L’ora più… luminosa: il Sir Winston Churchill 2008 scala il vertice!

Sir Winston Churchill 2008

Man mano, i top champagne targati 2008 stanno progressivamente arrivando sul mercato e, anche se ci vorranno diversi anni prima che il cerchio si chiuda, oramai è chiaro che siamo di fronte ad autentici capolavori. Che sono stati giustamente paragonati agli eccezionali champagne del 1988, nonostante in molti ritengano che possano essere addirittura migliori quando avranno anch’essi vent’anni sulle spalle, per via dei progressi fatti tanto in vigna, quanto in cantina. Ovviamente, la massima espressione dell’annata 2008 la stiamo vivendo (e la vivremo) con le cuvée de prestige e, in tal senso, il primo a uscire è stato il Cristal 2008, capace di stabilire immediatamente il nuovo riferimento con i suoi 100/100 (sono stato il primo al mondo ad assaggiarlo, un anno e mezzo fa, e il primo a tributargli il massimo punteggio, permettetemi di ricordarlo…). Lo scorso ottobre, poi, ha iniziato a farsi apprezzare sempre più anche il Dom Pérignon 2008, ora presente in piccola quantità sul mercato e solo come ‘Legacy Edition’, in attesa del debutto ufficiale il prossimo anno. Anche quest’ultimo champagne ha detto pesantemente la sua, sottolineando così e ancora una volta l’enorme valore dell’annata. A quel punto tutti gli appassionati si sono messi idealmente in finestra ad aspettare il prossimo: chi sarebbe stato il terzo grande champagne del 2008 a giungere sul mercato? E con quali risultati?

Il 4 settembre di quest’anno mi trovavo in Champagne per la vendemmia. In tarda mattinata ricevo una chiamata da Laurent d’Harcourt, bravissimo presidente di Pol Roger: “ho visto che sei in Champagne, se passi ti do due bottiglie di Sir Winston 2008 per una degustazione in anteprima, altrimenti te le spedisco”. Alle 16:50 sono ovviamente là e mi incontro con Laurent, che mi spiega trattarsi di una grandissima anteprima, quindi per il momento niente annunci né foto. Vorrebbe un mio parere sullo champagne, che uscirà di lì a un paio di mesi. Un parere da amico, visto che ha riservato questa opportunità a non più di 3-4 critici in tutto il mondo e il sottoscritto è l’unico italiano tra questi. Un onore e una grande responsabilità. Rientrato a Roma, faccio riposare le bottiglie una decina di giorni nella mia cantina e assaggio la prima. Com’era? Deludente, no, meglio, spiazzante: si capisce che il vino ha un potenziale enorme, ma è ancora scomposto, chiuso. Decido così di rimandare l’assaggio della seconda bottiglia di almeno un paio di mesi, a costo di non uscire sul sito con l’anteprima. Ma è una questione di serietà e, come detto, di responsabilità (altro che 60-70 degustazioni di seguito fatte saltando da un banchetto all’altro…). Avviso Laurent, timoroso che se la prendesse, invece apprezza il mio scrupolo. Detto tra noi, il mio timore era che, pubblicando uno champagne non in perfette condizioni, avrei corso il rischio di esporlo al confronto impietoso che molti appassionati avrebbero immediatamente fatto con Cristal (100/100) e Dom Pérignon (99/100) e non sarebbe stato giusto, perché gli altri due li avevo assaggiati più volte e con diversi stadi di maturazione.

Cantina Pol Roger
Anno eccezionale per Pol Roger: dopo aver ritrovato in cantina alcune bottiglie di fine ‘800 (ecco tutto lo staff con il prezioso tesoro, da sinistra il proprietario Hubert de Billy, lo storico chef de cave Dominique Petit, il presidente Laurent d’Harcourt, il papà di Hubert, Christian, presidente del Consiglio di Sorveglianza e, infine, il nuovo chef de cave Damien Cambres), la maison vive un altro momento straordinario con il Sir Winston Churchill 2008…

Alla fine, aspetto non due, ma quasi tre mesi e mezzo prima di vedermi con Federico Angelini per il secondo assaggio del Sir Winston Churchill 2008, che nel frattempo mi sembra di aver capito sia quasi esaurito… Il primo approccio degustativo è notevolmente più confortante rispetto all’altro assaggio, ma alla fine la nostra pazienza è stata premiata: siamo di fronte a un altro capolavoro! Ci siamo goduti quella bottiglia nel corso di un’oretta di assoluta calma, assaggiandola, centellinandola, infine bevendola, e finendo con l’ammirare questo champagne d’eccezione. Tra l’altro, sia per curiosità, sia per avere un quadro ancora più completo, lo champagne l’abbiamo pure assaggiato con due bicchieri diversi, il classico Riedel protagonista delle ultime due edizioni della guida Grandi Champagne e lo Jamesse Grand Champagne 45, quindi il modello più classico della linea che il celebre sommelier ex (lascia dopo 18 anni!) Les Crayères ha disegnato per Lehmann Glass. 

