Uberti: il quarantennale porta in dote un nuovo Franciacorta

Uberti Dequinque

Abbiamo già parlato della Franciacorta in diverse occasioni, ma è un dovere ricordare, ancora una volta, come questa Denominazione abbia goduto certamente di un successo eccezionale, capace di dare impulso e iniezione di fiducia a tutta la produzione spumantistica italiana, ma anche come sia stata, a sua volta, vittima di parecchi pregiudizi che ancora oggi tentano di relegarla a un territorio che vive di una condizione climatica troppo esotica, con vini dalle acidità che faticano a decollare e dalla personalità non definita. Rimango quindi piacevolmente soddisfatta quando, al contrario, sono proprio questi vini a smentirci e a ripeterci che le strade di questa Denominazione, invece, sono ora più che mai innumerevoli e che l’attuale gestione dei vigneti e le relative tecniche di vinificazione hanno portato questi produttori a dare genesi a vini sempre più interessanti e dal carattere distinto. In occasione della presentazione della nuova cuvée di Uberti Dequinque ne ho avuto l’ennesima conferma: la Franciacorta ha molto da dire, oggi più che mai. I vigneti sono più vecchi, i produttori più preparati, competenti, sicuri, non più alla ricerca di un rassicurante stile universale bensì di una propria cifra stilistica, di una personale trama interpretativa, sempre nel rispetto del carattere delle uve e del loro territorio di appartenenza.

Sede Uberti Franciacorta
La sede della Uberti, a Erbusco. L’azienda vitivinicola è qui da secoli…

Insomma, la Franciacorta è in continua evoluzione. I suoi suoli, di matrice morenica, non sono sempre uguali e ancora non del tutto esplorati, le espressioni, così come le interpretazioni, possono ancora essere innumerevoli, capaci di slanci di personalità e originalità fuori dal comune. Parleremo, quindi, ancora di questa zona e dei suoi vini, e lo faremo iniziando da una delle famiglie più antiche, gli Uberti. La storia inizia nel lontano ottobre del 1793, quando l’allora Agostino Uberti diventa proprietario di circa 2 ettari di terreno, composto da una piccola cascina, i vigneti e una stalla. All’epoca, Agostino Uberti produceva sostanzialmente vini rossi, come qualsiasi altro produttore in questa zona. Quasi due secoli più tardi, un altro Agostino amplia l’azienda acquistando, nel 1978, 7 ettari di vigneti: fu questa la sua prima vendemmia atta a Franciacorta. Oggi gli ettari sono 26, con una produzione annuale di 180.000 bottiglie, e nel corso degli anni la Uberti si è ampliata nelle strutture con la realizzazione delle gallerie per l’affinamento, dei locali di sboccatura, il magazzino, l’introduzione dei tini da 32 hl e, infine, l’arrivo delle nuove presse e il rinnovo di tutte le vasche. Oggi Uberti è guidata, con rigore e passione, da Agostino ed Eleonora Uberti, coadiuvati dal prezioso contributo delle figlie  Silvia, enologa e agronoma con diverse esperienze in Champagne, come da Anselme Selosse, e Francesca, che si occupa della comunicazione e del mercato. Oggi sono loro le nuove protagoniste della scena aziendale, collaborando attivamente sia in vigna che in cantina.  I vigneti si trovano essenzialmente a Erbusco, Adro e Calino su terreni sassosi e pieni di minerali e l’azienda è certificata biologica. Alla Uberti la cura delle viti è un valore fondamentale e la sensibilità ambientale è da sempre motore di questa famiglia, dedita all’implementazione costante della cura e della ricerca nelle operazioni colturali e di cantina. Una sensibilità che si traduce in Franciacorta vitali, impeccabili, di nobile forza gustativa, trasparenza espressiva e calore.

Il 12 ottobre, in occasione dei 225 anni di fondazione dell’azienda e dei primi 40 anni di Franciacorta, Uberti ha organizzato una serata nella quale è stato presentato Dequinque. Unico nel suo genere in Franciacorta, è un progetto intrapreso da Silvia nel 2002 che prevede la creazione di una riserva perpetua, ovvero la cuvée del miglior Chardonnay aziendale, assemblata anno dopo anno all’interno di un unico tino. Prosecuzione dell’ormai noto Quinque, assemblaggio di 5 annate, il Dequinque è un vero e proprio patrimonio identitario: una cuvée di 10 annate, che vanno dalla 2002 alla 2011. Dopo una rigorosa selezione dei grappoli e una leggera pigiatura, la fermentazione del mosto di ogni singola vendemmia avviene in tini di rovere da 32 hl effettuando batonnage. In seguito, il vino viene trasferito in un unico tino contenente l’assemblaggio delle annate precedenti, terminando con la decima vendemmia. Dopo il tiraggio, infine, il Franciacorta rimane oltre 70 mesi sui lieviti e, al termine, è dosato a 2 g/l.

Prodotto soltanto in formato magnum e solamente in 2.000 esemplari, Dequinque è uno spumante italiano che non dovremmo farci sfuggire, soprattutto ora in vista delle Feste Natalizie, se si cerca una bollicina nobile dall’impronta calda, italiana e familiare.

Controetichetta Uberti
Tiraggio e sboccatura figurano nella controetichetta dei soli 2.000 magnum prodotti.

Dequinque

Magnum Uberti Franciacorta Dequinque100% Chardonnay
(tiraggio maggio 2012 – sboccatura luglio 2017)
Naso veramente impressionante per la sontuosità e la profondità delle sue sensazioni aromatiche, che virano su tutto il calore della terra: funghi champignon, nocciola, castagna, scorza d’arancia candita, foglie secche. Con il tempo, emerge una mineralità iodata, mentre l’evoluzione ne alimenta le sfumature: spezie orientali, una dolce tostatura, la crema, il tabacco biondo, il caffè. Il palato è cremoso e avvolgente, dotato di una magnifica opulenza, ma anche di energia, tensione e freschezza. La carbonica è finissima e pregiata, l’allungo dotato di persistenza distintiva e il finale, lunghissimo, sorprende nelle sue sensazioni di agrume scuro, nobile, e sale. Un grande spumante, prima che un grande Franciacorta, perfetto da solo, per piacere, ma risolutivo anche a tavola.
Voto: 91/100

Vania Valentini
L’autrice dell’articolo con il Franciacorta Dequinque nella serata di presentazione.

www.ubertivini.it

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