Le bollicine di Moser: fierezza e gentilezza

Moser Trento Doc

Questa non è la storia di un uomo, un campione, un ciclista, bensì la storia di una famiglia, che da tre generazioni produce vini dalla personalità completamente adesa al suo territorio, il Trentino. Una piccola realtà nel mondo vitivinicolo incastonata tra queste montagne, non solo preposta alla produzione di vini spumanti, ma anche a quella di vini fermi, cristallini, solidi e freschi come il Müller-Thurgau, il Moscato Giallo e il Riesling Renano. Ovviamente, su questa pagina parleremo dei loro Trento DOC, bollicine dal portato stilistico preciso, vivo e raffinato, perfettamente rispondente alla cifra stilistica di casa Moser.

vigneti Francesco Moser
I vigneti Moser nello splendido contesto delle montagne del Trentino.

Un’imperitura passione, che nasce negli anni ‘50 con Ignazio, papà di Francesco, quando, umile contadino, comincia a produrre vino per il semplice consumo del paese, coadiuvato dall’aiuto dei 12 figli. In seguito, sarà proprio lui, ormai affezionato a quei vigneti adagiati tra i tornanti di quelle montagne che gli han fatto compagnia nelle migliaia di chilometri percorsi in bici, a decidere di vivere definitivamente in ossequio della sua terra. Acquista così altri ettari in Val di Cembra e, nel 1979, dà vita alle Cantine Moser, nella storica struttura di Palù di Giovo. Con lui, il fratello Diego. Tuttavia, è solo nell’anno in cui si celebra il suo record dell’ora a città del Messico, il 1984, che a Maso Villa Warh la famiglia comincia a produrre Trento DOC e in etichetta verrà apportato, proprio a ricordare quel record, il celebre 51,151. Nel 1988 Francesco decide di abbandonare la bicicletta, in senso prettamente agonistico, scegliendo definitivamente di tornare a fare il viticoltore a tempo pieno, al contempo investendo tutto nella terra nonché nell’acquisto di Villa Warh, antica dimora vescovile del ‘600 a Gardolo di Mezzo, su una collina che sovrasta Trento. Oggi, in cantina troviamo, insieme a Francesco e suo fratello, il primogenito Carlo che, oltre a essere Vicepresidente dell’Istituto Trento DOC, si occupa di tutta la parte amministrativa e finanziaria dell’azienda, e il nipote Matteo (figlio di Diego), l’enologo.

Biciclette Moser
A fianco della sala degustazione, si trova il museo dedicato a Francesco, con le bici dei record, le maglie storiche e i trofei di una carriera indimenticabile.

Il successo delle bollicine trentine oramai è chiaramente assodato e non è più solo una moda passeggera. D’altronde la freschezza, l’energia e la finezza cui si può arrivare a queste altitudini non hanno eguali in nessun altro terroir. In molti, incoraggiati da un passato importante e da un nome, Giulio Ferrari, si sono specializzati nella spumantizzazione, nonostante, a mio avviso, le strade da esplorare siano ancora tante e oggi siamo solo all’inizio. Questa è una Denominazione dal potenziale territoriale altissimo, con i vigneti fra i più alti e soleggiati d’Italia e con i suoli e i microclimi più svariati e che, oggi più che mai, se alimentata dalla giusta dose di convinzione, può sfruttare le sue possibilità dando genesi a grandi spumanti, in grado di possedere quella distinzione e quella personalità inderogabili quando si parla di bollicine di alta gamma. Lo spumante trentino fu il primo in Italia a ricevere, nel 1993, il riconoscimento della DOC per le ‘bollicine classiche’ e oggi, sono 48 le case spumantistiche che portano in etichetta il marchio collettivo Trento DOC e si trovano su una superficie che vale circa 10.000 ettari. La percentuale dedicata allo spumante è dell’8%, con una produzione totale che si attesta sui 7 milioni di bottiglie.

Tre bottiglie Trento Doc Moser
Dopo diversi assaggi in cantina e alcune anteprime, ecco la degustazione dell’attuale gamma Moser.

In principio, l’azienda Moser produceva soprattutto Teroldego, proveniente dalle zone di Lavis, e Müller-Thurgau, proveniente dalla Val di Cembra, ma poi si è iniziato a coltivare lo Chardonnay, inizialmente per la produzione di vino fermo, fino a destinarlo definitivamente al Trento DOC, nel 1984. Attualmente, sono 17 gli ettari vitati di proprietà, la metà dei quali dedicati allo Chardonnay e al Pinot Nero, prevalentemente da vigneti che raggiungono una quota di 650 m tra le colline di Trento e la Val di Cembra, dove i terreni sono calcarei e in parte porfirici, estremamente minerali e, pertanto, vocati ai vini spumanti.