Apro una parentesi. Negli ultimi due anni, tanto con alcuni grandi chef de cave, quanto con vigneron d’eccezione, tutti cari amici, mi sono costantemente divertito a fare il confronto di bicchieri, a parità di champagne, ovviamente, il loro. Io ho sempre messo in campo il Riedel, loro quello utilizzato per le degustazioni in sede. Bene, spesso e volentieri si trattava proprio dello Jamesse Grand Champagne (a volte il 45 a volte il più piccolo 41) e tutti mi facevano notare come quest’ultimo fosse più ‘aperto’ dal punto di vista olfattivo, più immediato e ricco nell’espressione rispetto all’altro, invece un po’ troppo tecnico. Per quanto inizialmente abbia difeso a spada tratta il Riedel, alla fine ho dovuto convenire con loro e, così, ho iniziato a riflettere su questo aspetto. In questo momento ci sto ancora pensando, ma è assai probabile che le degustazioni della prossima guida Grandi Champagne 2020-21 saranno fatte con gli Jamesse. “Ma come – dirà qualcuno – non ci hai detto e ridetto che il Riedel era il miglior bicchiere per lo champagne?”. Sì, certo, ma può sempre capitare di trovare qualcosa di meglio, no? E poi, solo lo stolto non cambia idea…

Degustazione Sir Winston Churchill 2008
Un momento della degustazione. In primo piano il Grand Champagne 45 di Jamesse, che abbiamo alternato al Riedel, visibile sullo sfondo davanti al buon Federico Angelini.

Ma torniamo al nostro Sir Winston Churchill 2008. Credo che tutti conoscano oramai storia di questo champagne e savoir-faire di Pol Roger, quindi aggiungo soltanto che i mosti, da sole uve Grand Cru, subiscono un doppio débourbage, il primo già nel centre de pressurage e il secondo in cantina a freddo (6°C), prima della fermentazione a bassa temperatura (18°C) in piccole cuve di acciaio. Dopo l’assemblaggio, invece, lo champagne ha maturato nelle profonde (-33 metri) e fredde (9,5°C) cantine della maison per oltre nove anni ed è stato infine dosato a 7 g/l (e non 7,5 g/l come erroneamente indicato da altri…).

Bene, non resta che passare alla nostra degustazione…

Bottiglia Sir Winston Churchill 2008

Sir Winston Churchill 2008

Pinot Noir, Chardonnay
Una ventata di mineralità, ecco la primissima impressione non appena metti il naso nel bicchiere! È profondo, freschissimo fino alla balsamicità, per certi versi austero. Ma quando ti aspetti la potenza e le note scure del Pinot Noir, ecco lo statista inglese fattosi champagne mischiare le carte in tavola con un naso che strizza l’occhio alla florealità e alle grassezze, alla briosa freschezza e a una calda carezza. È senza dubbio coerente tanto con l’etichetta quanto con l’annata, ma è anche la classica palla di plutonio. No, meglio, questa energia concentrata è ora irruenta, nel senso che è in pieno divenire e non ancora focalizzata. Così l’olfatto ti spiazza, alternando una serie di sensazioni apparentemente dicotomiche, eleganza e potenza, asciuttezza e dolcezza, frutto tropicale e agrume… Però è indubbia ed evidente l’autorevolezza di questo champagne, la sua nobiltà. La bocca apre le danze con una bollicina magistrale (o perfetta?), ancora spiazzante con il suo ottovolante tra asciuttezza e grassezza, tra esplosività ed eleganza, tra frutta secca e agrume scuro, tra cremosità e freschezza travolgente. Ecco, questo champagne non sa cosa sia la maturità, aspetto invece già presente in alcuni 2008, e, diversamente, ti sollecita e ti solletica il palato con un divertente gioco tra bollicina e acidità, per poi distendersi in maniera piacevolmente travolgente fino a non finire mai… Però, a un certo punto, come accade con gli champagne veramente grandi, smetti di riflettere, di ‘leggere’ il vino, e lo bevi. Godendo. Sì, è uno champagne d’eccellenza, figlio di un’annata straordinaria, fatto da una mano splendida, ancora spigoloso, ma incredibilmente piacevole. Tanto che non smetteresti mai di berlo. Sì, berlo per il piacere di farlo, lasciando la degustazione a un altro momento. Da qui ai prossimi vent’anni… All’ultimo sorso Federico mi dice “Madonna!”, ma io non voglio aspettare anni e sto già pensando alla votazione a tre cifre…
Voto: 100/100

