggi un ‘monopole’ Bollinger di 4 ettari di eccezionale valore. Qui nasce il vino rosso omonimo che, aggiunto a La Grande Année, la rende poi un eccezionale rosé.

L’ultima annata del XX secolo è stata molto calda, anzi la più calda prima che arrivasse la 2003 a batterla. Ciò nonostante, ha dato champagne che con il tempo si fanno sempre più interessanti, avvalorando così la tesi che in Champagne annata di grande maturità sia sinonimo di un’eccellente annata. Va bene, è stata un po’ troppo ‘solare’ e questo suo essere tale non è stato bilanciato dal suolo (un argomento, questo, fondamentale per lo champagne e la Champagne che tratterò approfonditamente nel libro La Mia Champagne, in uscita per Natale…), ciò nonostante i suoi vini oggi sorprendono. In positivo, ovviamente.

Venendo a La Grande Année Rosé, questa nasce soltanto nel 1974 (anche se la prima annata commerciale è stata poi la 1979, lanciata nel 1984), quindi tre anni dopo che M.me Bollinger aveva lasciato il timone della maison ai nipoti. Ella, infatti, detestava gli champagne rosé, trovandoli vini da bordello, pertanto in Bollinger era vietato produrli. Ma dopo, per fortuna ci sarebbe da dire, con tutto il rispetto per la signora, proprio i due nipoti ebbero l’idea di aggiungere del vino rosso a La Grande Année bianca. Quale vino rosso? Beh, il loro grande Coteaux Champenois Rouge, quindi La Côte aux Enfants, che è prodotto esclusivamente con le uve del vigneto omonimo di Aÿ. Già noto come ’La Côteaux Enfers’, il vigneto di Aÿ è stato ‘costruito’ dal nipote del fondatore, Jacques II, negli anni ‘20 acquistando, man mano e con pazienza enorme, una serie di piccole parcelle attigue (ben 50!) da numerosi vigneron, fino a farne il ‘monopole’ di 4 ettari che conosciamo oggi e che per alcuni sarebbe addirittura il ‘Romanée-Conti’ della Champagne. Non a caso il vigneto è coltivato “come si fa in Borgogna”…

Lily Bollinger
Lily Bollinger: una donna mitica che ha gettato le solide fondamenta di quella che oggi Bollinger. Però odiava i rosé e così, finché ha guidato la maison, era vietato produrli. Tre anni dopo il suo ritiro, però, ha preso forma la prima La Grande Année Rosé…

Per quanto riguarda La Grande Année 1999, è fatta per l’82% con uve Grand Cru e la restante parte Premier Cru, ma nella declinazione come rosato questa proporzione cambia in quanto c’è da considerare la parte in rosso, che è classificata 100% Grand Cru. La fermentazione, poi, avviene come da tradizione interamente in legno, il tiraggio è bouchon liège e, infine, dopo aver maturato sei anni sui lieviti, lo champagne è stato dosato a 8 g/l.

La Grande Année Rosé 1999

La Grande Année 1999 Rosè65% Pinot Noir, di cui il 7% in rosso, 35% Chardonnay
dég. dic. 2006 – Con il tempo, l’olfatto, nella sua indubbia impronta ‘rossa’, sembra essersi legato a una seducente e serena maturità più che a una vinosità da Pinot Noir. Ha una trama di piccoli frutti rossi di bosco, dalla fragola al lampone, una fine speziatura, un tocco floreale, ma pure una netta vena di arancia rossa che dona vivacità e conduce verso la netta mineralità ferrosa che ci ricorda sempre di essere di fronte a uno champagne. Soprattutto, sa ben giocare tra cremosità e tensione, facendosi veramente intrigante. Ancora più coinvolgente la bocca, piena ma mai insistente, rotonda ma vibrante grazie a una spalla acidità che proprio non ti aspetti dall’annata e che è pure perfettamente integrata. E lo champagne si snoda così, più in piacevolezza che in profondità, conquistandoti grazie alla sua raffinata texture che segue idealmente l’olfatto con un equilibrio ‘posato’. Un grande rosé, in splendida forma, tanto da non apparire affatto figlio di un’annata solare.
Voto: 95/100

Se un assaggio di qualche tempo fa de La Grande Année 1999, tra l’altro in magnum, ci aveva messo di fonte a uno champagne evidentemente tendente al maturo, la versione in rosa del medesimo champagne ha invece dimostrato una stoffa e una vitalità esaltanti. A dimostrazione non tanto del fatto che La Grande Année Rosé necessiti di tempo, quanto, piuttosto, di come l’unione tra uno champagne d’eccezione (La Grande Année) e un vino rosso parimenti d’eccezione (La Côte aux Enfants) insieme producano un risultato straordinario. Appunto.

A proposito, Buon Ferragosto a tutti i lettori di LeMieBollicine e buone vacanze! Che cercheremo di fare in parte anche noi, quindi ci perdonerete una minore frequenza nel pubblicare gli articoli…

In merito al libro che sto portando a termine ‘La Mia Champagne’… Chi volesse essere informato sulla sua uscita può compilare il form qui sotto. Anche se avesse qualche consiglio o suggerimento, anzi, meglio ancora… Grazie!

Gli champagne Bollinger sono distribuiti in esclusiva da:
Meregalli – tel. 039/2301980 – www.meregalli.it

6 commenti su “Bollinger e l’ultima La Grande Année del XX secolo. In rosa…”

  1. Come sempre complimentissimi per le meravigliose parole. Se è possibile potrebbe consigliare delle bottiglie adatte al ferragosto in varie fasce di qualità e prezzo? Sarebbe interessantissimo leggere un articolo così (anche in “pillole”) per poi verificarlo.
    Grazie e buon proseguimento di estate

    1. Inizialmente c’avevo pensato, ma poi non volevo ripetere articoli già fatti in passato. Almeno per quest’anno, il prossimo vedremo!

  2. Grandissimo alberto! A proposito di assemblage mi dicono che ci sono 3 tipi di assemblage??? Verticale orizzontale e pepetuale???? Che differenze ci sono ?? Grazie per tutte le perle che ci dai !!

    1. Vabbè, hanno voluta metterla giù difficile…
      In champagne, assemblaggio può essere di uve, di vigneti, di annate e, nei rosé pure di vino bianco con vino rosso. I tre che ti hanno detto in Champagne non li ho mai sentiti nominare! Comunque, verticale dovrebbe essere di annate, orizzontale di uve e perpetuale non è un tipo di assemblaggio ma si riferisce ai vini di riserva tenuti con metodo Solera o simile.
      Certo che se ne sentono di tutti i colori! Mah…

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