Sono andata a trovare, insieme all’amico Thomas Rossi, grande appassionato di bollicine e di ciclismo (nonché amico dei Moser), Diego, Carlo, Matteo e lo stesso Francesco in azienda e ho assaggiato i loro vini. Che sono come loro: autentici e sinceri, senza velleità o presunzioni, e, proprio come il Trentino, freschi, nitidi, cristallini. Siamo ormai abituati a cercare sempre quella nota in più, sfrenata, che ci faccia stupire, lasciare a bocca aperta. Invece, lo stupore, la bellezza a volte stanno probabilmente proprio nella semplicità, nella gentilezza, che, sì, può trovarsi anche in un sorso. Ed è questo che ho trovato nei vini di Moser. Semplicità e gentilezza. Ma anche forza. 

Mentre rientravo, ho incrociato Francesco Moser che, fiero e baciato dal sole, saliva la strada con il suo trattore… è stata l’immagine più bella e che porto con me, quella di un uomo realizzato e fiero, nella sua terra e tra i suoi vigneti.

51,151

51,151

100% Chardonnay
(base vendemmia 2015, fermentazione mista acciaio/botte, 30 mesi sui lieviti, dosaggio 5 g/l, produzione media 50.000 bottiglie)
Naso immediatamente affascinante, dritto, pulito ma anche delicato, suadente nel quale si innestano note di gelsomino, roccia bianca spaccata, cenere, erbe aromatiche e resine. Un olfatto delicato, grazioso, direi… L’approccio al palato è più dinamico, sinuoso, fresco ma nello sviluppo anche tenero, avvolgente, dalla bollicina fine e carezzevole. L’acidità è perfettamente integrata e rende la gustativa ampia, appagante per armonia e distensione.
Voto: 89/100

 

Rosé 2014

Rosé 2014

100% Pinot Noir
(fermentazione acciaio, 40 mesi sui lieviti, dosaggio 3 g/l, produzione media 5.000 bottiglie)
dég. giu 2018 – La veste è invitante nel suo colore salmone tenue dai riflessi vividi, ramati. Si approccia al naso con delicatezza ed eleganza, mostrando un profilo disegnato dagli agrumi scuri e dal pompelmo rosa, per terminare con un tocco minerale, sottile ma insistente. Con il caldo ritroviamo invece il Pinot Nero, nei suoi ricordi di ribes e spezie. L’ingresso in bocca è ampio e setoso, ritornano gli agrumi, succosissimi e la trama salina, fitta e sottile, sostiene il sorso fino al finale ripresentando gli accenni minerali rendendolo intrigante e gastronomico.
Voto: 88/100

 

Brut Nature 2012

Brut Nature 2012

100% Chardonnay
(fermentazione in acciaio, 5 anni sui lieviti, produzione media 6.000 bottiglie)
dég. gen. 2018 – Accogliente e intrigante fin dall’inizio nelle sue dolcezze di crema pasticciera alternate a quelle più fresche e pungenti di scorza di limone. Poi roccia, arbusto, biancospino, spezie. Di una finezza incredibile. Il sorso è levigato, profondo ma anche fresco, ampio, setoso e avvolgente. Il centro bocca, pulsante, è intriso di agrumi e sale, che con l’evoluzione sfumano in note affumicate, scure, di camino spento. Un sorso di grande grazia ma anche profondità, sicuramente in divenire.
Voto: 91/100

Degustazione con i cugini di Francesco Moser
I cugini Matteo e Carlo, rispettivamente enologo e amministratore della cantina, durante la mia degustazione.
Francesco Moser e Vania Valentini
La sottoscritta con il mito: Francesco Moser!

Al termine della degustazione abbiamo anche assaggiato qualche anteprima, vecchie annate che verranno presentate ai prossimi Vinitaly. Non sveleremo nulla, per ora, ma abbiamo avuto modo di costatare il grande potenziale evolutivo dei vini Moser. Bravi!

www.mosertrento.com

3 commenti su “Le bollicine di Moser: fierezza e gentilezza”

  1. Complimenti sono davvero eccellenti soprattutto il brut nature, sarei lieto di poter far un acquisto, qui in puglia ho assaggiato i vini in un ristorante, ma.non riesco a trovarli altrove, come posso acquistarli?
    Grazie in anticipo per l’attenzione.

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