Al termine, Federico definisce il Sir Winston Churchill 2008uno champagne con il cappello”, ma io subito rilancio “no, non un semplice cappello, ma l’Homburg di Sir Winston…”. Scherzi a parte, lo champagne c’è piaciuto tanto, tantissimo e ha assolutamente soddisfatto le grandi aspettative. E sapete che spesso queste sono fonte di cocenti delusioni. Fortunatamente non stavolta, anzi. Lo champagne aveva solo bisogno di un po’ di tempo (e di altro ne avrà certamente bisogno: ricordate il Sir Winston Churchill 2000? Frenato, monolitico al debutto, poi assolutamente straordinario due anni dopo), ma alla fine s’è fatto valere. E che sia solo merito del valore dell’annata 2008 è una grande ingiustizia, perché le annate, soprattutto le grandi, bisogna saperle interpretare! E da Pol Roger non sono solo abilissimi a farlo (pensate a 1995, 1996 o 2002, tanto per fare qualche esempio), ma sono stati particolarmente abili a farlo con la 2008: il Blanc de Blancs era eccellente, il Vintage notevole, il Sir Winston Churchill… beh lo avete visto. Complimenti.

Gli champagne Pol Roger sono distribuiti in esclusiva da:
Compagnia del Vino – tel. 055/243101 – www.compagniadelvino.com

16 commenti su “L’ora più… luminosa: il Sir Winston Churchill 2008 scala il vertice!”

  1. C era da aspettarsi un ‘buon’ punteggio.
    Io ne ho qualcuna da parte e non L ho ancora assaggiato ma chi lo aveva fatto tra gli amici mi aveva detto di un grande champagne vicino a Cristal e Dom Pérignon pari annata !!!!

    Ne approfitto per una domanda se posso
    Ho acquistato del Cristal 2008 con importazione serba( destinato al mercato della Serbia praticamente ) visto che la maison non mi ha risposto alla mail chiedo a Lei… secondo Lei il tiraggio è uguale a quello per il mercato italiano e agli altri o fanno dei tiraggi diversi in base al mercato di destinazione? Chiedo perché so che alcuni champagne cambiano in base al mercato di destinazione.. o sbaglio? Grazie mille e buone feste…

    1. Per i top champagne targati 2008 sarà una battaglia sul filo del rasoio…
      La liqueur in base al mercato di destinazione è una cosa che on si fa più da decenni. Il dégorgement commerciale del Cristal 2008 è stato gennaio 2018 e ne è previsto un secondo a gennaio del prossimo anno…

  2. Caro Alberto convengo con te riguardo ai calici ….e da un po’ di tempo che uso i Lehmann Glass Jamesse …mi piacciono molto dalla forma all’ottimo lavoro che svolgono, oltre ai Gran Champagne 45 o 41 consiglio vivamente anche i Grand Blancs e Grand Rouge che utilizza anche il buon Lecaillon in quel di Roederer, ma ho anche i Riedel Champagne Wine Glass e alcuni per il Pinot Noir o i Rosè che sono sempre e comunque il Top secondo me per i calici in generale …..un buon appassionato di Champagne li deve avere entrambi ….Non mi resta che augurarti Buone Feste e continua sempre così sei il mio mentore ….Grandissimo

    1. Grazie del contributo e degli auguri, che contraccambio!
      Tutti ottimi bicchieri, ma la guida ne ho bisogno di uno massimamente invernale, quindi, anche dopo essermi consigliato con lo stesso Philippe Jamesse, penso mi orienterò sui Grand Champagne 45 e i Synergie per quelli molto vecchi o i ‘bio’ estremi…

  3. A ognuno il suo champagne (purtroppo)…..
    Nel mio non lungo curriculum, solo due top, Sir W. Churchill 1999 e successivamente Grande Cuvée Krug.
    Posso dire che in fatto di massima piacevolezza ho preferito quest’ultimo?
    Ma il primo, ricordo, era la perfezione fatta champagne…come lo giudica?
    grazie

    1. Il 1999? Come tutti i SWC difficile al debutto e poi eccezionale dopo un paio di anni. Non lo riassaggio da un po’, ma è una lacuna che spero di colmare a breve. Mi parla anche di Grande Cuvée, ma… quale?

