Il savoir-faire di Deutz con lo Chardonnay

Deutz Blanc de Blancs 2013

Gli assaggi della prossima edizione (2020-21) della guida ci stanno mettendo di fronte non solo a confortanti conferme, ma soprattutto a piacevoli sorprese. È vero che Grandi Champagne mira a proporre una selezione degli champagne più validi, più interessanti presenti sul mercato italiano, quindi una scelta viene già fatta a monte, ciò nonostante possono capitare comunque delle sorprese. Ad esempio, con Deutz l’anteprima assoluta dell’Amour 2010 ci ha lasciato a bocca aperta, nonostante la maison abbia appunto confermato l’elevata qualità dei suoi champagne.

Fabrice Rosset e Michel Davesne
L’artefice del successo di Deutz e il suo ‘braccio armato’, quindi il presidente Fabrice Rosset e lo chef de cave Michel Davesne.

Il fatto che Deutz ci sappia particolarmente fare con lo Chardonnay, nonostante si trovi ad Aÿ e sia legata a doppio filo al Pinot Noir, però, è confermato dal fatto che anche il Blanc de Blancs Millésime si è fatto valere. In guida vedremo il 2014 (anch’esso in anteprima), ma il 2013 che lo precede, e che è attualmente sul mercato, non è certo meno interessante, anche perché figlio di una bellissima annata che, come ho avuto di dire, sta dando bellissime soddisfazioni. Un’annata classica come non si vedeva da tempo, con vendemmia di ottobre e una bellissima acidità. Da ricordare che il blanc de blancs non è certo una novità di Deutz, visto che fa parte della gamma da oltre mezzo secolo e se fino a una decina di anni fa questa contava pure un sans année, oggi vede soltanto due etichette millesimate, i summenzionati Amour e Blanc de Blancs Millésime. Che condividono una particolarità: le uve non solo e classicamente della Côte des Blancs, ma pure della parte orientale della Montagne de Reims, nella fattispecie da Villers-Marmery. Così, ad esempio, il Blanc de Blancs 2013 ha nell’assemblaggio uve di Avize (37%), Le-Mesnil (45%) e Villers-Marmery (6%), ma per questa annata arricchite da altre di Epernay, Villeneuve e Oger per una quota complessiva del 13%. Come di consueto, la vinificazione è avvenuta in acciaio con svolgimento della malolattica, mentre la maturazione sui lieviti si è protratta per 4 anni, al termine dei quali lo champagne è stato dosato a 7,5 g/l, quindi un po’ più basso del solito.

Pressatura uve
Pressatura delle uve bianche da Deutz: la maison produce champagne da solo Chardonnay sin dal 1966.

Deutz Blanc de Blancs 2013

Blanc de Blancs 2013

100% Chardonnay
Il calice ci mette di fronte non genericamente a un blanc de blancs, ma al blanc de blancs secondo Deutz. Quindi il naso è sì elegante, ma ha pure un certo spessore, o meglio, è polposo sul frutto (soprattutto pera), anche grasso, arricchito da un lieve accenno dolce di pasticceria da forno e, naturalmente, la mineralità, oltre a uno sbuffo agrumato. Una bollicina elegantissima dà il via a un assaggio per certi versi sorprendente. Ha, infatti, materia e leggerezza allo stesso tempo, soprattutto è legata a doppio filo a un’acidità agrumata che porta con sé tanta freschezza e sapidità, fino alla chiusura asciutta di craie. Per buona pace del dosaggio non proprio contenutissimo… Una bellissima interpretazione dell’annata secondo lo stile elegante della maison.
Voto: 91/100

Un ottimo champagne, che dà continuità alla tradizione di qualità dell’etichetta e sa ben coniugare il caratteristico stile Deutz con l’impronta dell’annata. Un blanc de blancs non scontato, ovvero di bella personalità, dunque, da non banalizzare come aperitivo, ma ottimo per accompagnare la tavola, nel caso uno splendido plateau di ostriche, le Spéciales nella fattispecie.

Gli champagne Deutz sono distribuiti in esclusiva da:
D&C – tel. 051/6172777 – www.dec.it

2 commenti su “Il savoir-faire di Deutz con lo Chardonnay”

  1. Buongiorno, incoraggiato dal recente articolo, ho acquistato il brut classic, dovrebbe essere migliorato rispetto a tempo fa…

    Passando al Drappier Nature (che decisamente preferisco), una domanda tecnica: a scaffale ho trovato tre dégorgement diversi 05/18 – 11/18 – 02/19.
    E’ possibile che – almeno il primo e l’ultimo – si riferiscano ad annate base differenti e perchè alcune maison fanno più sboccature anche della medesima annate di base, ricordo per es. il brut nature Mesnil Experience di André Jacquart?
    Grazie

    1. Quasi tutti i produttori fanno diversi dégorgement del medesimo champagne e, in effetti, il cambio di anno potrebbe far pensare a un’annata base diversa. Però, per esperienza, tra novembre dell’anno prima e febbraio del successivo non cambia annata, cosa che invece avviene poi in primavera. Di solito è così, ma non c’è una regola universale, perché molto dipende anche dall’andamento delle vendite…

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