  4. Grazie Alberto per le belle parole su uno dei miei champagne preferiti , tanto che Pol Roger diventerà lo champagne ufficiale della maison da gennaio …
    Nel frattempo mi sollazzo al idea del arrivo di Winston Churchill 08 nella mia cantina a fare compagnia alle ultime ( purtroppo) 2002 rimaste
    Buone feste a te ed ai lettori del sito

  5. Ciao Alberto,
    complimenti per il lavoro che fai e la passione che trasmetti…
    Cosa ne pensi dell’ “Adina” di Spiegelau?
    Grazie.
    Buon Natale

  6. Alberto buonasera.
    Innanzitutto porgo a lei ed a tutto il suo abile staff auguri di buon Natale e buon anno.
    Il 2018 è stato un anno di grandi soddisfazioni per “le mie bollicine”, complice anche la bella guida Grandi Champagne, il 2019 non sarà da meno vista l’uscita prossima del suo tanto atteso libro….
    Venendo al SWC, un’altra grandissima prestazione di Pol Roger, e soprattutto il secondo (dico bene?) 100/100 all’esordio per uno champagne, dopo Cristal 2008.
    Ormai credo che non si possa negare che il 2008 si sta rivelando un millesimo straordinario, superiore mi sa pure alla mitica (e a lei tanto cara) 1988, sbaglio?
    Siamo di fronte al millesimo migliore di sempre? E mancano ancora grandi protagonisti come Krug vintage, Grand Annè….senza pensare ai sofisticati P2, RD etc etc
    Che dice?

    Cari saluti.

    Gabriele

    1. Grazie degli auguri, che contraccambio!
      Sì, ci sono forti similitudini tra 1988 e 2008, ma gli champenois si sbilanciano affermando che, quando la 2008 avrà lo stesso invecchiamento della 1988 oggi (quindi vent’anni), sarà superiore pee via dei progressi fatti nel frattempo tanto in vigna quanto in cantina. Quindi sì, è un’annata memorabile, con una media qualitativa elevatissima.
      E ora, nel 2019, vedremo La Grande Dame, La Grande Année…

  7. Salve lupetti,
    Sono da poco un suo attento lettore e la mia passione per lo schampagne è appena uscita allo scoperto dopo che una bottiglia di dom perignon vintage 2006 mi ha fulminato!!…( e pensare che i bianchi nn li preferivo).
    Detto questo da inesperto in fascie avrei una domanda da porle rischiando la figuraccia…
    Ho una cantinetta che tengo a 12 gradi costanti e con vetro oscurato.
    Ho bottiglie di pregio che vorrei conservare per molto tempo…. ora so che lei dice sempre che sui lieviti è eterno ma in bottiglia a casa mia ben conservato quanto posso tenerle secondo lei?…
    La saluto e le faccio tanti auguri.

    1. Mi fa piacere!
      L’invecchiamento dello champagne è sempre complicato e legato, oltre che alla perfetta conservazione, alla provenienza delle bottiglie (dove sono state acquistate, quando e com’erano tenute) e al gusto personale (gli champagne maturi potrebbero non piacere a tutti). E poi, alcune etichette sono da lungo invecchiamento, altre no. Post dégorgement, ovviamente.
      Ciò premesso, lei sembra avere ottime condizioni di conservazione, anche se avrei preferito 1-2 gradi in meno, però direi che se la cannetta mantiene le condizioni nel tempo (non dimentichi l’umidità e la posizione coricata) non dovrebbe avere problemi di lungo invecchiamento. Il quanto, però, dipende dall’etichetta, come dicevo…

  8. Buongiorno Alberto e auguri!

    Domanda sui bicchieri, possiedo 4 Riedel come consigliato da lei, e mi sono sempre trovato molto bene, anche se sono d’accordo che sono un po’ chiusi dal punto di vista olfattivo. Vorrei provare i Jamesse senza svenarmi e i 41 si trovano ad un prezzo eccezionale. Mi chiedo però se non sono troppo piccoli, considerando che i Riedel sono sì leggermente più corti ma contengono 44,5 cl di volume, mentre i Jamesse 41 solo, appunto, 41 (o almeno così sembra). Che cosa consiglia?

    Grazie,

    Giovanni

    1. Buongiorno. Come detto poco fa a un altro lettore…. che telepatia! Lunedì uscirà proprio un articolo sugli Jamesse, quindi… due giorni di pazienza!

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